venerdì 31 dicembre 2010

Il ponte di Narni - Le pont de Narni - The Augustan Bridge at Narni - Jean-Baptiste Camille Corot (1796–1875)






IL PONTE DI NARNI (1826-1827)
Jean-Baptiste-Camille Corot (1796-1875)
Pittore francese
Museo del Louvre - Parigi
Carta su tela cm. 34 x 48


Il Ponte di Narni è un dipinto del 1826 dell'artista francese Jean-Baptiste-Camille Corot (Parigi, 26 luglio 1796 – Ville-d'Avray, 22 febbraio 1875), pittore di paesaggi.
Il dipinto, attualmente esposto al Musée du Louvre a Parigi, è il prodotto di uno dei viaggi giovanili di Corot in Italia ed è stato dipinto nel settembre del 1826.
L'ampio paesaggio collinare è attraversato da un fiume che scorre sotto le antiche vestigia di un ponte, identificato con quello costruito nei pressi di Narni in Francia al tempo di Augusto.
La veduta è colta dall'alto verso il basso: Corot si era sistemato sulla collina che domina l'ampia vallata.
I colori sono caldi e risaltano soprattutto le cromature del marrone, del verde e dell'azzurro.

mercoledì 29 dicembre 2010

I Knew I Loved You - testo e traduzione - Savage Garden




Ricerca personalizzata

 I Knew I Loved You - Sapevo Di Amarti
 
Forse é intuito
ma certe cose non le metti in dubbio
come nei tuoi occhi
vedo il mio futuro in un istante
e là lo vedo andare
penso di aver trovato la mia migliore amica
so che potrebbe suonare piu' di
una piccola pazzia ma io ci credo


(coro)
 Sapevo di amarti ancora prima di incontrarti
Penso di averti sognata dentro la mia vita
Sapevo di amarti ancora prima di incontrarti
Ti ho aspettata tutta la mia vita

Non c'é poesia o ragione
solo questo senso di completamento
e nei tuoi occhi
vedo i pezzi mancanti
che sto cercando
Penso di aver trovato la strada di casa
so che potrebbe suonare piu' di
una piccola pazzia ma io ci credo

(coro)

Mille angeli ballano attorno a te
Sono completo ora che ti ho trovato

(coro)

I Knew I Loved You 
 
Maybe it's intuition
But some things you just don't question
Like in your eyes
I see my future in an instant
and there it goes
I think I've found my best friend
I know that it might sound more than
a little crazy but I believe

(chorus)
I knew I loved you before I met you
I think I dreamed you into life
I knew I loved you before I met you
I have been waiting all my life

There's just no rhyme or reason
only this sense of completion
and in your eyes
I see the missing pieces
I'm searching for
I think I found my way home
I know that it might sound more than
a little crazy but I believe

(chorus)

 
A thousand angels dance around you
I am complete now that I found you

martedì 28 dicembre 2010

Dandy - il Dandismo - cosa collega sir Percy Blakeney, Henri de Marsay e Andrea Sperelli... Brummell, Wilde, D'annunzio, Franz Liszt...





Il dandy (conosciuto anche come beau o gallant) è un uomo che assegna una particolare importanza all'apparenza fisica, al linguaggio raffinato, agli hobby lussuriosi, trasformando l'apparenza e la nonchalance in un culto del Sé.   
Storicamente il dandismo, movimento dandy o daddinismo, fu un movimento culturale inglese che si sviluppò soprattutto tra la fine del XVIII secolo e l'inizio del XIX secolo: George Bryan Brummell, conosciuto anche come Beau Brummell (Londra, 7 giugno 1778 – Caen, 30 marzo 1840), è considerato il primo dandy, o comunque colui che rappresentò meglio il dandismo.
Un dandy era una sorta di "self-made man", spesso dedito ad imitare unostile di vita aristocratico pur provenendo dalla classe media.
La moderna pratica del dandismo apparve nel rivoluzionario 1790 sia a Londra che a Parigi.
La cultura dandy fu accompagnata da molto scetticismo, talvolta così estremo che lo scrittore George Meredith, una volta definì il "cinismo"come un dandismo intellettuale; tuttavia, la Primula Rossa (the Scarlet Pimpernel) della Baronessa Emmuska Orczy, fu uno dei grandi capolavori dandies della letteratura, con un ricco dandy inglese, sir Percy Blakeney, uomo ozioso e svogliato, che è in realtà un eroe senza macchia e senza paura conosciuto come la Primula Rossa, che lotta per salvare dalla ghigliottina i nobili francesi condannati dal regime del Terrore.

Thomas Carlyle  nel suo libro Sartor Resartus (Il sarto rappezzato), scrisse che un dandy era non altro che un "uomo che indossa vestiti".
Honoré de Balzac introdusse il mondano e insensibile Henri de Marsay in La fille aux yeux d'or (La ragazza dagli occhi d'oro, 1835), una parte della  Commedia umana (La Comédie humaine), che risponde ai requisiti del perfetto dandy, fino ad un inseguimento ossessivo dell'amore che sfocia in una passionale e omicida gelosia.
Charles Baudelaire, nella fase metafisica del dandismo, definì il dandy come colui che elava l'estetica ad un modo di vivere religioso, e che con il suo modo di vivere rimprovera il cittadino reponsabile della classemedia.
Il dandy amava stupire, provocare: il collegamento tra il modo di vestire e la protesta politica era diventato una caratteristica peculiare in Inghilterra durante il 18-esimo secolo.
Con queste connotazioni, il dandismo può essere visto come una protesta politica contro l'ascesa dei principi di livellamento egualitario, spesso connotato di riferimenti nostalgici ai valori feudali e pre-industriali, come l'idea del "perfetto gentiluomo".
Paradossalmente il successo di Oscar Wilde and Lord Byron, semplifica il ruolo del dandy nella sfera pubblica: entrambi, come scrittori che personalità pubbliche, furono fonte di gossip e scandalo.
Tra i più importanti dandy italiani vicini al dandismo di Wilde possiamo trovare Gabriele D'Annunzio che identificò come radice del dandismo, già espressa nel Piacere nel personaggio di Andrea Sperelli, il disgusto aristocratico e un disprezzo antidemocratico delle masse.
Un esponente famoso del movimento in Germania fu Franz Liszt.

