WELCOME IN ROME!
mercoledì 16 luglio 2008
Brandon Jennings - Virtus Roma - basket - sport - nba - Euroleague -
WELCOME IN ROME!
sabato 12 luglio 2008
Rospo o Principe Azzurro? Bufo, bufonifi e bufotossina
Vi ricordate le bellissime favole che ci
raccontavano da bambini?Da sempre il folklore di questi racconti vuole che la principessa trovi il suo principe azzurro in un rospo, che dopo un bacio assume le sembianze di un fiero, bellissimo e coraggioso nobile (magari biondo e con gli occhi azzurri). Sadicamente proveremo a sfatare questo mito!
Alcune specie di rospo utilizzano una tecnica di difesa molto particolare: secernono un liquido tossico e molto sgradevole al gusto, in grado di allontanare diversi predatori.
Nello specifico, la famiglia dei Bufonidi raccoglie circa 250 tipi di rospi che secernono una particolare tossina: la bufotossina.
Essa comprende un insieme di sostanze prodotte dal rospo, tra cui massicce dosi di adrenalina, epinefrina e serotonina, che per noi esseri umani hanno un forte potere allucinogeno
Il loro effetto è moto simile a quello prodotto dall' anfetamina.Il rospo che produce la maggior quantità di questa sostanza si chiama Bufo
Avrete già capito dove sto andando a parare: a causa del potere allucinogeno della bufotossina la principessa si convince del principe azzurro e della sua esistenza; in realtà, continua ad appassionarsi ad un rospo, che rospo rimane.
lunedì 7 luglio 2008
Antony De Mello - Frasi and aforimi - meditazione e pensiero
"Mi sento bene perché il mondo va bene". Sbagliato! Il mondo va bene perché io mi sento bene.
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Chiedi a una persona serena: "Perché sei felice?", e lei ti risponderà: "Perché no?".
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Quando ascolti, cerchi solo conferma di ciò che già pensi? O ascolti per scoprire qualcosa di nuovo?
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È sbagliato pensare di poter raggiungere e afferrare la felicità. La felicità non si può conseguire in se stessa perché non è un oggetto ma un cammino.
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La tua felicità non può dipendere dal giudizio della gente.
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Ben presto ti stancherai di un'emozione, mentre la vera gioia non stanca mai.
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Noi siamo circondati da gioia, felicità, amore. Ma la maggior parte della gente non ne ha la più pallida idea.
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Ogni grande idea è partita da una minoranza costituita da una persona.
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La pace è un dono. Non possiamo produrla, possiamo solo disporre i nostri cuori a riceverla.
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L'ultimo approdo della conoscenza è sapere che non sappiamo.
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La verità non si trova mai nei lunghi ragionamenti. Si scopre all'improvviso
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Non guardare alle cose attraverso il filtro dei tuoi concetti: ogni cosa diventerà unica, autentica, e non ti annoierai mai.
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Impara dagli animali, che sanno sempre cosa è bene per loro e non degenerano mai in comportamenti dannosi per sé stessi e i propri simili.
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Se non ti importa di essere ricco e famoso, non avrai paura di nulla, perché sarai più che soddisfatto di non essere nessuno.
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La vita è meravigliosa. Diventa dura a causa delle vostre illusioni, ambizioni e avidità.
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Vuoi essere felice? Accetta il fatto che la vera felicità non ha una causa precisa.
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La ricerca della felicità è talvolta la felicità stessa.
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Non è sempre amore ciò che sembra esserlo.
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venerdì 4 luglio 2008
Natuzza Evolo, la mistica che parla con l'Aldilà
Straordinario e spettacolare è il caso di Fortunata Evolo, un'abitante, ormai ottantenne, di un paesino calabro, Paravati di Mileto (CZ).
Questa donna, nata il 23 agosto 1924 a Paravati, un paesino di tremila abitanti nella nuova provincia calabrese di Vibo Valentia, soprannominata da sempre "Natuzza", proprio come Padre Pio presenta quelle particolari piaghe sanguinanti su mani, piedi e costato.
Ma Natuzza, in quanto a spettacolarità, batte di gran lunga il Santo Padre Pio: le sue non sono "semplici" stigmate ma, durante il sanguinamento che avviene nei giorni di quaresima, sono in grado di far comparire tracce di una vera e propria scrittura su un panno che vi sia eventualmente posto sopra; inoltre, sulle sue ginocchia appaiono strane immagini e volti umani.
Cresciuta in povertà, il padre è partito per l'Agentina senza tornare più, Natuzza non è andata a scuola perciò è analfabeta.
