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domenica 28 aprile 2013

Enrico Giovannini, Ministro del Lavoro del Governo Letta - Uno dei 10 saggi scelti dal Presidente Napolitano - l'uomo dei numeri, Presidente dell'Istat - Director of the Statistic directorate Ocse

Il nuovo Ministro del Lavoro del neo Governo Letta è Enrico Giovannini, nato a Roma il 6 giugno 1957, 56 anni, professore di statistica presso la facoltà di Economia a Tor Vergata, Presidente dell'Istat (Istituto nazionale di Statistica) dal luglio 2009, considerato a tutti gli effetti "uomo dei numeri"; Giovannini è stato anche direttore delle statistiche ( Chief Statistician e Director of the Statistics Directorate ) dell'Ocse tra il 2001 e il 2009.
Conosce perfettamente i "numeri" dell'economia italiana; il suo nome è salito alla ribalta il mese scorso quando Giovannini è stato inserito dal Presidente della Repubblica Napolitano nel gruppo dei 10 saggi.
Nel 2011 venne incaricato come Presidente dell'Istat di scandagliare la cosiddetta "economia non osservata" ("sommersa"), stimata proprio dall'Istat nel 16,9% del PIL.
Presidente dell'Istat negli anni della "spending review", Giovannini ha guidato una "rivoluzione silenziosa" all'interno dell'Istituto di Statistica nazionale fatto di taglio dei costi ottenuto con la digitalizzazione quasi integrare della raccolta dati.
Cosa pensa il nuovo ministro del mercato del lavoro?
Come "saggio" sul documento programmatico per l'emergenza dell'economia ha scritto:
"Gli interventi sul mercato del lavoro devono essere adottati in un’ottica complessiva, valutando i pro e i contro delle diverse soluzioni, attraverso un dialogo continuo con le parti sociali....(....)...... Poiché l’attesa ripresa di fine anno sarà caratterizzata per un certo periodo di tempo da incertezze sulla sua durata e intensità, vi è il rischio che le imprese siano estremamente prudenti nel procedere ad assunzioni a tempo indeterminato: per questo sarebbe utile riconsiderare le attuali regole restrittive nei confronti del lavoro a termine, almeno fino al consolidamento delle prospettive di crescita economica........(........).........Inoltre, si segnala l’opportunità di fruire, a partire dal 2014, del nuovo fondo istituito dall’Unione europea proprio per agevolare l’occupazione dei giovani, specie nelle aree geografiche economicamente più in difficoltà"


Fabrizio Saccomanni, Ministro dell'Economia del Governo Letta - Master presso Priceton University, New Jersey - Keynesiano: "Rilanciare la crescita tagliando la spesa"

Figura chiave di qualsiasi governo, e soprattutto di un governo nato in un periodo di crisi come questo, è il Ministro dell'Economia.
Il Ministro dell'Economia del nascente Governo guidato da Enrico Letta sarà Fabrizio Saccomanni, nato il 22 novembre 1942, romano; con i suoi 71 anni sarà il più anziano della nuova compagine di governo.
Saccomanni è attualmente il Direttore Generale di Bankitalia, uomo di fiducia di Mario Draghi, e da quest'anno anche Presidente dell'Ivass (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni); lo scorso anno Saccomani è uscito sconfitto dalla corsa alla carica di Governatore della Banca d'Italia.
Di formazione keynesiana (master all'università di Priceton, nel New Jersey), Saccomani dovrebbe perseguire un modello di crescita economica più morbido ed aperto al sociale rispetto al suo predecessore Grilli (di scuola monetarista).
Pur nel rispetto dei conti pubblici, il nuovo Ministro dell'Economia punterà al rilancio della crescita attraverso una politica di riduzione della spesa pubblica e un dialogo con il mondo delle banche e delle imprese.
Uno "sforzo coordinato per lo sviluppo", l'appoggio di Mario Draghi, una ricomposizione del bilancio pubblico in grado di liberare risorse verso le imprese, gli investimenti produttivi e verso le fasce di reddito più deboli, priorità all'occupazione; dovrebbero essere queste le linee guida dell'azione del nuovo Ministro dell'Economia.
Non ci resta che augurare a Fabrizio Saccomani buon lavoro!



domenica 20 gennaio 2013

Sigarette e colazione nel redditometro! - Chi spreca soldi al bar, in sigarette e agenzie di scommesse è fuori dall'occhio del Fisco ; chi con i risparmi va in palestra, viaggia e fa donazioni alle Onlus è un "potenziale evasore"!

