domenica 13 marzo 2011

Rugby: Italia - Francia 22-21; I commenti della stampa francese - la prima vittoria azzurra nel Sei Nazioni, 14 anni dopo Grenoble -



E' ancora forte l'emozione per la storica vittoria degli azzurri del rugby contro la Francia (22-21) nella quarta giornata del Sei Nazioni, avvenuta ieri allo stadio Flaminio di Roma.
Girando su internet abbiamo raccolto alcuni commenti sulla disfatta francese nei grandi giornali transalpini.
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Le Monde

"Il XV francese crolla in Italia"

"Il XV di Francia, autore di un gioco patetico, subisce la prima sconfitta di sempre contro l'Italia nel Sei Nazioni, 22-21, sabato a Roma nella quarta giornata. Gli italiani avevano battuto solo una volta il XV francese, prima di essere ammessa nel Torneo, il 22 marzo 1997 a Grenoble (40-32). Sono riusciti in questa impresa per la prima volta nel torneo dopo dodici scontri.
I Blues gettano ogni speranza di vittoria nel torneo, già notevolmente indebolite dopo la sconfitta(9-17) in Inghilterra il 26 febbraio, e giocheranno per onorare l'ultima partita contro il Galles sabato prossimo allo Stade de France. Ma questa disfatta italiana suona in primo luogo come un monito terribile prima dell'obiettivo principare della stagione, la Coppa del Mondo 2011 in Nuova Zelanda (9 settembre - 23 Ottobre), che arriva tra soli sei mesi.

http://www.lemonde.fr


L' Equipe

"Disastro romano"

"Per la prima volta dall'ammissione dell' Italia nel torneo, nel 2000, il XV di Fracia è stato sconfitto dal rivale transalpino (22-21). La battuta d'arresto sul prato del Flaminio conferma la fragilità dei Blues.

Il Flaminio è bollente. L'inno italiano, "Fratelli d'Italia ", risuona negli spalti dello stadio,mentre Mirco Bergamasco realizza il calcio di punizione della Vittoria. Per la prima volta dalla sua ammissione alla manifestazione, nel 2000, vince l'Italia contro la Francia (22-21). il quindici del Gallo non giocherà per la vittoria del torneo. La speranza di difendere il titolo del 2010 è stata un'illusione promessa dalla delegazione tricolore. Questa sconfitta spinge l'Inghilterra verso un Grande Slam.....è davvero un disastro per Marc Lievremont e i suoi giocatori."

http://www.lequipe.fr

(articolo correlato:
Italia-Francia 22-21, IV giornata del Sei Nazione)

sabato 12 marzo 2011

Rugby: Italia - Francia 22-21 - IV giornata del Sei Nazioni, Stadio Flaminio, Roma - Il secondo successo dopo Grenoble il 22/3/1997 - Trofeo Garibaldi




L'Italia comincia alla grande la settimana dedicata ai festeggiamenti per i suoi 150 anni!
La Nazionale di Rugby le fa un grande regalo conquistando oggi allo stadio Flaminio di Roma,  una storica vittoria contro i cugini francesi nel prestigioso torneo del Sei Nazioni!
E' la prima vittoria contro la Francia nel torneo del Sei Nazioni, e solo la seconda in assoluto contro i galletti dopo lo storico successo di Grenoble del 22 marzo 1997.
Sono trascorsi ben 14 anni da quella storica impresa che contribuì molto alla crescita del rugby in Italia e all'inserimento degli azzurri nel gruppo del Sei Nazioni.
E' stato un match emozionante nel quale gli azzurri hanno letteralmente "gettato il cuore oltre l'ostacolo", compensando la superiorità tecnica degli avversari.
Nel secondo tempo i francesi sembravano avere in pugno la gara: a 35 minuti gli azzurri erano sotto di dodici punti (6-18).


Ma l'Italia non si è arresa: sarà stato il fatto di poter vincere il trofeo Garibaldi, il trofeo che viene assegnato tradizionalmente a chi vince il derby italo-francese, con la festa per i 150 anni dall'Unità d'Italia alle porte; fatto è, che gli azzurri hanno saputo superare ogni difficoltà e recuperare a poco a poco lo svantaggio.
Hanno deciso il match la meta di Masi e un calcio piazzato di Mirco Bergamasco a 4  minuti dalla fine.
Nel finale gli azzurri hanno saputo resistere agli assalti disperati dei francesi anche sostenuti da un pubblico commovente che tutto intero ha intonato l'inno di Mameli.
Alla fine festeggiamenti, abbracci e  lacrime per tutti, mentre gli altoparlanti dello stadio mandavano a tutto volume le note di "Il cielo è sempre più blu!".
Si tratta certamente della vittoria più importante nella storia del rugby italiano, ma anche una delle affermazioni più importanti del nostro sport.

(articolo correlato:
Italia-Francia 22-21, i commenti della stampa francese)

mercoledì 9 marzo 2011

Mercoledì delle Ceneri - Vangelo Mt 6,1-6.16-18 - Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

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 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà». 