lunedì 27 dicembre 2010

Colazione sull'erba - Le déjeuner sur l'herbe - The Lunche on the Grass - Édouard Manet - 1863 - Musée d'Orsay Paris - Le Bain





Inizialmente intitolato Le Bain (The Bath, il Bagno),  Colazione sull'erba (1863, Le déjeuner sur l'herbe) è un dipinto ad olio su tela di cm 208 x 264 realizzato tra il 1862 ed il 1863 dal pittore francese Édouard Manet, è oggi conservato al Musée d'Orsay di Parigi; una versione più piccola e semplice può essere vista alla Courtauld Gallery, di Londra.
Il quadro, esposto per la prima volta al Salon des Refusés nel 1863, fuinizialmente molto criticato in quanto considerato volgare per la presenza di diversi nudi femminili in compagnia di giovanotti borghesi completamente vestiti.
Il quadro rappresenta l'affermazione in favore della libertà individuale dell'artista.
La moglie di Monet, Suzanne Leenhoff e la sua modella preferita, Victorine Meurent, posarono entrambe per la donna nuda, la quale ha la faccia della Meurent e il corpo della Leenhoff.

I due uomini sono il fratello di Édouard Manet, Eugène Manet, e il suo futuro cognato Ferdinand Leenhoff: loro sono vestiti come dandies.
Monet non cerca di nascondere e correggere i tratti; anzi, il dipinto sembra incompiuto in alcune parti della scena.
Il quadro raffigura una colazione in un bosco nei pressi di Argenteuil, dove scorre la Senna.
Nell'angolo in basso a sinistra, giacciono i vestiti delle donne e la colazione, composta da un cesto di frutta e una pagnotta circolare, da cui l'opera prende il titolo.
Gli uomini sembrano presi da una conversazione ed ignorano la donna, la quale è rivolta con lo sguardo verso l'artista.
In sottofondo una donna appena vestita si bagna in un ruscello.
Lo stile del dipinto rompe con la tradizione accademica del tempo: la luce della scena è inconsistente e innaturale, come se fosse stata girata in uno studio con effetto luci di una fotografia.


(fonte principale: wikipedia.it)

(opera correlata:  CONCERTO CAMPESTRE 1509 - (Pastoral Concert) - Concert Champêtre -Fiesta campestre - Giorgione o Tiziano - Parigi, Musée du Louvre)


Édouard Manet ( 23 January 1832 – 30 April 1883) - ( Emile Zola)




Édouard Manet ( 23 January 1832 – 30 April 1883) era un pittore francese. Il suo linguaggio pittorico, creando una nuova prospettiva, non più affidata ai valori plastici del chiaro scuro, bensì al rapporto tra i toni, fu determinante nel rinnovamento luministico dell'impressionismo di cui Manet è considerato il massimo esponente; ciò nonostante egli stesso non avesse mai voluto essere identificato con il gruppo degli Impressionisti, né partecipò mai alle loro esposizioni.
   
Tra le opere più significative vi sono Colazione sull'erba (Le déjeuner sur l'herbe - The Luncheon on the Grass , 1863), Olympia (1865) e Il balcone (1868)

Non va confuso con Claude Monet, un altro grande pittore dello stesso periodo e delle cui famose ninfee si tratta in un altro post.



Riporto quì il grande riconoscimento a lui riservatogli da Émile Zola, nel 1867:  "I pittori, e specialmente Édouard Manet, che è un pittore analitico, non condividono l'ossessione delle masse per il soggetto: per loro il soggetto è solo un pretesto per dipingere, mentre per le masse esiste solo il soggetto"

domenica 26 dicembre 2010

il Carnevale romano - La corsa dei "barberi" - Le corse di bufali e asini




La famosa corsa dei cavalli "barberi" era l'attrazione più importante del Carnevale romano e se ne hanno significative testimonianze in splendide incisioni settecentesche del Thomas.
La corsa si svolgeva in via del Corso, con arrivo e sbocco in Piazza Venezia dove i cavalli venivano frenati mediante un ostacolo costituito da un grosso telone tirato da una parte all'altra della strada.
Venivano poi assegnati dei premi a coloro che riscivano a salire in groppa al cavallo nel tratto finale della corsa.
La gente si accalcava ai lati di via del Corso all'inverosimile e nel tentativo di salire in groppa ai cavalli si assisteva a spericolate esibizioni con gravi pericoli per l'incolumità delle persone.
Proprio a causa dei numerosi incidenti, le corse dei barberi vennero prima sospese e poi definitivamente interrotte nel 1883.