Dovete sapere che...con il redditometro un impiegato che risparmia tutti i giorni, fa colazione a casa, non fuma, ma paga 80 euro al mese per la palestra utilizzando il RID bancario e magari ogni tanto dona 50 euro ad una onlus, risulterà più benestante di chi ogni mattina fa colazione al bar, compra il giornale e ha il vizio del fumo.
Senza contare i danni sociali del fumo, un fumatore di medio-alto livello (1 pacchetto di sigarette al giorno), spende per "finanziare" il suo vizio più o meno 100/120 euro al mese.
Magari il "vizioso" in questione ogni mattina fa anche colazione al bar (60 euro al mese) e probabilmente non essendo troppo affezionato alla propria salute ogni giorno a pranzo o a cena si "spara" un un bell'aperitivo.
Insomma colui che ogni mese spende almeno 200/250 euro (pari a 2400/3000 EURO L'ANNO) in cappuccini, cornetti, caffè e soprattutto sigarette, danneggiando peraltro la propria salute e incidendo a lungo termine sui costi sociali della sanità, non rischia di finire sotto l'occhio del fisco a differenza di chi magari spende 80 euro al mese per mantenersi in forma in palestra (1000 euro l'anno), con altri 1000 euro all'anno duramente risparmiati si finanzia una bella vacanza ed essendo generoso decide di donare altri 400 euro ad una onlus con evidenti vantaggi per tutti.
Il "vizioso", che magari scommette anche alla SNAI, non procura benefici né e se stesso, né alla società; spreca i suoi soldi, non cura la propria salute, non effettua donazioni.
Spende male, ma per il fisco non potrà mai risultare un "potenziale evasore". Il suo tenore di vita è apparentemente molto basso, non viaggia e non va in palestra, dato che spreca soldi al bar, in sigarette e nelle agenzie di scommesse. 
Sembra un ragionamento forzato? Assolutamente no!
Basta visitare alcune province italiane (e non solo) per comprendere la verità delle mie parole. Chi conosce la realtà dei piccoli paesi e delle cittadine italiane, sà benissimo quanto sia elevato il numero di quelli che non si muovono mai dal proprio paesello, trascorrono gran parte del tempo libero a bere, fumare e giocare a carte, e non hanno assolutamente nel loro background la cultura del fitness e della palestra.
Quanto spendono queste persone al mese?
Certamente tecnici, politici e "tremontiani" vari, della realtà sanno ben poco.
Per loro la ricchezza si misura in rate della palestra, donazioni alle onlus, tasse universitarie e viaggi.
Stolti! Trovate il modo per obbligare chi compra le sigarette a pagare con il bancomat, chi scommette a pagare con il bancomat, incrociate i dati  e avrete belle sorprese.
E soprattutto mettete una stretta per arginare il fenomeno di chi intesta ville, yacht, SUV e auto di grossa cilindrata alle loro società.
Allora sì che il redditometro servirebbe a qualcosa e sarebbe uno strumento in grado di rendere giustizia al fisco e ai cittadini virtuosi.

sabato 29 dicembre 2012

Borsa Italiana: ultimo giorno di contrattazioni del 2012; FTSE MIB 16273.38 (-0,82%), FTSE Italia All-Share 17735,35 (-0,80%) - Tutto il Listino FTSE MIB (performance annua +10,39%) - Spread Btp/Bund a 10 anni chiude il 2012 a 319 pb

Listino FTSE MIB - quotazione del 28/12/2012 (variazione rispetto al 27/12/2012)
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A2A                                     0.43 (-0,30) 
ANSALDO STS                      7.05  (-0,21) 
ATLANTIA                           13.67 (-1.09)
AUTOGRILL SPA                  8.685 (0.06) 
AZIMUT                               10.85 (-0.09)
BANCO POPOLARE               1.258 (-0.55)
BCA MPS                             0.2257 (0.67)
BCA POP EMIL ROMAGNA     5.23 (-0.29) 
BCA POP MILANO                 0.452 (-0.90) 
BUZZI UNICEM                     10.54 (-0.57) 
CAMPARI                              5.8 (0.26) 
DIASORIN                             30.28 (-1.08) 
ENEL                                   3.138 (-1.81) 
ENEL GREEN POWER            1.405 (-0.71) 
ENI                                      18.34 (-1.08) 
EXOR                                   19 (0.05) 
FIAT                                    3.79 (-1.04) 
FIAT INDUSTRIAL                 8.255 (-0.06) 
FINMECCANICA                     4.352 (-0.46) 
GENERALI ASS                      13.74 (-0.58) 
IMPREGILO                           3.534 (-0.67) 
INTESA SANPAOLO                1.3 (-0.99) 
LOTTOMATICA                      17.2 (-0.46) 
LUXOTTICA GROUP               31.07 (0.36) 
MEDIASET S.P.A                    1.556 (-2.02) 
MEDIOBANCA                        4.662 (-0.17) 
MEDIOLANUM                        3.834 (-0.36) 
PARMALAT                            1.76 (-0.28) 
PIRELLI E C                           8.655 (-0.69) 
PRYSMIAN                             15.01 (-0.66) 
SAIPEM                                 29.3 (-0.41) 
SALVATORE FERRAGAMO       16.64 (-1.48) 
SNAM                                    3.514 (-0.23) 
STMICROELECTRONICS           5.345 (0.00) 
TELECOM ITALIA                    0.683 -0.65 
TENARIS                                15.58 (-1.52) 
TERNA                                   3.024 (-0.13) 
TOD'S                                    95.65 (-0.31) 
UBI BANCA                            3.506 (-0.51) 
UNICREDIT                            3.706 (-1,07)