Mt 6,1-6.16-18
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martedì 8 marzo 2011

Il ciambellone alla ricotta di Luca - Ricette al lavoro



Esistono i libri di ricette, le ricette della nonna; ci sono poi le ricette della "Prova del cuoco" e quelle tratte dal canale del "Gambero Rosso".
Ma credo che le migliori ricette siano quelle che ci si scambia durante la pausa caffè, alla fermata dell'autobus o nel corso di una delle tante "cene" tra colleghi di lavoro.
Nasce dunque, a grande richiesta, questa nuova "rubrica" del blog: Ricette al lavoro!
Cominciamo la rassegna con un dolce degustato pochi giorni fa: il Ciambellone alla ricotta di Luca!


INGREDIENTI

300 gr di ricotta (Luca consiglia la ricotta di bufala, ma l'importante è che sia fresca!)
300 gr di farina
300 gr di zucchero
3 uova
2 limoni
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale


PREPARAZIONE

Separare i tuorli dagli albumi e montare gli albumi a forma di neve.
Passare la ricotta al setaccio e aggiungere i tuorli e lo zucchero, mescolando con un chiucchiaio di legno.
Aggiungere la farina più il lievito setacciati, il succo di limone e infine gli albumi montati a neve, sempre mescolando con il chiucchiaio di legno.
Chi lo desidera può aggiungere al composto delle gocce di cioccolato.
Una volta ottenuto un composto omogeneo, versare il composto in uno stampo imburrato e infarinato e cuocere a 180° per 45 minuti.


giovedì 3 marzo 2011

Apollo e Dafne (1622-1625) - Gian Lorenzo Bernini - Apollo and Daphne - Apolo y Dafne - Apollon et Daphné - Galleria Borghese, Roma




Gian Lorenzo Bernini
Apollo e Dafne, 1622-1625
Marmo, 243 cm
Galleria Borghese, Roma


Dalle Metamorfosi di Ovidio è tratto il racconto di Apollo e Dafne che ha ispirato l'opera di cui parliamo oggi.
Apollo si vantava di sapere usare l'arco come nessun altro e fu punito da Cupido per la sua presunzione; egli lo colpì con una delle sue frecce e lo fece innamorare della ninfa Dafne.
Quest'ultima aveva però consacrato la sua vita alla dea Diana e alla caccia.
Penéo, il padre di Dafne, per impedire ad Apollo e Dafne di congiungersi, trasformò la figlia in un albero, il lauro, che da quel momento diventrà sacro per il povero Apollo.


In "Apollo e Dafne", gruppo scultoreo eseguito da Gian Lorenzo Bernini tra il 1622 e il 1625, è rappresentato questo episodio, il momento in cui Dafne si trasforma in pianta.
La rappresentazione è davvero emozionante: Apollo, dio della luce, insegue invano la vergine ninfa, la quale mentre di pretende in avanti per sfuggire al suo divino aggressore  comincia la sua inesorabile metamorfosi.

Le mani della ninfa prendono la forma di rami e foglie, i capelli e le gambe mutano in tronco e i piedi in radici: lo sguardo della Ninfa è al tempo stesso incredulo e spaventato.   

Bernini realizzò questo incredibile capolavoro a grandezza naturale per il Cardinale Scipione Borghese.
Potrebbe apparire strano il fatto che nella villa del Cardinale potesse essere presente una statua che rappresentasse un mito pagano, ma in realtà la scena di Apollo e Dafne contiene anche una morale di tipo cristiano: è la casta Ninfa che sfugge alla lussuria e al piacere effimero, spingendo la sua virtù fino alle estreme conseguenze.


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Amore e Psiche (1787-1793) - Antonio Canova 
Paolina Borghese (1805-1808) - Antonio Canova
Il Ratto di Proserpina (1621-1622) - Gian Lorenzo Bernini
)

mercoledì 2 marzo 2011

Amore e Psiche - 1787-1793 - Antonio Canova - Cupid and Psyche - Cupidon et Psyche - Psyché ranimée par le baiser de l'Amour - Parigi, Louvre - Apuleio, Le Metamorfosi




Nella vicenda narrata da Apuleio all'interno della sua opera Le Metamorfosi, Psiche è una mortale dalla bellezza pari a Venere; essa è adorata da tutti.
Venera offesa, incarica suo figlio Amore (Cupido,o Eros), di far innamorare Psiche dell’uomo più sfortunato della terra attraverso le sue frecce amorose.
Ma quando Amore vide Psiche fu talmente incantato dalla sua bellezza che, confuso, fece cadere la freccia sul suo stesso piede, innamorandosi egli stesso della splendida fanciulla.
Psiche divenne sposa di Amore senza mai sapere chi egli fosse: lei doveva accontentarsi dell'amore dello sposo senza mai guardarlo.
Psiche attendeva sola nel castello dello sposo durante il
giorno: Amore, infatti, veniva solo di notte come un'ombra, per stringerla in un caldo abbraccio e sussurrarle splendide parole.
Psiche raccontò alle sue due sorelle che lei non aveva mai visto il marito e che non conosceva nemmeno il suo nome; le sorelle di Psiche accecate dalla gelosia,insinuarono nella mente dell'ingenua fanciulla che egli doveva essere sicuramente un mostro, che nonostante le belle parole l'avrebbe divorata nel sonno.   
Quella notte, come sempre, Amore raggiunse Psiche, la cinse in un abbraccio e si addormentò; quando lei fu sicura che egli dormiva si alzò, prese una lampada ed un coltello e lo illuminò.
Davanti a lei non vi era un mostro, ma una splendida creatura che dormiva con le ali ripiegate e il suo arco accanto.
Lei si avvicinò per baciarlo, ma una goccia di olio bollente dalla lampada cadde sulla spalla di lui: Amore si svegliò di soprassalto, si alzò in piedi e disse che lei aveva rovinato il loro amore.
Lei si gettò ai suoi piedi ma lui volò via.
Psiche cadde nella disperazione e cominciò a vagare nel mondo alla ricerca di Amore; quando Venere venne sapere che suo figlio aveva amato una mortale si arrabbiò moltissimo e cominciò ad infliggere qualsiasi tipo di crudeltà sulla povera ragazza.
Amore, nel frattempo straziato dal dolore, venne a sapere dei soprusi che la madre perpetrava sulla sua amata e salì sull'Olimpico per supplicare Zeus di poterla sposare.