Pochi secoli addietro in occasione del Carnevale si svolgevano anche corse di bufali e asini, le quali risultavano talmente buffe che, come riferisce Bartolomeo Sacchi nelle sua "Vita dei pontefici","per le risa grandi non potevano appena stare la gente in pie'"

(fonte: Willy Pocino, "le curiosità di Roma", Newton Compton Editori)

venerdì 24 dicembre 2010

Last Christmas - testo e traduzione - George Michael





Last Christmas - Lo scorso Natale

Lo scorso Natale, ti ho dato il mio cuore
ma proprio il giorno successivo l'hai tradito
quest'anno, per salvarmi dalle lacrime,
lo darò a qualcuno di speciale (x2)

chi si è scottato una volta..
mi tengo a distanza ma ancora attiri la mia attenzione
dimmi tesoro, mi riconosci?
sì, è passato un anno, non mi sorprende

(Buon Natale!)l'avevo avvolto e spedito
con una nota che diceva "ti amo", significava questo
ora so che stupido sono stato
ma se tu mi baciassi adesso io so che mi inganneresti ancora

coro
(Oooh. Oooh Baby)


Una stanza affollata, amici con gli occhi stanchi
Mi sto nascondendo da te e dalla tua anima di ghiaccio
mio Dio, pensavo che tu fossi qualcuno di cui potersi fidare
Io? io supponevo di essere una spalla su cui piangere
il volto di un innamorato con il fuoco nel suo cuore
un uomo sotto copertura ma tu mi hai lacerato
oooh ohhh
ora ho trovato un vero amore e tu non mi ingannerai più

Coro

il volto di un innamorato con il fuoco nel suo cuore
(ti ho dato il mio cuore)
un uomo nascosto ma tu mi hai lacerato
il prossimo anno lo darò a qualcun'altro, lo darò a qualcuno di speciale
a chi mi darà qualcosa indietro
lo darò a qualcuno
Che conserverà il mio cuore e lo vedrà ardere
lo darò a qualcuno, lo darò a qualcuno di speciale
Devi stare qua
Posso amarti per un giorno
Pensavo tu fossi una persona speciale
ti ho dato il mio cuore
lo darò a qualcuno, lo darò a qualcuno

(traduzione a cura di me stesso)
_______________
Last Christmas, I gave you my heart
But the very next day, You gave it away
This year, to save me from tears
I'll give it to someone special (X2)

Once bitten and twice shy
I keep my distance but you still catch my eye
Tell me baby do you recognise me?
Well it's been a year, it doesn't surprise me

(Happy Christmas!) I wrapped it up and sent it
With a note saying "I Love You" I meant it
Now I know what a fool I've been
But if you kissed me now I know you'd fool me again

Chorus

(Oooh. Oooh Baby)

A crowded room, friends with tired eyes
I'm hiding from you and your soul of ice
My God I thought you were someone to rely on
Me? I guess I was a shoulder to cry on
A face on a lover with a fire in his heart
A man undercover but you tore me apart
Oooh Oooh
Now I've found a real love you'll never fool me again

Chorus

A face on a lover with a fire in his heart
(Gave you my heart)
A man undercover but you tore me apart
Next year
I'll give it to someone, I'll give it to someone special
special someone

I'll give it to someone, I'll give it to someone special
who'll give me something in return
I'll give it to someone
hold my heart and watch it burn

I'll give it to someone, I'll give it to someone special
I've got you here to stay
I can love you for a day
I thought you were someone special
gave you my heart
I'll give it to someone, I'll give it to someone
last Christmas I gave you my heart
you gave it away
I'll give it to someone, I'll give it to someone

mercoledì 22 dicembre 2010

Rosa Croce - Christian Rosenkreuz - The Chemical Wedding of Christian Rosenkreuz - Martin Lutero





I Rosa Croce sono un leggendario ordine segreto, che sarebbe nato nel XIV secolo: la dottrina dei Rosacroce fu esposta per la prima volta in The Universal and Genaral Reformation of the Whole Wide World, pubblicato nel 1614.
Quest'ordine è stato associato ai simboli della rosa e della croce.
Esso fu fondato nel 1407 da un nobile tedesco, Christian Rosenkreuz (137 -1484), che si era recato in giovane età in oriente, soggiornando a Damasco ed in Terra Santa, accumulando sapere,  diventando un adepto di saggezze segrete e studiando l'occultismo.
Sembra che l'ordine fosse limitato ad 8 membri e che si estinse alla morte di Rosenkreuz per poi rinascere nel XVII secolo.
Alcuni studiosi sono convinti che Rosenkreuz sia una semplice invenzione del teologo Johann Valentin Andreae, gran Maestro del Priorato di Sion tra il 1637 e il 1654.
Nel 1616 fu pubbicata l'opera di Andreae, The Chemical Wedding of Christian Rosenkreuz ("Le nozze alchemiche di Cristiano Rosa Croce"), come satira delle ossessioni occulte dell'epoca.
Probabilmente nel XVII l'ordine era costituito da pochi membri che avevano in comune solamente alcuni punti di vista come la passione per l'occultismo e le pratiche alchemiche.
Che sia esistito o meno, ancora oggi i Rosa Croce sono una fiorente società esoterica basata sui scritti di Rosenkreuz.
I Rosa Croce divennero famosi all'interno della Massoneria nel XVIII secolo, quando ne incorporò alcuni simboli, come la Rosa e la Croce.
Questi simboli comparvero anche nello stemma di Martin Lutero: gli autori dei Rosa Croce erano generalmente favorevoli al Luteranesimo e in opposizione al Cattolicesimo,
Altri, come John Heydon, ammisero di non essere dei Rosa Croce, ma di aver utilizzato titoli suggestivi per le loro opere per favorire la divulgazione dei loro studi ermetici.