domenica 23 dicembre 2012

Aspi, assicurazione sociale per l'impiego - Riforma del lavoro Monti/Fornero: dall' 1/1/2013 cambia nome l'assegno di disoccupazione - Domanda telematica e platea più ampia

Dal primo gennaio 2013 l'assegno di disoccupazione cambierà nome: si chiamerà Aspi (Assicurazione Sociale per l'Impigo).
L'Aspi è uno dei pilastri della riforma del lavoro Monti-Fornero entrata in vigore lo scorso giugno.
Il nuovo sussidio comprenderà tutti i lavori dipendenti del settore privato, compresi gli apprendisti che soddisfino determinati requisiti, i soci lavoratori di cooperativa, i dipendenti pubblici con contratto a termine e includerà anche gli artisti.

L'Aspi durerà 12 per gli under 55 e 18 mesi per gli over 55.
L'indennità perceita almeno nei primi 6 mesi sarà più generosa rispetto all'attuale assegno di disoccupazione: nel 2013 esso sarà infatti pari al 75% delle retribuzioni fino a 1.180 euro al mese (l'attuale assegno di disoccupazione è pari al 60%), più il 25% per la parte di retribuzione superiore a 1.180 euro, con un tetto massimo di 1.119 euro lordi (1.053 netti).
Trascorsi i primi sei mesi, però, la cifra decrescerà del 15%;ci sarà poi  un ulteriore taglio del 15% per i mesi ancora successivi.

I requisiti per usufruire dell'Aspi sono un'anzianità contributiva pari a due anni e almeno un anno di contribuzione nel biennio precedente.
Chi dispone di tali requisiti deve presentare la domanda all'INPS, esclusivamente online, entro il termine di due mesi dalla data di spettanza del trattamento, pena decadenza.
Se il lavotore dovesse ottenere un nuovo contratto di lavoro subordinato, l'indennità verrà sospesa di ufficio per un massimo di 6 mesi; se entro questi 6 mesi il lavoratore è ancora senza lavoro, l'indennità riprende a decorrere dal momento in cui era stata sospesa.
Chi dovesse rifiutare un impiego la cui retribuzione supera  almeno il 20% l'importo dell'indennità percepità, perderà il sussidio.
Nei primi tre anni dall'introduzione dell'Aspi, 2013-2014-2015, i lavoratori che vorranno provare ad avviare un'impresa potranno trasformare l'indennità in liquidazione. Si tratta di una formula sperimentale che, come detto, riguarda per adesso solo il primo triennio.



sabato 15 dicembre 2012

Lo "stock" di debito pubblico italiano supera quota 2000 miliardi - 33.081 euro per ogni cittadino - Rapporto DEBITO/PIL 126,1 nel 2012 -( Friday, Dec 14, 2012: Spread Btp/Bund 325 bp)

Il debito pubblico italiano raggiunge l'ennesimo record e supera "finalmente" il tetto di 2000 miliardi di euro!
Questi sono i dati che emergono dal supplemento al bollettino statistico della Banca d'Italia: a ottobre lo "stock" di debito pubblico italiano è arrivato esattamente a 2014 miliardi.
Grande merito per il superamento di questa soglia è da ascrivere alla forte accelerazione avvenuta nei primi 10 mesi del 2012, nei quali il debito pubblico italiano è cresciuto di un ammontare di 71 miliardi di euro (+3,7%).
Se dividiamo lo "stock" complessivo di debito per il numero di cittadini italiani, neonati compresi, esso pesa sulla testa di ognuno di noi per un importo addirittura di 33.081 euro.
Hanno contribuito nella crescita di questi ultimi mesi i gravosi oneri che lo Stato italiano ha dovuto sostenere a causa dei maggiori rendimenti dei titoli pubblici (quei maggiori costi che determinano il famoso "spread" tra gli interessi pagati dai titoli italiani rispetto a quelli tedeschi).
Va peraltro sottolineato che oltre ai maggiori interessi che lo Stato ha dovuto pagare per convincere gli investitori a comprare i nostri titoli pubblici, hanno inciso sulla crescita del nostro debito anche le solite spese folli delle nostre amministrazioni pubbliche che solo ad ottobre hanno superato 37 miliardi di euro.