Zeus dona a Psiche l'immortalità elevandola al rango di una dea; Psiche fu accolta sull'Olimpo dove fu allestito uno splendido banchetto nuziale.
Amore e Psiche trovarono la felicità e il frutto del loro amore fu una splendida femminuccia di nome Voluttà.
 
Antonio Canova si è formato a Venezia e per poi recarsi a Roma dove ha iniziato la sua carriera.
Nella sua scultura "Amore e Psiche", scolpita tra 1787 e il
1793, l'artista impone il suo talento e la padronanza del marmo a tutta l'Europa e continua a sperimentare questa antica ispirazione nella scelta di un tema importante della mitologia greca.
Più che un inno all'amore, Canova rievoca il mito di Platone, quello di Psiche, la moglie di Eros che non deve guardare il volto del marito.
Canova ha scelto di rappresentare il momento pù potente della storia: Psiche è addormentata da un profumo magico, il sonno eterno, il cui effetto può essere annullato solo dalla forza dell'amore. Amore la sveglia con un dardo.
E’ rappresentato il momento subito dopo il risveglio di lei: Amore, riconoscibile dalla faretra che indossa sulle spalle, contempla con tenerezza il volto della fanciulla amata, che ricambia il suo sguardo con la stessa dolcezza.

Viene rappresentato il momento che precede il bacio, l'attimo "sublime" che rimane sospeso, smarrendosi in un tempo indeterminato.
I giovani corpi nel loro abbraccio sembrano descrivere un arco che quasi sfida la forza di gravità; è un abbraccio sospeso e intrecciato per l’intersezione della circonferenza data dalle braccia di lei e quelle di lui; le loro forme sono perfette e incarnano un'idea di bellezza fisica e spiritale.
La scena è studiata su una rigorosa composizione geometrica piramidale, con una totale ricerca di equilibrio.
La scultura è realizzata in marmo bianco, levigato e finemente tornito.
Le opere di Canova sono "vera carne": è l'aderenza alla natura che si nota principalmente nel ventre di Psiche e nella fossetta creata dalla mano di lui sul seno di lei.


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Paolina Borghese - 1805-1808 - Antonio Canova 

Apollo e Dafne (1622-1625) - Gian Lorenzo Bernini )

martedì 1 marzo 2011

Paolina Borghese - 1805-1808 - Antonio Canova - Maria Paola Bonaparte - Pauline Bonaparte - Galleria Borgese, Roma




 Antonio Canova
Paolina Borghese, 1805-1808
marmo bianco, 92 (160 con la base) x 200 cm
Galleria Borghese, Roma
  
Paolina Borghese è una scultura in marmo bianco, a grandezza naturale, dello scultore italiano Antonio Canova (1757-1822), uno dei più grandi esponenti del Neoclassicismo.
L'opera è attualmente esposta alla Galleria Borghese di Roma e fu commissionata da Camillo Borghese marito di Paolina Bonaparte, sorella prediletta di Napoleone.
Paolina era donna di grande bellezza e fascino; vedova nel 1802 del generale Victor Emanuel Leclerc, amico di Napoleone, l'anno successivo, su richiesta del fratello, sposò un personaggio la cui famiglia faceva parte dell'antica
nobiltà romana, il principe Camillo Borghese, di cinque anni più anziano di lei.   
Nell'opera di Canova, Paolina Borghese è reclinata al centro della stanza e tiene in mano una mela evocando la Venere Vincitrice nel giudizio di Paride, scelta per dirimere una controversia sulla "più bella" tra Giunone (il potere), Minerva (arti e scienza) e appunto Venere (amore).
Questa statua di Paolina in una posa raffinatissima è considerato un esempio supremo dello stile neoclassico.
Antonio Canova eseguì questo ritratto di Paolina senza i
tipici drappeggi di una persona di altro rango, fatto eccezionale all'epoca; egli trasformò una figura storica in una dea dell'antichità in posa classica.
I nudi artistici non erano molto comuni e ci sono dubbi sul fatto che effettivamente Paolina abbia posato in questo modo davanti allo scultore; certamente il ritratto del viso è realistico, mentre  il nudo è più attinente ai canoni di bellezza neoclassica.
Come in altre opere del Canova, il supporto ligneo, drappeggiato come un catafalco, ospitava internamente un meccanismo che permetteva alla scultura di ruotare.
Questo consentiva di invertire i ruoli tra opera e spettatore: la scultura si muoveva mentre lo spettatore, fermo, osservava la statua da tutte le angolazioni.
Nel passato gli osservatori ammiravano il tenero scintillio del marmo della scultura a lume di candela e il suo lustro era dato anche dalla superficie cerata, che è stata recentemente restaurata.