Personaggi famosi che furono in vario modo accostati - a torto o a ragione - al misterioso ordine o considerati suoi appartenenti sono stati: Ramon Llull (1235-1315), Leonardo da Vinci (1452-1519), Paracelso (1493-1541), Nostradamus (1503-1566), Michele Serveto (1511-1553), Luís de Camões (1524-1580), Giordano Bruno (1548-1600), Francis Bacon (1561-1626), Shakespeare (1564-1616), Galileo Galilei (1564 – 1642), Michael Maier (1568-1622), Robert Fludd (1574-1637), Comenius (1592-1670)[senza fonte], René Descartes[1] (1596-1650), Isaac Newton (1642-1727), Leibniz (1646-1716), Bach (1685-1750), Goethe (1749-1832), Mozart (1756-1791), la cui opera, "Il flauto magico", viene a volte interpretata come un'allusione appena velata ai riti iniziatici dell'ordine, Beethoven (1770-1827), Victor Hugo (1802-1885), Erik Satie (1866-1925).

Il simbolo dell'ordine è una croce con al centro una sola rosa rossa. Il termine designa uno stato spirituale che corrisponde ad una conoscenza d'ordine cosmologico, che può avere rapporti con l'ermetismo cristiano: il concetto centrale è doppiamente indicato dalla Croce e dal cuore, mentre le gocce di sangue che cadono dalla piaga aperta nel costato di Gesù Cristo si dispongono a forma di rosa.
Esistono anche altre interpretazioni del simbolo, che si riferiscono all'evoluzione spirituale dell'uomo: la Croce ne rappresenta il corpo fisico e la rosa la personalità psichica e mentale in sviluppo, come la rosa che si apre lentamente alla luce. Altri simboli rosacrociani sono il pellicano e il giglio.Riguardo ai numeri, la simbologia dei Rosacroce fa riferimento soprattutto al 3, al 4, al 7, al 10 e al 12.

lunedì 20 dicembre 2010

2001 Odissea nello Spazio (2001: A Space Odyssey ) Stanley Kubrick ; Trovati gli inediti - 17 minutes of lost footage -D Trumbull, salt mine in Kansas




Parliamo oggi di una storia che riguarda uno dei miei registi preferiti, il grande Stanley Kubrick (New York, 26 luglio 1928 – Harpenden, 7 marzo 1999).
Kubrick è conosciuto per aver affrontanto con bravura quasi tutti i generi cinematografici esprimendo e portando all'estr
emo alcune delle pulsioni più forti della personalità umana: la paura, la violenza, la follia, la perversione, lo spirito di avventura, l'amore, l'ossessione.
Ha trattato il genere storico in Spartacus, il dramma psicologico in Eyes Wide Shut e Lolita, la fanta
scienza in 2001 Odissea nello spazio, il genere guerra con Full Metal Jacket e Orizzonti di gloria, l'horror con Shining (un vero e proprio capolavoro: pochi effetti speciali, ma una suspance incredibile, grazie anche all'interpretazione fenomenale di Jack Nicholson), il thriller con Rapina a mano armata, la satira fantascientifica e la violenza di Arancia Meccanica; la satira politica con Il dottor Stranamore.

La storia che vi racc
onto oggi riguarda la sua pellicola più famosa: 2001 Odissea nello spazio!(2001: A Space Odyssey) del 1968 ispirato al racconto di Arthur C. Clarke, "La sentinella"
Molti organi di stampa hanno ieri riportato la notizia del ritrovamento di alcuni inediti, 17 minuti mai visti, le scene tagliate di questo celebre film.
Dove erano nascosti questi inediti?
Sono stati custoditi per 42 anni in una miniera di sale abbandonata sotto il manto della prateria del Kansas a 230 metri di profondità.

Lo spezzone è stato ritrovato nel mese di settembre durante alcune ricerche per un documentario sulla realizzazione del film ed è stato proiettato venerdì 17 a Toronto.
I fotogrammi dimenticati sono stati presentati
da Douglas Trumbull, (lavorò ai visual effects del film) che insieme al collega David Larson aveva ricevuto l'incarico per girare il documentario.

Nel corso della ricerca Trumbull ha visitato diverse volte la miniera Hutchinson, in Kansas, una cava abbandonata che, come altre in U.S.A, viene utilizzata come archivio per immagazzinare frammenti di pellicola di vecchi film evitando che l'umidità dell'aria li danneggi.
I 17 minuti di pellicola ritrovati fanno parte dei 19 minuti tagliati per alleggerire il film, portando la durata da 160 minuti a 141.
La Warner Brothers, la grande major americana, potrebbe lanciare una versione integrale del film, una versione pregiata in blu-ray; d'altronde i fotogrammi tagliati sono in perfette condizioni, conservati "sotto sale" nel vero senso della parola!

domenica 19 dicembre 2010

Saunière - I misteri del monte Bugarach - Apocalisse 2012 - Viaggio al centro della terra (Voyage au centre de la Terre)




Ai piedi dei Pirendei, nel sud-ovest della Francia si erge il Monte Bugarach da sempre oggetto di studi esoterici e la cui fama è legata al mistero. Il Monte Bugarach si trova a pochi chilometri da Rennes le Chateau, paesino del famoso abate Sauniére.
Questa montagna, il cui picco di trova a 1231 metri sopra il livello del mare, era già sacra ai catari prima delle persecuzioni cristiane; è in realtà un vul
cano spento e ispirò Jules Verne nel celebre romanzo "Viaggio al centro della Terra".
Chi ha letto "Il Codice da Vinci" di Dan Brown ha certamente sentito parlare di una società segreta, il Priorato di Sion, di cui si dice anche Jules Verne fosse membro.