A fronte di queste "cattive" notizie, la notizia lieta proviene proprio dallo spread che è tornato a scendere dopo la "nefasta" "ridiscesa in campo" del Cavalier Berlusconi: ieri i differenziale Btp-Bund si è attestato a "soli" 325 punti base.

giovedì 13 dicembre 2012

Auto elettriche - La svolta green di Pechino: La Cina investirà 15 miliardi di dollari nelle auto elettriche - i mezzi pubblici della città Shenzhen

Potrebbe essere una svolta epocale nello sviluppo dei mezzi di trasporto elettrici: la Cina, ormai la potenza economica del futuro, ha deciso infatti di investire ben 15 miliardi di dollari nelle auto elettriche.
Si tratta di un investimento incredibile in un settore ancora tutto da scoprire, in progetti di innovazione tecnologica apparentemente dalle grandi potenzialità ma assolutamente non certi.
L'obiettivo cinese è certamente quello di rendere di massa i mezzi di trasporto elettrici.
Il piano di investimenti cinese si inserisce in un contesto di sperimentazioni di durata quinquennale che dovrebbe rivoluzionare la Cina all'insegna dell'economia verde.
Il presidente uscente Hu Jintao ha dichiarato non casualmente che "la Cina darà priorità assoluta al settore verde per attirare investimenti stranieri; la forte domanda verde a l'ambiente d'investimento solido forniranno un mercato vasto per gli investimenti di tutte le imprese di tutti i Paesi".
Sempre Hu Jintao sostiene che il questo nuovo piano quinquennale dovrebbe portare una crescita del settore tra il 15% e il 20% e la possibilità di creare altre 10 milioni nuovi posti di lavoro.
Sui temi ambientali, uno dei futuri leader tra i più attivi è Li Kequiang, il prossimo primo ministro cinese, ha già dichiarato che lo sviluppo della Cina si baserà sulla crescita della domanda interna (con un miliardo di cinesi non è poco!!) e un'innovazione volta a migliorare le condizioni di vita delle persone, attraverso progetti che a basse emissioni di carbonio.
Non possiamo che non accogliere bene la svolta cinese, che probabilmente trainerà tanti altri paesi verso una direzione assolutamente giusta e necessaria per le sorti della malconcia economia occidentale e della salute del nostro pianeta .



venerdì 11 novembre 2011

11-11-11 data palindroma; ore 11, 11 minuti, 11 secondi - Lo Spread Btp-Bund torna sotto i 500 pb, Rendimento Btp decennale al 6,77%

Oggi è l'11/11/11, data palindroma, che si può leggere nello stesso modo da sinistra verso destra e da destra verso sinistra;  ricca di significati simbolici legati al numero 11, numero che dopo l'attentato alle Torri Gemelle è entrato nell'immaginario collettivo come un cattivo presagio.
Abbiamo cominciato a scrivere l'articolo alle ore 11, 11 minuti e 11 secondi, un "secondo" che ha creato un palindromo grandissimo tutto con il numero 1: erano 900 anni che non si verificava un palindromo così lungo.


La data palindroma sembra invece essere di buon auspicio per l'Italia: la mattinata di oggi si è aperta bene per il nostro Paese.
I mercati finanziari sembrano vedere di buon occhio la nascita di un governo tecnico, o di larghe intese come lo si vuol chiamare, guidato da Mario Monti appena nominato Senatore a vita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Lo Spread Btp/Bund è sceso nuovamente sotto i 500 pb, mentre stiamo scrivendo si attesta a quota 477 pb; soprattutto il rendimento dei Btp decennali pur rimanendo a livelli molto elevati e sceso comunque sotto la soglia "limite" del 7% collocandosi in questo momento al 6,77%.
Ne beneficia anche Piazza Affari: in questo momento l'indice FTSE MIB si porta al +1,70%.

mercoledì 9 novembre 2011

Rendimento Btp supera 7% , Spread Btp-Bund oltre i 550 punti base - Le annunciate dimissioni del Cav con tranquillizzano i mercati