(argomenti correlati: 
Amore e Psiche - 1787-1793 - Antonio Canova)


domenica 27 febbraio 2011

Roma 2015, idee&progetti - Nuovo svincolo Salaria-Prati Fiscali : in estate via ai lavori, durata circa 20 mesi

Se ne parla ormai da anni e i cittadini del quadrante nord-est della città lo aspettano con impazienza: si tratta del nuovo svincolo antitraffico Salaria-Prati Fiscali!

Il progetto esiste da tanto tempo, ma finalmente esso sta per diventare realtà; è stato infatti inserito nel piano strategico di sviluppo di Roma Capitale, presentato durante i lavori del Congresso degli Stati Generali della città che si è svolto al Palazzo dei Congressi dell'Eur il 22 e il 23 febbraio 2011.
Il progetto prevede la realizzazione del raccordo diretto di via di Prati Fiscali con la Tangenziale Est.
L'Assessore ai lavori pubblici Fabrizio Ghera ha annunciato che: "Entro l'estate è prevista l'indizione della gara relativa al primo lotto per un importo pari a 27 milioni di euro."
La durata dei lavori dovrebbe essere di circa 20 mesi.
Lo svincolo Prati Fiscali-Via Salaria  è attualmente uno dei punti più trafficati della città, soprattutto durante le ore di punta del traffico. Coloro che la mattina si muovono dai quartieri Nuovo Salario, Montesacro e Talenti  dalle ore  7,10 in poi  verso il centro di Roma ne sanno qualcosa.
Così come coloro che durante l'ora di pranzo, o alla sera, cercano di rientrare nelle proprie case.
Nell'intersezione Prati Fiscali-Via Salaria si concentra d'altronde il flusso di auto provenienti dai quartieri citati (quelli che provengono da via Prati Fiscali) e il flusso di auto dei pendolari che da fuori Roma raggiungono la città percorrendo la Via Salaria.

Visualizzazione ingrandita della mappa
Si tratta di un'opera strategica fondamentale per tutto il quadrante, in quanto lo svincolo è inquadrato tra tutta una serie di quartieri: Parioli e Africano a sud, Nuovo Salario a nord-est, la via Salaria e l'aeroposto dell'Urbe a nord-ovest, la zona dell'Acqua Acetosa e di Tor di Quinto ad ovest. 


sabato 26 febbraio 2011

Pubblicità pay per clik (PPC) - Guadagnare online con i click - I click you pay he earns




Abbiamo parlato della pubblicità pay per impression (vedi post); oggi dedichiamo qualche riga alla pubblicità pay per click (PPC).
Con la pubblicità PPC, l'inserzionista paga una tariffa unitaria in proporzione ai click (click- through rate), ovvero solo quando un utente clicca effettivamente sull'annuncio pubblicitario.
Per guadagnare attraverso la pubblicità pay per click occorre aderire ad un programma, come ad esempio Google Adsense.
Possono farlo tutti: non occorre che il vostro blog sia importante o particolarmente popolare.
Chiunque può inserire delle pubblicità sul proprio sito.
Il programma AdSense prevede la pubblicazione di annunci pubblicitari constestuali, cioè correlati agli argomenti dei post/articoli pubblicati.
Le dimensioni, i colori e la posizione degli annunci sono fondamentali per ottenere tanti "click".
Non si tratta di un lavoro facile; occorre studiare, provare e molto dipende dall'impostazione grafica del sito o dalla struttura del post.
Gli annunci possono essere posizionati in alto, in fondo al post, a destra, a sinistra: possono avere diverse dimensioni  (300x250, 728x90, 200x200, ecc. ecc.).
Gli annunci possono poi essere di testo, oppure sotto forma di immagini o alternare testo e immagine.



Il vantaggio delle pubblicità pay per click è che il guadagno dipende da quanti click effettua il visitatore sui diversi link pubblicitari, aldilà di quello che l'utente farà dopo.
Il guadagno per ogni click è piuttosto basso, dunque per poter guadagnare cifre importanti attraveso questo metodo, occorre che il sito o blog in questione cresca e diventi molto popolare.
Il valore del singolo click dipende anche dall'inserzionista: annunci di tipo economico-finanziario, o pubblicità di prodotti tecnologici, tendenzialmente sono più remunerativi.
Proprio per questo, coloro che gestiscono dei siti tematici, che approfondiscono specifici argomenti e che hanno una tipologia di visitatori "fidelizzata", tendono ad avere più possibilità di guadagno.