Quello che è certo è che l'interesse per questa montagna abbia accompagnato vari momenti storici: addirittura i nazisti pri
ma e la NASA poi, vi fecero ricerche e scavi. La montagna, secondo la leggenda, era abitata all'interno da giganti.
Altre teorie, altre storie, riguardano gli UFO: su YOUTUBE è presente un video con in sottofondo rumori inquetanti provenire dall'interno della montagna.
La zona, peraltro, è stata sempre teatro di diversi avvistamenti.
Un'altra leggenda, invece, vuole che sotto il monte Bugarach sia nascosta l’arca dell’alleanza.

Ai piedi del picco "sacro" c'è Bugarach, un paesino di circa 200 abitanti.

Molti siti internet ha
nno reso famoso questo piccolo villaggio: pare secondo molte teorie esoteriche che questo sia l'unico luogo che si salverà dalla fine del mondo, dall'Apocalisse, prevista secondo il calendario Maya del dicembre 2012.
Pochi giorni fa molti organi di stampa hanno riportato un'intervista al sindaco del
paesino preoccupato dalla possibilità di dovere affrontare un'orda di esaltati.
Sarebbero già molti, secondo le parole del sindacolo, i francesi e gli stranieri ad aver già affittato una casa nel comune in vista della data fatidica.

Il sindaco fa sapere di temere per l'ordine pubblico, viste e considerate la piccola dimensione del villaggio, e il fatto che esso sia abitato da pochissimi abitanti, tutti originare del paese.


sabato 18 dicembre 2010

La donna senza paura - The woman without fear - ("Current Biology" , Justin Feinstein, Iowa University - missing amygdala)





Secondo la definizione tratta da Wikipedia: "l'amigdala è un gruppo di strutture interconnesse, di sostanza grigia facente parte del sistema limbico, posto sopra il tronco cerebrale, nella regione rostromediale del lobo temporale, al di sotto del giro uncinato (uncus) e anteriormente alla formazione dell'ippocampo. Ha una struttura ovoidale (in latino amigdala significa mandorla) situata nel punto più basso della parete superiore del corno inferiore di ogni ventricolo laterale. È in continuità con il putamen, dietro alla coda del nucleo caudato"

Insomma una definizione tecnica che ai profani della materia non dice molto. Sintetizzando, l'amigdala è una piccola porzione del nostro cervello e ha la forma di una "mandorla"; ma quello che davvero conta è che essa èl'archivio della nostra memoria emozionale!
Le emozioni che proviamo, i ricordi ad esse connessi, dipendono da questa piccola area del nostro cervello.

E allora vi raccontiamo di un recentissimo studio, condotto dal professore di un'università americana, che rappresenta anche un'anedotto curioso e interessante.
Parliamo della donna che vi
ve senza paura.
La donna senza paura ha 44 anni, non teme nulla ed è del tutto ignara dei pericoli.
Non c'è imboscata, rumore improvviso, serpente, film horror, che possa smuovere questa donna: di fronte a tutte quelle situazioni che farebbero sobbalzare qualsiasi persona normale, lei rimane tranquilla, del tutto indifferente.
(mi ricorda l'allenatore boemo Zdenek Zeman che, come gli esperti calcistici sanno, pone la stessa imperturbabile espressione di fronte ad un gol subito o fatto dalla sua squadra :-)).
L'insolito caso è descritto nelle
pagine di "Current Biology", da professore Justin Feinstein dell'Università dell'Iowa.
Secondo quanto scrive il professor Feinstein, la paura rappresenta la nostra migliore alleata, perchè ci mette in allerta e ci permette di evitare i pericoli che inevitabilmente ci circondano. Addirittuta egli si ritiene sorpreso che la "donna senza paura" sia anco
ra in vita.
Le reazioni della donna sono state studiate per mesi; addirittura la donna sarebbe stata portata all'interno di una nota casa "stregata", pare la più spaventosa del mondo,senza comunqu
e che essa mostrasse il benchè minimo segno di paura.

ah...dimenticavo.....il motivo dell'assenza di paura è dovuto al fatto che la donna soffre di una rara patologia che ha distrutto l'amigdala!
"A causa di questo danno cerebrale", dice il Feinstein, "il paziente appare anche immune al Disturbo post traumatico da stress (Post-Traumatic Stress Disorder (PTSD)) "

giovedì 16 dicembre 2010

Misteri: Il Pozzo dei Soldi - The Money Pit - Oak Island, L’isola di Gloucester, Terranova, 1795 - Oak Island Treasure