Alla fine la soglia del 7% è stata superata: parliamo del tasso di rendimento dei Btp decennali.
E' accaduto pochissimi minuti fa (ora sono le h. 11.24 del 9/11/2011) e ora la situazione è diventata davvero preoccupante: non sono bastate infatti le annunciate dimissioni di Silvio Berlusconi per tranquillizzare i mercati.
Lo Spread Btp-Bund ha sfondato la soglia psicologica dei 500 punti base raggiungendo addirittura, proprio mentre stiamo scrivendo, i 550 pb.
L'abbiamo scritto 2 giorni fa; un rendimento superiore al 7% e che si avvicina all'8% è considerato dagli analisti e dai vari centri studio insostenibile per le finanza italiane.
L'Italia deve in fretta riguadagnare fiducia, ma come?
Ci siamo illusi il 7 novembre che bastasse l'indiscrezione delle possibili dimissioni di Berlusconi per ridare linfa ai mercati; adesso, che l'annuncio delle prossime dimissioni del premier sono ufficiali, la situazione si  è invece ulteriormente deteriorata.
La Borsa italiana che era partita in territorio leggermente positivo è adesso in fortissimo ribasso: l'indice FTSE MIB perde il 4,02%.
Bisogna fare qualcosa e bisogna farla presto; è pur vero che l'Italia è "troppo grande per fallire e troppo grande per essere salvata", ma non si può continuare a trascinarsi nel guado.
La maggioranza non esiste più, l'opposizione forse non è mai esistita come programma o progetto di governo unitario.
Bisogna approvare in fretta la legge di stabilità, dopodichè Berlusconi si dimetterà; quello che accadrà dopo nessuno lo sa, non lo sappiamo noi, non lo sanno i partiti e non lo sanno i leader politici,figurarsi se lo possono sapere i mercati! 

lunedì 7 novembre 2011

Spread BTP-bund: toccati i 490 punti, mai così male! Btp decennale al 6,66%!

Un nuovo record negativo, che probabilmente sarà destinato a essere superato, è stato toccato questa mattina dallo spread tra Btp e Bund tedeschi: sono infatti stati toccati i 490 punti, mentre il rendimento del Btp decennale ha raggiunto il record storico del 6,66%.
La BCE (Banca Centrale Europea) sta acquistando i titoli di Stato italiani cercando di contenere la pressione su di essi dei mercati finanziari.
La situazione è preoccupante perchè questo livello di rendimenti è considerato insostenibile per gli analisti in un paese come l'Italia già appesantita da uno stock di debito pubblico enorme.

Anche dopo l'intervento della BCE la pressione sui nostri titoli è rimasta molto forte: mentre stiamo scrivendo, lo spread si mantiene al livello a di 487 punti.

L'elevato rendimento dei titoli si Stato pesa molto sulle banche che ne hanno in grandi quantità nei portafogli e rende inoltre meno appetibili agli investitori le obbligazioni degli istituti di credito: gli operatori economici preferiranno comunque acquistare titoli di Stato piuttosto che obbligazioni bancarie se i rendimenti di queste ultime risultano meno vantaggiosi.
Sono proprio le quotazioni dei titoli azionari delle banche italiane ed europee a pagare maggiormente il prezzo di questa situazione.
Osserviamo il valore di mercato dei meggiori istituti di credito italiani: in questo momento (h 10.30) Unicredit perde l'1,48% a 0,7655 euro mentre Intesa SanPaolo si difende attestandosi a 1,133 euro con un +0,53%.

venerdì 14 ottobre 2011

Standard & Poor's taglia rating di Madrid ad AA- : pesano le incertezze sulla crescita

Dopo l'Italia, Standard & Poor's taglia anche il rating di Madrid portandolo da AA ad AA- con outlook negativo, cioè con previsione di un nuovo taglio nei prossimi mesi. 

Secondo l'agenzia di rating pesano sulla decisione le incertezze sulla crescita della Spagna oltre alla debolezza del sistema bancario iberico che potrebbe non reggere alle future pressioni dei mercati.
Si tratta del terzo taglio in tre anni operato da parte di S&P nei confronti della Spagna, a poco più di un mese dalle elezioni che rinnoveranno il governo (20 novembre).

Conti pubblici - BANKITALIA: "IL DEBITO TORNA SOTTO 1900 MLD DI EURO AD AGOSTO" - fisco - TESORO: "+1,7% entrate tributarie nei primi 8 mesi del 2011"



Dopo una crescita costante e i continui "record" raggiunti e superati, finalmente il debito italiano torna a scendere; rispetto a luglio il debito pubblico è sceso ad agosto di oltre 11 miliardi di euro portando lo stock complessivo nuovamente sotto i 1900 miliardi.
Secondo il supplemento al bollettino statitistico della Banca d'Italia il debito si è attestato ad agosto a 1899,553 miliardi rispetto ai 1911,769 di luglio.
Un piccolo passo, certamente, ma significativo, in un momento in cui i conti pubblici italiani sono sotto la lente di osservazione da parte delle istituzioni internazionali e soprattutto degli speculatori.
I dati più incoraggianti riguardano però il gettito derivante dalla lotta all'evasione fiscale:secondo i dati del Tesoro le entrate nei primi otto mesi del 2011 sono state pari a 251,24 miliardi, del +1,7% superiori rispetto allo stesso periodo del 2010 (esattamente +4,199 mld).