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la pubblicità Pay per impression
Come guadagnare attraverso il tuo blog o sito web  )
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Progetto Diritto al Futuro - Istituito il Fondo di garanzia per i mutui concessi a giovani coppie  di precari - Decreto 17 dicembre 2010, n. 256 entrato in vigore 18/02/2011 - mortgage subsidies for young couples



Era l'ottobre del 2007 quando l'allora ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa dichiarò: "Mandiamo i bamboccioni fuori di casa".
Da quel momento il termine "bamboccioni" è entrato nel vocabolario della lingua italiana per definire la grande schiera di ragazzi ultra-trentenni che per scelta e soprattutto difficoltà economica sono costretti ancora a vivere all'interno della propria famiglia di origine, insieme a mamma e papà.
A distanza di tre anni le cose non sono cambiate, anzi le statistiche dimostrano una crescita consistente nel numero dei bamboccioni.
D'altronde non potrebbe essere diversamente dato che, come dichiarato pochi giorni fa dal governatore della Banca d'Italia Mario Draghi al Forex di Verona, il tasso di disoccupazione giovanile sfiora il 30%.   
Ed inoltre c'è il grosso problema della precarietà che impedisce ai giovani di programmare il futuro e soprattutto rende difficile l'accesso al credito per accendere un mutuo per l'acquisto di un'abitazione.

Un'interessante iniziativa del governo per opera del Ministro della Gioventù  Giorgia Meloni, all'interno del il progetto denominato Diritto al Futuro, viene incontro alle esigenze e alle difficoltà delle giovani coppie.

Con il Decreto 17 dicembre 2010, n. 256, Regolamento recante la disciplina del Fondo per l'accesso al credito per l'acquisto della prima casa da parte delle giovani coppie o dei nuclei familiari monogenitoriali, sarà più semplice accendere un mutuo per i giovani che hanno un lavoro precario.

Il provvedimento è entrato in vigore 18 febbraio 2011 e con esso è stato istituito un Fondo Casa, con una dotazione finanziaria attualmente di 24 milioni di euro, che funzionerà da fondo di garanzia per gli istituti di credito che concederanno mutui a giovani coppie under 35 con contratti di lavoro atipici.
La copertura dovrebbe arrivare fino a 75000 euro e dovrebbe riguardare la concessione di 10.000 mutui.
Per entrare nella funzionalità del Fondo di Garanzia dobbiamo solo attendere la firma da parte del Ministero della Gioventù e dell’Abi.



Ecco i vincoli previsti per accedere a questo fondo:
  1. potranno farne richiesta solo le coppie di età inferiore a 35 anni, sposate, con o senza figli, oppure i single con figli minorenni;
  2.  il Fondo Casa può essere utilizzato solo per l’acquisto di un alloggio destinato a diventare prima abitazione e la giovane coppia non deve essere intestataria di altri immobili ad usoabitativo, salvo nel caso si sia  acquisità la proprieta' per successione a causa di morte
  3.  più della metà del reddito complessivo imponibile ai fini Irpef deve derivare da un contrattodi lavoro atipico, quindi non a tempo indeterminato
  4. il reddito Isee non deve superare i 35.000 euro, e sarà data priorita' ai nuclei i cui componenti non risultano occupati con rapporto di lavoro a tempo indeterminato
  5.  l'immobile non deve rientrare nelle categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) eA9 (castelli, palazzi) e deve avere una superficie inferiore a novanta metri quadrati; nella concessione della garanzia viene data priorita' ai casi nei quali l'immobile sia situato in aree a forte tensione abitativa;
  6. I mutui ipotecari non devono superare la soglia di 200.000 euro, con tasso d’interesse agevolato che dovrebbe essere pari all’Euribor più spread di 150 punti per una durata superiore ai vent’anni.‎

mais e chicchi di mais - corn & corn kernels - Il cibo dei Maya - dalla polenta al pop-corn - proprietà curative del mais - II congresso nazionale del Sinut: mais come cibo anti-inquinamento - Flavonoidi contro fumonissine



Il mais (Zea mays) è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Graminacee (o Poaceae) che produce dei chicchi gialli, rossi o bruni, commestibili raccolti in grosse spighe che prendono il nome di pannocchie; originaria dell'America latina, era considerato addirittura una divinità dal popolo Maya che su questa pianta fondò il suo sostentamento nutritivo e quindi la sua misteriosa grandezza.
Il mais può essere consumato in  diversi modi: in "pannocchia" può essere cucinata sia alla griglia, sia lessa e il suo mese migliore è agosto.
La consumazione in "chicchi" prevede che essi vengano staccati dalla spiga e poi cotti a vapore o lessati per la consumazione; in questo modo vengono utilizzati soprattutto per arricchire insalate e paste.
I chicchi di mais vengono utilizzati anche per la preparazione dell'olio e da essi si ricavano anche fiocchi adatti alla prima colazione.
La farina di mais viene utilizzata per la preparazione della famosa polenta, ma anche per alcuni tipi di pane e dolci.
Infine dal mais si ottiene l'amido di mais, una farina bianca conosciuta come "maizema", utilizzata come addensante di budini, salse, umidi e minestre.
Riscaldando i chicchi di mais secchi (sottospecie di tipo Everta) otteniano il famoso pop corn , come suggerisce il nome stesso (dall'inglese pop = scoppiare, e corn = mais).

Ma quali sono le proprietà nutritive e i benefici del mais?
Ricco di amido e carboidrati, il mais è molto saziante, energetico e ricostituente, fornisce solo 9 g di proteine e 353 calorie ogni 100 g. Ha buone quantità di sali minerali quali potassio, magnesio, fosforo e calcio, che associate all’ottima digeribilità, ne fanno un alimento ottimo per i bambini. Contiene anche vitamine del complesso B e vitamina A.
Inoltre è senza glutine ed è dunque un alimento ideale per i celiaci. 