Quando riceve la prima Comunione, si accorge che la sua bocca si riempie di sangue; lei lo inghiotte, pensa di "aver mangiato" Gesù e di aver fatto peccato, ma ha paura di dirlo al
sacerdote e torna a casa contrita.Verso la fine del 1938, Natuzza va a servizio nella casa dell'avvocato Silvio Colloca a Mileto; un pomeriggio, quando la signora Alba Colloca offre il caffè ad alcuni ospiti, Natuzza le chiede come mai non lo avesse dato anche al sacerdote. «Scusa, quale sacerdote?» «Quello seduto con gli altri due signori» le risponde Natuzza.
La signora torna in salotto, riferisce l'episodio e uno dei due ospiti racconta che suo fratello, morto da anni, era prete. Natuzza comincia a descriverlo alla perfezione. Era lui!
All'età di quindici anni, tornata a casa Colloca dopo aver ricevuto la Cresima, si accorge che la maglietta è bagnata.
La toglie e scopre che si è formata una grande croce di sangue.
Come molti mistici, Natuzza non vanta guarigioni miracolose ma si presenta solo come intermediaria tra gli uomini e Dio, il quale le parla tramite
il suo angelo custode. Ogni anno, moltissimi pellegrini si recano al suo paese per ottenere da lei verifica sulla bontà di diagnosi mediche e per chiedere consiglio su dove eventualmente andare a curarsi.La signora Natuzza, dietro suggerimento del suo angelo, verifica le diagnosi fatte in precedenza dai medici e invia i "pazienti" pellegrini presso diverse città per la terapia.
Un aspetto importante della sua fenomenologia mistica è il contatto perenne che Natuzza ha con il mondo dei morti; raccoglie messaggi da quelle che lei definisce le anime del Purgatorio e del Paradiso e che vanno spontaneamente a trovarla; i messaggi sono ovviamente espressi per i parenti ancora in vita delle anime.
Su sua ispirazione si è costituita nel 1987 un'associazione (poi diventata fondazione, presso cui Natuzza vive attualmente) con l'obiettivo di creare a Paravati un complesso che inglobi un santuario mariano e strutture per
l'assistenza medica e centri per giovani, anziani, disabili, tra cui, già realizzati, il centro anziani "Pasquale Colloca"
e quello per i servizi alla persona "San Francesco di Paola".
lunedì 9 giugno 2008
sabato 31 maggio 2008
Misura della Terra: : il metodo di Eratostene
Eratostene di Cirene (c. 273-192 a. C.), partendo dal presupposto che la Terra è sferica e non piatta, nel III secolo avanti Cristo, realizzò la prima misurazione della circonferenza terrestre , elaborando un metodo davvero innovativo.Intorno al 230 a. C., il 21 giugno - il giorno del solstizio d'estate -, aveva potuto constatare che a Siene - l'attuale Assuan, in Egitto - a mezzogiorno gli oggetti non avevano ombra in quanto il Sole era esattamente sulla verticale, cioè allo zenit.
Questo evento si ripeteva ogni anno: in quel momento, un bastoncino piantato verticalmente a terra non avrebbe proiettato nessuna ombra ed il sole era addirittura visibile dal fondo di un pozzo.
Eratostene appurò inoltre che, nello stesso istante, ad Alessandria d'Egitto il Sole formava con la verticale un angolo di 7° 12', che equivale a 1/50 di una circonferenza completa; egli misurò questo angolo con una scafe, uno strumento a forma di semisfera cava graduata, con infisso al centro uno stilo o asticciola.Tre i presupposti principali del suo metodo:
- Eratostene assunse, correttamente, che la distanza del Sole dalla Terra fosse molto grande e che quindi i suoi raggi siano sostanzialmente paralleli quando raggiungono la superficie terrestre;
- considerava che la Terra dovesse avere forma sferica;
- secondo Eratostene, Alessandria si trovava esattamente a nord di Siene sullo stesso meridiano
Poiché conosceva in modo preciso la distanza fra Siene e Alessandria - 5000 stadi egiziani, circa 890 km -, moltiplicò questa distanza per 50 ottenendo la lunghezza della circonferenza terrestre e quindi del meridiano stesso.Secondo il suo calcolo la circonferenza del globo doveva quindi essere di 44.500 km.
Oggi sappiamo che sbagliò, ma non di molto: con gli strumenti di precisione a nostra disposizione, sappiamo che la circonferenza della Terra è di 40.009,152 km.
Considerando l'epoca e gli strumenti a disposizione (i matematici e scienziati di allora facevano i loro calcoli disegnando sulla sabbia) il risultato di Eratostene è strabiliante!!!
Quali le ragioni del suo "piccolo" errore di misurazione?