Questi dati arrivano nel giorno in cui il governo italiano si sottopone al voto di fiducia dopo la bocciatura dell'art 1 del ddl sul rendiconto avvenuta lo scorso 12 ottobre.

giovedì 8 settembre 2011

Consiglio dei Ministri approva il disegno di legge per l'abolizione delle Province. I pareri contrari di Vasco Errani e Giuseppe Castiglione

L'abolizione delle Province è un cavallo di battaglia bipartisan di molte forze politiche, parlamentari, associazioni e movimenti civili, un elemento simbolico (e non solo) nella lotta allo spreco e nel proposito di alleggerire un pò l'apparato burocratico in Italia.

Che sia la volta buona? Non cantiamo ancora vittoria, sappiamo come funzionano le cose nel Bel Paese; ci saranno resistenze di ogni tipo, barricate e "discese in piazza", però quello di oggi è un grande passo avanti verso una delle riforme dello Stato che trova più consensi tra i cittadini.
Il Cdm ha dato l'ok a due disegni di legge da inserire nel Testo della Costituzione italiana:
  • Il vincolo del pareggio di bilancio;
  • il trasferimento delle competenze dalle Province alle Regioni.
Come era ovvio aspettarsi sono già arrivati i primi pareri contrari al disegno di legge costituzionale: si sono già espressi negativamente il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, il quale ritiene che "il sistema istituzionale debba essere riformato nel suo insieme", e naturalmente  il Presidente dell'Unione delle province italiane, Giuseppe Castiglione, che ha annunciato "la convocazione dei presidenti delle Province, dei presidenti dei Consigli  provinciali" e il proposito "di incontrare i segretari di partito".
Secondo Castiglione, infatti, la soppressione delle Province determinerebbe addirittura un aumento del costo dei servizi nel Paese!

(to be continued...)

martedì 23 agosto 2011

L'evoluzione del call center: il contact center - Crm (Customer relationiship management)


Il call center è uno strumento per la gestione del traffico telefonico sia in entrata (inbound) che in uscita (outbound) che svolge all'interno e all'esterno di aziende o enti, servizi specializzati di interazione mediante telefono e altri media (fax, e-mai, internet) con i clienti e/o utenti in modo strutturato.
Il contact center è un call center evoluto che integra le funzionalità di telecomunicazione con i sistemi informativi aggiungendo al telefono altri strumenti di contatto e comunicazione.
Il più evoluto contact center può gestire  diverse relazioni: informazioni, attivazione dei servizi, reclami, pagamenti, assistenza tecnica, gestione proattiva dei clienti, erogazione del servizio.


Il contact center è realizza un vero e proprio centro di contatto tra l'azienda ed il cliente; all'operatore sono dunque richieste ulteriori e più elevate competenze tecniche, una conoscenza approfondita dei processi e dell'organizzazione, una capacità elevata di azione e comunicazione.
L'attività di operatore di contact center da lavoro marginale, di transito, diventa una nuova "professione" basata sullo sviluppo di conoscenze e competenze e sulla capacità di contribuire alla crescita di valore per il cliente e l'azienda.


Il nuovo approccio al business si chiama Crm (Customer relationiship management) e consiste in un'insieme di strategie, processi e tecnologie, skill e competenze, che hanno l'obiettivo di fidelizzare e massimizzare nel lungo periodo il rapporto con il cliente.
Il Crm pone il cliente al centro dell'attenzione.
A supporto dei gestori contact center viene posto un sistema informativo direzionale che consente di calcolare diverse tipologie di dati aggregati: il numero di chiamate gestite, i tempi medi di attesa e di servizio, le pause degli operatori, le chiamate perse e quelle dissuase.

sabato 11 giugno 2011

Vino - l'Italia con 49,6 milioni di ettolitri diventa il primo produttore di vino al mondo, superata la Francia


Dopo averli battuti nel prestigioso torneo del Sei Nazione di Rugby (vedi post), l'Italia rifila un'altra stoccata all'orgoglio della Francia: ora li abbiamo superati anche nella produzione di vino!!
L'Italia è diventata, infatti, la prima produttrice di vino al mondo superando i cugini francesi.
Questi sono i risultati finali dell'ultima vendemmia, basati sui dati della Commissione europea, resi noti da Coldiretti.