 Favorisce in maniera delicata, il transito intestinale.
Il mais elimina l’acido urico e i fosfati ed è calmante della sintomatologia dolorosa nelle affezioni delle vie urinarie. Le proprietà benefiche di questa pianta trovano inoltre impiego contro la litiasi urinaria, le affezioni delle vie urinarie (cistiti, reumi), la gotta ed la calcolosi renale.

Ma una scoperta molto recente inserisce il mais come il "Re" dei cibi anti-inquinamento.
I "flavonoidi" sono sostanze che ci aiutano contro i danni causati dall'inquinamento atmosferico e il mais ne contiene in grande quantità.
 
Cesare Sirtori, presidente della società Italiana di Nutraceutica (Sinut), riunita dal 24 al 26 febbraio 2011 all'Hotel Michelangelo di Milano per il suo II Congresso nazionale, spiega che:
"gli elevati livelli di flavonoidi contenuti nel mais sviluppano le difese del nostro organismo contro sostanze tossiche chiamate fumonissine, tossine da funghi ambientali presenti in alta concentrazione in caso di forte umidità e contaminazioni atmosferiche."
Il mais esercita un'attività favorevole sulla salute e la durata della vita e rientra dunque nella lista dei cibi farmaco, i cibi con i quali possiamo "curaci a tavola".


mercoledì 23 febbraio 2011

La vendita allo scoperto - Short Selling - shorting - andare corto - going short




In finanza,  la vendita allo scoperto (o short selling) è la pratica di vendere attività, generalmente titoli, non direttamente posseduti dal venditore ma che sono stati presi in prestito da una terza parte (generalmente un broker, una banca o un intermediario finanziario) con l'intenzione di riacquistare dopo un certo tempo le stesse attività per renderle indietro al prestatore.
Si tratta di un'operazione ribassista: colui che prende a prestito i titoli per venderli prevede che quando andrà a riacquistare la stessa tipologia di titoli sul mercato il loro valore sarà diminuito.
In questo modo il guadagno, il profitto, dell'operazione sarà dato dalla differenza tra il valore di vendita iniziale e il prezzo di acquisto finale.

Facciamo un esempio. Mi aspetto che il prezzo di un certo titolo X scenderà nei prossimi giorni.

Io non dispongo di titoli miei, per cui li prendo a prestito per poterli vendere aspettandomi un ribasso del loro prezzo.
Prendo in prestito il titolo X con l'obbligo di restituirlo entro un tempo t e lo vendo al prezzo di 100; trascorso questo tempo t andrò a riacquistare questo titolo!
Se il suo valore nel frattempo è sceso ad 80, io avrò guadagnato in questa operazione 100 - 80 = 20.
Se invece le mie previsioni sono errate e in questo tempo t il valore del titolo X salea 110, nell'operazione andrò a perdere 10 (110 - 100)!

Si tratta dunque di un'operazione finanziaria all'"inverso": con lo Short Selling si guadagna quando il mercato va al ribasso, in quanto prima si vende X e poi si riacquista sempre X.
Il venditore short (a breve, corto) trae profitto da un calo dei prezzi tra la vendita e il riacquisto; viceversa, egli perde se il prezzo delle attività da lui trattate aumenta.
Gli altri costi della vendita allo scoperto, possono includere una commissione per il prestito iniziale dei titoli e il pagamento degli eventuali dividendi sulle attività prese in prestito.
Ricapitolando, la vendita allo scoperto è un prestito non di denaro bensì di titoli e il guadagno del datore del prestito (es. l'intermediario finanziario) è dato da una commissione, o interesse, che aumenta all'aumentare della durata del prestito.
L'operazione con cui chi effettua la vendita allo scoperto riacquista i titoli per rifonderli al prestatore è definita ricopertura dello scoperto.
Lo short selling è un'operazione finanziaria di tipo prettamente speculativo e orientata verso un orizzonte temporale d'investimento di breve periodo.
"Andare corto" è in opposizione con la prassi più convenzionale di "andare lungo ", che consiste nell'acquisto di un titolo effettuato nella previsione che lo stesso salga di prezzo e che esprime dunque una posizione rialzista.


(post correlati:
gli Hedge Funds - I fondi speculativi)

martedì 22 febbraio 2011

Hedge funds - I fondi speculativi - Alfred W. Jones nel 1949 - Long/Short Equity Strategy - high net worth - ricchi investitori ("High Net Worth Individual") alla ricerca della performance assoluta!