Siamo nell' isola di Gloucester, meglio nota come Oak, Isola della Quercia, una delle trecento isolette della baia di Mahone, nella Nuova Scozia in Canada, a circa un'ora da Halifax; un territorio di soli 128 acri a forma di nocciolina, lungo un chilometro e mezzo, con una
larghezza che va dagli 800 ai 400 metri.
Ogni anno vi sbarcano
ricercatori e appassionati di tesori e misteri e la rendono la vera Isola del Tesoro Oak Island, a Terranova.
E' l'anno 1795 quando tre
ragazzi, tra cui il sedicenne Daniel MacGinnis, trovarono un pozzo che secondo loro era stato scavato dai pirati e doveva contenere dei tesori.
Fecero vari tentativi per scavare nel pozzo, ma ogni tre
metri c'era una piattaforma di legno o di pietra.
Ogni volta che lo lasciavano il pozzo si riempiva di acqua e alla
fine i tre ragazzi abbandonarono l'impresa fermandosi alla profondità di 10 mestri.
Trascorsi molti anni ci si rese conto che il pozzo era collegato con la spiaggia vicina per mezzo di u
na galleria che riempiva d'acqua il pozzo di ogni volta che sopravveniva l'alta marea.
Chi aveva costruito il pozzo era certamente un abile ingegnere: aveva reso impossibile a chiunque di saccheggiare il pozzo nell'intervallo tra una marea e l'altra.
Molti cercarono di bloccare la galleria di a
ccesso dell'acqua ma senza successo, tra cui la Onslow Company, che toccò la soglia dei 27,43 metri.
A questa profondità venne rinvenuta una pietra che recava incisi alcuni simboli.
Secondo una traduzione di questi simboli ad una profondità di 40 metri era nascosto un tesoro di due milioni di sterline.
Fu soltanto nel 1897 che un altro sfortunat
o cacciatore di tesori scoprì l'esistenza di una seconda galleria, più profonda della prima.
Nel corso degli anni furono profusi sforzi e fu speso molto denaro per scavare il pozzo nella convinzione che esso contenesse un tesoro.
Sei persone persero la vita negli scavi e nel pompaggio.
Perfino il presidente sta
tunitense Franklin Roosevelt si improvvisò cercatore di tesori e passò del tempo a Oak Island, ma nemmeno lui ebbe successo; furono comunque rinvenute delle monete.
Trascorrono quasi due secoli di vani tentativi quando nel 1967 fu usata un'enorme scavatrice meccanica, che esplorò tutto il pozzo distruggendo qual
siasi traccia delle gallerie; ma non si trovò nessun tesoro.
Negli anni sessanta del XX secolo il Gruppo Triton acquistò l'isola, ma i soci non riuscirono ad accordarsi e nel 2005 furono costretti a vendere parte di questa a 7 milioni di euro.
Ancora oggi, gli scavi sono ancora in corso.
Nessuno sa chi costru
ì un pozzo così complicato e per quale ragione.
Una delle teorie più affasci
nanti fa risalire la costruzione del pozzo ai templari che nel XIV secolo raggiunsero la Scozia verso ovest guidati da Henry Sinclair.
Questi cavalieri, sopravissuti alla persecuzione del re di Francia Filippo il Bello tra il 1307 e il 1314, portavano con sè un segreto, un tesoro misterioso rinvenuto sotto il tempio di Re Salomone, a Gerusalemme.
Alcuni ricercatori e scrittori non credono alla teoria che i Templari e pensano invece che nelle profondità d
el pozzo possa trovarsi ben altro tesoro: quello di qualche pirata; i gioielli di Maria Antonietta; la verità sull'identità e sulle opere di Shakespeare. Tuttavia, nessuno per il momento conosce la verità.

mercoledì 15 dicembre 2010

se le cose non le sai salle: つづく, tsuzuku - che significava la parola alla fine dei cartoni animati giapponesi?





『つづく』は、2007年に発表された三宅伸治の企画盤アルバム。
解説 [編集]

三宅伸治のデビュー20周年を記念して、交流のある総勢50人のアーティストをゲストとして迎えて制作されたアルバムである。収録曲は、セルフカバーおよびゲストとの共作曲で構成されている。M14の「たたえる歌」では、ゲストがリレー形式でボーカルを取るスタイルが採用されており、そのレコーディングの模様が付属DVDに収められている。
(to be continued...)
______________________________

chi me lo vuole tradurre? E' un copia-incolla tratto da wikipedia.
Credo che come me non ci abbiate capito molto, comunque nessun problema: dell'argomento
di questo post si trova materiale anche in lingua italiana ;-)

Quanti di voi si sono mai chiesti cosa significasse quel piccolo simbolino, quei tre caratteri, i
l つづくche appariva sempre alla fine degli episodi dei cartoni animati giapponesi (generalmente nella parte bassa dello schermo)???
Non so se siete tanti o pochi, comunque io sono uno di quei "malati di mente" che se lo è sempre chiesto...ed oggi finalmente l'ho scoperto!
Sono 3 semplici caratteri dell'alfabeto hiragana ed il significato è "continua" (o "to be continued" per chi preferisce l'inglese).



つづく si pronuncia tsuzuku e, per l'appunto, significa "continua", prosegue, procede...

Io, come forse la maggioranza dei bambini cresciuti tra la fine degli anni '70 e gli anni '80, hanno pensato che questa parolina magica significasse "fine" dell'episodio, una sorta di "the end".
Ci sbagliavamo!

Come ho accennato つづく è costuito da tre caratteri dell'alfabeto hiragana (平仮名), uno dei tre diversi tipi di scrittura per il giapponese.
Gli altri due sono il katakana (片仮名) e i kanji (漢字).