La produzione di vino in Italia ha raggiunto i 49,6 milioni di ettolitri superiore ai 46,2 milioni della Francia, su un totale della Comunità Europea di 157,2 milioni di ettolitri.
Il sorpasso si è realizzato grazie al calo della produzione francese mentre in Italia si è registrata una certa stabilità rispetto allo scorso anno.
La produzione italiana si basa soprattutto su vini di qualità con 14,9 milioni di ettolitri destinati a vini Docg/Doc e 15,4 milioni di ettolitri a vini Igt.
Inoltre, nel primo bimestre 2011 le esportazioni italiani sono aumentate del 15 percento.
Le esportazioni italiane sono cresciute soprattutto verso gli Stati Uniti, con un incremento record del 31%; secondo Coldiretti, gli Stati Uniti sono diventati il paese dove si consuma la maggior parte di vino al mondo davanti rispettivamente a Francia e Italia.
Il fatturato complessivo realizzato dal vino italiano nel 2010 è stato pari a 7,82 miliardi di euro.

giovedì 19 maggio 2011

conto di deposito! Qual'è la differenza tra un conto di deposito ed un conto corrente? - Liberi o vincolati



A differenze del tradizionale conto corrente, il conto di deposito è un semplice "deposito" di denaro remunerato.
Attraverso il conto corrente possiamo svolgere tutta una serie di operazioni bancarie, pagamenti tramite bonifici, assegni o carte di plastica (bancomat o carte di credito), addebiti RID, o prelievi con bancomat o carta di credito, ecc.
Il conto di deposito consente invece solo operazioni di prelievo e versamento.
Lo scopo di un conto di deposito è quello di far rendere la liquidità, di accrescere i risparmi: il conto di deposito offre infatti al cliente un tasso d'interesse notevolmente superiore rispetto ad un conto corrente tradizione - che spesso non offre nemmeno una remunerazione -in quanto lo scopo è proprio quello di far rendere la liquidità.
In Italia, i conti di deposito sono cresciuti molto negli ultimi anni, grazie soprattutto grazie allo sviluppo delle banche e dei conti online.
Il conto di deposito più conosciuto è senz'altro il Conto Arancio (vedi post correlato).
Generalmente in conti di deposito sono collegati ad un conto corrente di appoggio dal quale e sul quale vengono trasferiti i soldi.
In conti di deposito si dividono in liberi e vincolati.
Se il conto di deposito è libero, si ha una immediata disponibilità dei soldi depositati.
Se il conto di deposito è vincolato si possono ritirare i soldi solo alla scadenza del periodo di vincolo (1-36 mesi) pena il pagamento di penali: ovviamente tutto questo a fronte di una remunerazione maggiore.

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conto arancio

lunedì 9 maggio 2011

Conto arancio - un prodotto di risparmio di ING Direct N.V, la banca online più grande del mondo



ING Direct N.V. è una delle 6 business unit appartenenti al Gruppo bancario e assicurativo olandese ING, ed è la banca online più grande del mondo con una raccolta a marzo 2010 di 302 milioni di euro e oltre 23 milioni di clienti.
ING Direct N.V. è famosa per il suo prodotto più importante, il Conto Arancio, un conto di deposito utilizzabile tramite internet o via telefono.
ING Direct N.V ha scelto di non dotarsi di una rete di sportelli tradizionale; Conto Arancio ha anticipato in Italia l'introduzione delle prime banche online italiane, come Fineco e WE@Bank.
In Italia, il Conto Arancio è associato all'immagine di una zucca di colore arancione, che tante volte ha attratto la nostra attenzione negli stands e nei banchetti dei centri commerciali.
Questo prodotto è proposto da ING Direct anche in altri paesi, ma dovete sapere che l'immagine della zucca arancione è uno strumento di marketing utilizzato solamente in Italia; in Spagna, ad esempio, conto arancio è associato all'immagine di una panchina.
Ma come funziona il Conto Arancio?

Come detto si tratta di un conto di deposito per cui svolge, a differenza del conto corrente tradizionale, prevalentemente una funzione di risparmio.
Il Conto Arancio si appoggia sul conto corrente abituale del cliente, il quale trasferisce i soldi da un conto all'altro: Conto Arancio può essere alimentato solo dal conto corrente predefinito.
Il conto corrente con la banca servirà per continuare a  svolgere le consuete operazioni di pagamento (bollette, ecc.) e  per le normali transazioni tramite assegno, bancomat o carte di credito, mentre sul Conto Arancio verranno versati i soldi con lo scopo di far rendere la liquidità.
In un certo senso, Conto Arancio assomiglia ai libretti o ai conti di deposito postali; in effetti, Conto Arancio è il clone di un conto corrente delle poste olandesi.