Un Hedge Fund (Fondo Speculativo) è un fondo di investimento aperto ad un limitato numero di investitori che pagano una commissione di performance (performance fees) ai managers del fondo: l'incentivo è dunque nella retrocessione di parte delle performance positive realizzate dal gestore.
Gli Hedge Fund intraprendono una gamma di investimenti e attività di trading molto più ampia rispetto ai tradizionali fondi di investimenti; investono in diversi tipi di attività che includono posizioni lunghe e corte in azioni, obbligazioni e materie prime.
Hedge significa "copertura", "protezione": in effetti, come suggerisce la parola, questi fondi nascono con lo scopo di coprire parte dei rischi inerenti agli investimenti utilizzando una varietà di metodi, in particolare la vendita allo scoperto di derivati.
In molte giurisdizioni, gli Hedge Fund sono aperti solo ad un numero limitato di investitori professionali o ricchi (high net worth) che soddisfano i criteri fissati dalle autorità di regolamentazione, e sono quindi esenti da molte delle regole che disciplinano i fondi di investimento ordinari.
Una tipica operazione effettuata dagli hedge funds è la vendita allo scoperto a scopo ribassista; tale operazione infatti non è permessa, di norma, ai fondi comuni canonici di diritto italiano.
Sono fondi ad alto rischio per l'investitore. In Italia sono rappresentati da fondi comuni di investimento speculativi (decr. Min. Tesoro 228/1999).
La legge statunitense prescrive che gli investitori abbiano un patrimonio di almeno un milione di dollari o entrate nette per oltre 200.000 dollari; il numero dei soci non può essere superiore a 99.

Il primo Hedge Fund è stato creato dal sociologo, scrittore e giornalista finanziario Alfred W.Jones nel 1949.
Jones riteneva che i movimenti di prezzo di una singola attività fossero dovuti da due fattori: una componente era determinata dall'andamento del mercato nel suo complesso e una componente per effetto della performance del bene stesso. Per neutralizzare l'effetto dovuto all'andamento del mercato egli bilanciò il suo portafoglio acquistando titoli ritenuti sottovalutati rispetto all'andamento del mercato e  finanziandosi vendendo allo scoperto (short selling, vd. post) titoli ritenuti sopravvalutati ; combinò dunque due tecniche speculative: una posizione lunga in alcuni titoli e una corta in altri.
Egli vide che le variazioni di prezzo dovute all'andamento del mercato nel suo complesso si annullavano perché, se il mercato cresceva, la perdita sulle attività a breve compensava il guadagno aggiuntivo sulle posizioni lunghe e vice-versa.
Poichè il risultato è la 'copertura' (hedge) della parte del rischio dovuto ai movimenti del mercato nel suo complesso, questo tipo di portafoglio divenne conosciuto come un hedge fund.
I fondi speculativi hanno l'obiettivo di produrre rendimenti costanti nel tempo, con investimenti singolarmente ad alto rischio: lo scopo è il raggiungimento di un rendimento assoluto indipendentemente dall'andamento dei mercati finanziari in cui operano.

A differenza dei normali fondi comuni d'investimento, i mutual funds, il rendimento dei fondi speculativi non è messo in relazione ad un benchmark, cioè ad un parametro oggettivo di riferimento.

(post correlati:
La vendita allo scoperto,short selling)
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lunedì 21 febbraio 2011

Roma, fine 2012: la "cura del ferro" - La Nuova Stazione Tiburtina - Linea B1: da Bologna a Jonio passando per Conca d'Oro - Linea C: 21 stazioni da Monte Compatri/Pantano a Lodi - Il nuovo Nodo di Termini - romametropolitane.it


Fine 2012! Entro 24 mesi Roma farà un grande passo avanti in quella che è stata definita da qualcuno la "cura del ferro".Saranno infatti molti i cantieri che saranno conclusi nei prossimi due anni consegnando alla città opere infrastrutturali che avranno l'effetto di migliorare la qualità della vita di tanti cittadini, turisti e pendolari che si muovono o raggiungono la Città Eterna lungo i "binari".
Per cui all'interno della nostra rubrica che descrive i progetti di Roma fino al 2015, abbiamo individuato come tappa intermedia la fine del 2012.

Cominciamo l'elenco con la Nuova Stazione Tiburtina, progettata dall'architetto Paolo Desideri, la prima nuova stazione italiana dell'Alta velocità: secondo RFI (Reti Ferroviarie per l'Italia), "a giugno la stazione sarà completamente finita e a disposizione dei passeggeri".
Nonostante la stazione appaia ancora un cantiere, mancano solo pochi mesi alla sua consegna.
I lavori che si stanno svolgendo nel sottosuolo della stazione e che riguardano la nuova galleria che sostituirà un tratto della tangenziale, saranno invece terminati entro il 2011.
L'investimento complessivo è stato di 322 milioni di euro, di cui 170 solo per la stazione: la stazione si estenderà su una superficie di 50 mila metri quadri ed è costuita da un'infrastruttura a più livelli che va dal nuovo parcheggio interrato con 600 posti auto, all'imponente galleria a vetri a 9 metri di altezza.
Una stazione bella e moderna che è destinata a divenire il primo polo ferroviario di Roma.

Entro fine 2011 i romani residenti nel quadrante nord-est della città, quelli per intenderci dei quartieri africano, Montesacro, Talenti e Nuovo Salario, potranno salutare l'apertura del primo tratto della linea B1 della metropolitana, quello tra Piazza Bologna e Piazza Conca d'Oro.
Si tratta di un'infrastruttura fondamentale per la mobilità  dei residenti del IV municipio, per tutti coloro cioè che si spostano da una sponda all'altra del fiume Aniene e che ora disporranno di un servizio di trasporto rapido verso il centro della città o verso l'Eur.
I lavori secondo quanto risulta dal sito di Roma Metropolitane, stanno procedendo speditamente rispettando i tempi previsti.
Ma non finisce quì: un anno più tardi, alla fine del 2012, saranno terminati i lavori della tratta Conca d'Oro-Jonio, primo dei prolungamenti previsti della linea B1. La nuova stazione Jonio sarà anche predisposta per l'intersezione della futura linea D prevista dal nuovo piano regolatore e che permetterà di sviluppare "l'effetto rete" dell'underground romana.