Ma di questo forse parleremo in un prossimo post

つづく

martedì 14 dicembre 2010

Misteri della storia: Kaspar Hauser , il fanciullo d'Europa - "HIC OCCULTUS OCCULTO OCCISUS EST"





Siamo a Norimberga, Germania, nell'anno del Signore 1828. E' il 26 maggio, quando un ragazzo vestito di stracci arrivò con due lettere indirizzate al capitano dell'esercito. Il nome di questo ragazzo era Kaspar Hauser.
Una delle due lettere sembrava scritta dal padre adottivo e chiedeva al capitano di prendere il ragazzo nell'esercito; l'altra sembrava scritta anni prima dalla madre di Kaspar quando lo aveva abbandonato.
Le lettere furono esaminate e fu subito chiaro che erano state scritte dalla stessa persona e nello stesso periodo.
Il ragazzo era molto strano: indossava abiti che non gli andavano bene, come se non fosser
o suoi, ripeteva continuamente le stesse parole e le stesse frasi, probabilmente imparate a memoria, e si comportava come se sino ad allora non avesse mai vissuto tra la gente.
Mostrò da subito una grande sensibilità agli odori e ai gusti, mentre il suo udito e la sua vista erano acuti come quelli di un animale. Vedeva benissimo di notte, riuscendo anche da lontano a distinguere
i colori, ma non riusciva a riconoscere la tridimensionalità.
La sua fama si diffuse velocemente in tutta la Germania; molti volevano studiarlo e fare esperimenti su di lui.

A poco a poco imparò a parlare e raccontava
che da piccolo era sempre vissuto da solo in una stanza piccolissima dove, quando dormiva, gli portavano pane e acqua. L'acqua aveva spesso un sapore amaro e dopo averne bavuta Kaspar cadeva in un sonno profondo; quando si svegliava Kaspar si accorgeva che gli avevano tagliato i capelli, le unghie e gli avevano cambiato la paglia del letto dove dormiva. Un giorno, finalmemte, si presentò un uomo che gli insegnò qualche frase, che Kaspar imparò a memoria. Quest'uomo gli consegnò le due lettere e lo accompagnò a Norimberga lasciandolo alle porte della città. La gente, udita questa storia, pensò che kaspar fosse di sangue reale, tenuto in segregazione per qualche motivo oscuro. La fama di kaspar crebbe un pò ovunque: egli fece il giro di tutte le corti d'Europa godendo di moltissime attenzioni e diventando grasso e vanitoso.

Misteriosa fu la sua infanzia, misteriosa fu la sua morte.
Nel 1833, il 14 dicembre, di nuovo in Germania, fu assalito per
strada e ricevette una pugnalata mortale al fianco, nel parco di Ansbach. Morì tre giorni dopo e fu sepolto nel cimitero della cittadina bavarese.


domenica 12 dicembre 2010

The Reason - testo e traduzione - Hoobstank





The Reason - La Ragione

Non sono una persona perfetta,
ci sono molte cose che vorrei non aver fatto,
ma continuo ad imparare.
Non avrei mai voluto farti quelle cose,
e quindi devo dirti prima di andare
che voglio solo tu sappia:

Ho trovato una ragione,
Per cambiare quello ero solito essere.
Una ragione per ricominciare nuovamente,
e la ragione sei tu.

Mi dispiace averti ferito,
E' qualcosa con cui devo convivere ogni giorno,
e tutta la sofferenza che ti ho fatto passare
vorrei che potessi portartela via,
e essere colui che raccoglie tutte le tue lacrime.
E' per questo che ho bisogno che tu ascolti...

Ho trovato la mia ragione,
per cambiare quello che ero solito essere.
Una ragione per ricominciare nuovamente,
e la ragione sei tu [x4]...

Non non sono una persona perfetta,
non avrei mai voluto farti quelle cose,
e quindi devo dirti prima di andare
che voglio solo tu sappia

Ho trovato la mia ragione,
per cambiare quello che ero solito essere.
Una ragione per ricominciare nuovamente,
e la ragione sei tu

Ho trovato una ragione per mostrare,
un lato di me che non conoscevi.
Una ragione per tutto quello che faccio,
e La ragione sei tu.


(traduzione a cura di me medesimo)
_______

I'm not a perfect person
There's many things I wish I didn't do
But I continue learning
I never meant to do those things to you
And so I have to say before I go
That I just want you to know

I've found a reason for me
To change who I used to be
A reason to start over new
and the reason is you

I'm sorry that I hurt you
It's something I must live with everyday
And all the pain I put you through
I wish that I could take it all away
And be the one who catches all your tears
That’s why I need you to hear

I've found a reason for me
To change who I used to be
A reason to start over new
and the reason is You [x4]

I'm not a perfect person
I never meant to do those things to you
And so I have to say before I go
That I just want you to know

I've found a reason for me
To change who I used to be
A reason to start over new
and the reason is you

I've found a reason to show
A side of me you didn't know
A reason for all that I do
And the reason is you
  
( nel blog prensenti anche :

sabato 11 dicembre 2010

Tondo Doni - Michelangelo Buonarroti - (1506-1508)




Il Tondo Doni è un dipinto a tempera su tavola, con diamentro di 120 cm, di Michelangelo Buonarroti.
L'opera, conservata nella Galleria degli Uffizi a Firenze, è databile al 1506-1508.
La pittura su tavola è stato il principale supporto delle opere pittoriche europee dall'antichità al XVI secolo, prima di venire sostituita quasi completamente dalla pittura su tela.
Il dipinto è conservato nella cornice originale, forse disegnata dallo stesso artista, il cui raffinato intaglio è attribuito a Marco e Francesco del Tasso.
Nella cornice emergono cinque testine a tutto tondo che guardano al dipinto: esse raffigurano il Cristo in alto, poi angeli e profeti.
Il dipinto è di fondamentale importanza poichè pon
e le basi di quello che sarà il manierismo.
L'opera fu commissionata dal banchiere Doni: il tema della "Sacra famiglia" in tondo era molto caro nella pittura fiorentina soprattutto come ornamento delle case private.
La Sacra Famiglia è composta come un gruppo scultoreo al centro del tondo; la Madonna è in primo piano e, a differenza dell'iconografia precedente, non ha il Bambino davanti, ma si volta verso Giuseppe per prenderlo.
Giuseppe è inginocchi
ato dietro Maria: Maria compie dunque una torsione che genera un moto a serpentina di grande originalità.
L'intera scena è caratterizzata da un notevole effetto dinamico, ascendente e verticale.
La figura di Maria è virile; le braccia sono robuste e muscolose.