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venerdì 29 aprile 2011

Credito al consumo: Il prestito di consolidamento dei debiti -Tutti per uno, uno per tutti!


Il prestito di consolidamento dei debiti è un'operazione che consente di estinguere tutti i finanziamenti accorpandoli in un'unica rata mensile più leggera.
La rata mensile si riduce grazie all'applicazione di tassi d'interesse competitivi e alla possibilità di allungare la durata dell'operazione.
Al giorno d'oggi è molto frequente avere diversi prestiti in atto, per soddisfare il bisogno di acquistare  diversi beni e servizi (viaggi, auto, televisore, tappeti, ecc.)
Ovviamente questo genera la presenza di diverse rate con la difficoltà di gestire i pagamenti e con il rischio di dimenticarsi di pagarne qualcuna.
In questi casi il consolidamento debiti può essere una soluzione ideale, in quanto consente di "accorpare" (consolidare) tutti i pagamenti in un'unica rata mensile estinguendo anticipatamente tutti i prestiti ancora da pagare.

Se la somma totale richiesta è inferiore ai 60.000 euro la formula migliore e più efficace è il prestito personale, anche attraverso cessione del quinto.
In questo modo l'unico requisito richiesto è l'esistenza di un reddito dimostrabile, senza la necessità di mettere un'ipoteca.
Se la somma è superiore ai 60000/70000 euro la soluzione migliore è quella di accendere un mutuo, anche se questo può comportare un'ipoteca sull'immobile e la necessità di una perizia notarile.


Il consolidamento debiti è uno strumento che consente al cliente di avere un'unica controparte per tutti i debiti contratti.
Di fronte al sorgere di imprevisti, con il consolidamento debiti si apre la possibilità di un'estensione del credito  e di accedere a nuove risorse, aumentando l'esposizione.
Il consolidamento permette di estinguere il rifinanziamento in qualsiasi momento con risparmio degli interessi sul capitale ancora dovuto.
I requisiti fondamentali per l'accesso al consolidamento crediti sono: un contratto di lavoro a tempo indeterminato; un’anzianità lavorativa non inferiore a 12 o 24 mesi; l’assenza di protesti, pignoramenti o di iscrizione nelle centrali rischi.


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venerdì 22 aprile 2011

Newco - New company - da Alitalia al Bari calcio



Newco è un nome generico attribuito ad una nuova entità durante un'operazione di acquisizione o investimento.
Il termine Newco indica il nome transitorio assegnato ad una nuova azienda (new company) che sorgerà dalla ristrutturazione ovvero da un progetto di creazione di una nuova impresa.
Ad esempio, durante il processo di ristrutturazione di Alitalia, venne creata una Newco che racchiudesse la parte sana dell'azienda, mentre i debiti vennero passati ad una bad company.
Attraverso la creazione di una Newco è possibile separare le gestioni finanziarie di una società, dividendo la parte "buona" da quella "cattiva", consentendo di concentrare gli investimenti sulla parte sana.



Si parla in questi giorni di un progetto per l'acquisizione del Bari calcio con la costituzione di una Newco: i nuovi acquirenti vogliono lasciare al proprietario attuale (Matarrese) i debiti della vecchia gestione, mentre la nuova società si concentrerebbe sugli investimenti e sulla liquidità necessaria ad allestire la squadra per le prossime stagioni.

Due diligence - Definizione



In finanza l'espressione due diligence indica un processo investigativo che viene messo in atto per valutare il valore e le condizioni di un'azienda, o di un ramo di azienda, preventivamente ad un' acquisizione o a un'investimento.
L'investitore analizza tutte le informazioni sull'impresa oggetto di acquisizione: la sua struttura societaria e organizzativa,  i dati economico e finanziari, gli indici di bilancio, il mercato in cui opera, il suo posizionamento strategico, i fattori critici di successo, la sua posizione debitoria, la presenza di contenziosi, ecc.


La due diligence consente al potenziale investitore di valutare i rischi e le potenzialità del suo investimento, nonchè determinare un prezzo di acquisto adeguato al valore dell'investimento stesso.
Attraverso la due diligence viene accertato se vi siano le condizioni di fattibilità dell'operazione e se esistano elementi di criticità che ne possano compromettere il buon esito.
L'espressione due diligence venne coniata all'interno della Banca Rothschild a Parigi per contrassegnare la "dovuta diligenza" che doveva contrassegnare ogni valutazione prima di concedere un prestito o una linea di fido ad un'impresa.