Linea C! Tra un anno, nel febbraio 2012, è prevista la messa in servizio della prima tratta: la Monte Compatri/Pantano-Parco di Centocelle con 15 stazioni. Pochi mesi più tardi, nel dicembre 2012, le stazioni diventeranno 21 con la consegna della seconda tratta da Monte Compatri/Pantano-Lodi.


Conclude l'elenco delle opere realizzate entro i prossimi due anni, il Nodo di Termini.
La stazione Termini, in questo momento un cantiere che reca enormi disagi alle migliaia di persone che vi circolano, avrà un nodo di scambio tra le linee A e B moderno, funzionale e sicuro entro la fine del 2012.
A cantiere concluso tutti i collegamenti saranno meccanizzati e velocizzati: saranno sostituite tutte le 14 scale mobili, saranno installati 18 nuovi impianti, di cui 16 scale mobili e 2 tappeti mobili, oltre a 6 nuovi ascensori per il collegamento tra le profondità delle banchine della linea A e la superficie.

Roma si lancia nella modernizzazione delle sue infrastrutture e, tutto sommato, il futuro non è poi troppo lontano!

(consiglio a chi fosse interessato ad approfondire l'argomento a consultare l'ottimo sito:
http://www.romametropolitane.it/ )


sabato 19 febbraio 2011

Inno di Mameli - la Vittoria...che schiava di Roma Iddio la creò (mentre Umberto Bossi disse "Tiè!") - La riforma del console Gaio Mario e La Coorte Romana




Si è parlato molto dell'esibizione di Benigni al festival di Sanremo, seguita da circa 20 milioni di telespettatori.
L'attore comico toscano ha fatto l'esegesi dell'inno di Mameli e poi, senza musica, ha cantato la strofa più conosciuta, commuovendo tutti gli spettatori e telespettatori del festival.
Per  indagare l'etimologia della parola esegesi mi affido alla definizione tratta da wikipedia.it:
"In filologia, l'esegesi (in greco) è l'interpretazione critica di testi finalizzata alla comprensione del significato."
Durante la sua esposizione Benigni ha spiegato il vero significato alcune frasi e parole presenti nell'inno nazionale e sovente male interpretate dalla stragrande maggioranza delle persone (Ministro della Repubblica, Umberto Bossi compreso!)


Il primo passo che analizziamo è:

"Dov è la Vittoria?
Le porga la chioma,
che schiava di Roma
Iddio la creò."
Nel luglio del 2008, una delle persone più intelligenti, raffinate e colte d'Italia, il già citato proff. Umberto Bossi, divenne celebre per questa espressione: “L’Italia schiava di Roma? Tiè!” – a cui seguì un'elegante gesto con il dito!

Ma qual'è il vero significato della frase di Mameli?
Per prima cosa, come ha simpaticamente sottolineato Benigni al festival, il soggetto della frase è la vittoria, non l'Italia: dunque è la vittora schiava di Roma, non l'Italia.   
Nell'antica Roma alle schiave venivano tagliati i capelli, dunque la Vittoria dovrà porgere la sua chioma a Roma vincitrice perchè venga tagliata!

Il secondo passo che analizziamo è:
"Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte "

Quì l'equivoco nasce dalla parola coorte, spesso confusa con "corte", che indica l'insieme di personaggi (cortigiani), che circondano un sovrano o un uomo di particolare importanza.
In realtà la parola "coorte" fa riferimento all'esercito romano, definito da Benigni il più grande esercito della storia: le legioni romane furono divise in diverse coorti dopo la riforma del generale e politico romano Gaio Mario nel I
secolo a.c..
In sostanza fu abolito il vecchio sistema del reclutamento per censo e furono arruolati tutti i volontari in possesso
della cittadinanza romana e tutti diventavano fanti legionari.
Precedentemente a tale riforma l'esercito romano era
organizzato a "manipolo"; mentre il manipolo era una suddivisione tattica che permetteva una maggiore agilità su terreni irti e diseguali, la coorte aggiungeva potenza e compattezza, più adatte alle battaglie campali che venivano sempre più spesso affrontate dall'esercito romano.
Il console Gaio Mario creò un esercito permanente di volontari e suddivise la legione in 10 coorti; una coorte era composta di 600 soldati, cioè formata dall'unione di 3 manipoli, uno di hastati, uno di principes, uno di triarii, portati ciascuno a 200 uomini.

 
Per cui "Stringiamoci a coorte" significa "restiamo uniti fra noi combattenti", uniti a "coorte" e "pronti alla morte" per il nostro ideale.


(articolo correlato:
Patrioti italiani - Goffredo Mameli
Patrioti italiani - Angelo Masina (o Masini)
Patrioti italiani - Luciano Manara
Patrioti italiani - Ippolito Nievo
La Repubblica Romana
Le Cinque giornate di Milano)