In secondo piano emerg
e la testa del piccolo San Giovanni Battista da una cavità con davanti un muretto grigio; più lontando sono presenti una fascia di ignudi appoggiati ad un emiciclo di rocce spezzate.
Si nota il contrasto tra l'andamento orizzontale dello sfondo con la composizione verticale ed ascendente delle figure in primo piano.
Si tratta di uno superamento dell'unità prospettica del '400 e segna il punto di partenza del Manierismo (di cui parleremo in un successivo post).



venerdì 10 dicembre 2010

Se le cose non le sai salle: 1898, la famosa foto di Secondo Pia





Secondo Pia (1855-1941) è il nome dell'avvocato che per primo fotografò il Lenzuolo della Sindone nell'anno 1898, mettendo in luce particolari del telo fino ad allora sconosciuti. Si scoprì, in particolare, che l'immagine impressa nel lenzuolo presentava le caratteristiche di un negativo fotografico. La Sindone apparteneva ai Savoia e il re d'Italia Umberto I ne autorizzò la fotografia durante l'esposizione tenutasi dal 25 maggio al 2 giugno del 1898: l'ostensione era stata indetta in concomitanza con una grande esposizione di Arte sacra e per celebrare una serie di ricorrenze cadute nello stesso anno, tra cui il 50° anniversario dello Statuto Albertino ed il 400-esimo anniversario della Cattedrale di Torino. Fu una delle prime occasione in cui fu usata una lampadina elettrica per fare una fotografia.
La fotograf
ia di Secondo Pia diede inizio a tutti gli studi scientifici sul Sacro Lenzuolo, in quanto la foto mise in evidenza tutti i "segni" che la Sindone custodiva. Come dicevo, ci si accorse che la Sindone è come un negativo fotografico: le parti che sul volto e sul corpo erano chiare sulla tela divennero scure, e le parti in ombra rimasero bianche; sul negativo della lastra fotografica comparve un'immagine positiva di un uomo che portava su di sè tutti i segni della passione.

giovedì 9 dicembre 2010

Progetto area archeologica: dal Circo Massimo al Palatino - il piano di riqualificazione della Roma antica - Il Museo della città





Il 7 dicembre nell'Esedra del Campidoglio, è stato presentato il masterplan di uno dei grandi progetti del Campidoglio per la Roma del 2020. Un progetto lungo 7 anni e che prevede un invistimento di 160 milioni di euro: 60 milioni subito disponibili in quanto stanziati da Roma capitale, il resto ancora da trovare, ma che dovrebbero provenire dai privati. L'obiettivo è quello di creare un vero e proprio "Museo della città", una "porta di accesso alla capitale"; un itinerario turistico pedonale. Il progetto prevede il restauro di monumenti, una nuova viabilità e nel palazzo di via dei Cerchi, il palazzo dell'ex anagrafe, la nascita del Museo della città. Il Museo della città sarà un luogo che ospiterà un'area espositiva tradizionale, ma anche una parte multimediale per percorsi interattivi di conoscenza: un "grande cervello" dove saranno concentrate tutte le informazioni su musei e monumenti di Roma. Il tutto si colloca nell'ambito del piano di riqualificazione e valorizzazione dell'Area archeologica centrale, un'area di 107 ettari, compresa tra Fori Imperiali, Colle Oppio, Colosseo, Celio, Circo Massimo, Teatro Marcello e Campidoglio, comprendendo all'interno il Foro romano e il Palatino. Verrà riunificata un'area attualmente frammentata e sottoposta a diverse competenze: la Sopritendenza di Stato e quella del Comune. Viene prevista una pedonalizzazione dell'itinerario storico-turistico: via dei Cerchi verrà chiusa al traffico, via dei Fori Imperali sarà riservata ai mezzi pubblici, e via Alessandrina sarà abbattuta per riunificare il Foro di Traiano con l'area dei Mercati. Il Museo della città in via dei Cerchi sarà il fulcro dell'area archeologica centrale e sarà una struttura interattiva con annessi un albergo di 30 suite, ristorante, cinema Imax e auditorium,il che permetterà di reperire una buona parte dei fondi proveniente dal settore privato. Entro il 2011 si prevede di ultimare il progetto esecutivo; nei sei anni successivi ci sarà la realizzazione dell'opera; annuncia Umberto Croppi, assessore capitolino alla cultura: "apriremo una parte del museo già dopo tre anni".

"Quest'area" - dice il sindaco Alemanno - "diventerà un unico si
stema che cancellerà al proprio interno tutte le barriere...la nostra idea è fare in modo che ques'area non sia più un'area frammentata circondata dalle automobili" sottolinea comunque Alemanno che: "per realizzare il proposito di connettere in un'unica area il Circo Massimo l'Area archeologia dei Fori, il Colosseo e le Terme di Caracalla, bisogna modificare il traffico"

(fonti: il Messaggero, corriere.it)