Egli, semplicemente, partiva da due presupposti errati:
- la Terra non è perfettamente sferica;
- Alessandria e Assuan non sono esattamente sullo stesso meridiano: le due longitudini divergono di circa 3°.
sabato 10 maggio 2008
L'occhio di Dio - The Eye of God -
martedì 29 aprile 2008
Gianni Alemanno new mayor of Rome
Rome elects capital's first right-wing mayor in postwar Italy!Gianni Alemanno took 53.6% of the vote to 46.3 percent for Francesco Rutelli, a former two-time center-left Rome mayor, according to the municipality.
The conservative candidate entered the race as the underdog, but successfully rode the momentum of Berlusconi's triumph in national elections two weeks ago to win the runoff against Rutelli that took place Sunday and Monday.
Since the end of WWII, the Italian capital has been governed mainly by Christian Democrat or leftist administrations.
Hundreds of Alemanno supporters celebrated in Michelangelo's Piazza del Campidoglio, in front of the municipal offices, waving Italian flags and singing the national anthem.
Speaking earlier at his headquarters, Alemanno promised to be a mayor for all Romans.
"This wasn't a victory for a party but for the whole of Rome," he said. "The result shows I received broad support and I will take that into account when governing the city."
Alemanno focused his campaign on demands for improved security, in the wake of a crime wave blamed mainly on foreigners. He pushed for a change after 15 years of center-left administrations led by Rutelli and later by Walter Veltroni, who quit the post earlier this year to challenge Berlusconi in the national vote.
Alemanno, a former agriculture minister in one of Berlusconi's governments, is a leader of the National Alliance — a former neo-fascist party that turned mainstream conservative and is a key Berlusconi ally.
In the first round two weeks ago, Rutelli won 45% of the vote, against 40% for the conservatives. But Alemanno may have jumped ahead thanks to the votes of small centrist and far-right parties whose candidates were eliminated.
(Roma, 28 aprile 2008)
sabato 19 aprile 2008
Vallo di Adriano
Il Vallo di Adriano (in latinoVallum Hadriani), fatto costruire dall'imperatore Adriano (117-138), era una fortificazione in pietra che anticamente segnava il confine tra la provincia romana occupata della Britannia a
Il muro rappresentò il confine più settentrionale dell’Impero Romano in Britannia per gran parte del dominio romano su queste terre, era inoltre il confine più pesantemente fortificato dell'intero impero.
Oltre al suo impiego come fortificazione militare, si ritiene che le porte di accesso attraverso il vallo siano servite come dogane per permettere la tassazione delle merci.
Adriano stava sperimentando difficoltà militari, non solo in Britannia, ma anche da parte delle popolazioni di vari territori occupati in tutto l'impero.
La costruzione ebbe inizio tra il 122 e il 125 e venne largamente completata nel giro di dieci anni, con soldati di tutte e tre le legioni occupanti che parteciparono ai lavori.
vennero ridotte a
Lungo il muro erano posizionati 14 forti ausiliari: c'erano 80 fortini adiacenti alle porte, uno ogni miglio romano (1000 passi, 1480m); due torrette erano poste nel tratto che separava ogni coppia di fortini, erano probabilmente utilizzate come punti di osservazione e segnalazione.
Il muro era parte di un sistema difensivo che, da nord a sud comprendeva:
- un glacis (dal francese pendio, scarpata) e un profondo fossato, armato con file di pali appuntiti
- il muro
- una strada militare
- il Vallum: due grossi argini con un fossato nel mezzo. Il Vallum probabilmente delimitava una zona militare piuttosto che essere inteso come fortificazione principale, anche se le tribù britanniche stanziate a sud erano anch'esse talvolta un problema.
Una significativa porzione del vallo è ancora esistente, in particolare la parte centrale, e per gran parte della sua lunghezza, il percorso del muro può essere seguito a piedi.
Esso costituisce la principale attrazione turistica dell'Inghilterra settentrionale, dove è noto semplicemente come Roman Wall (muraglia romana). Il Vallo di Adriano corre per
Il muro è completamente in territorio inglese, e rimane a sud del confine della Scozia per
(www.wikipedia.it)
mercoledì 2 aprile 2008
"Guai purtroppo a chi avrà amato solo i corpi, le forme, le apparenze! La morte gli toglierà tutto. Cercate di amare le anime, le ritroverete."
"Guai purtroppo a chi avrà amato solo i corpi, le forme, le apparenze! La morte gli toglierà tutto. Cercate di amare le anime, le ritroverete."
(Hugo, "I miserabili")
sabato 22 marzo 2008
mercoledì 19 marzo 2008
Laura Folgori - Il fuggir delle ombre
martedì 11 marzo 2008
aperta la casa di Augusto al Palatino
Da ieri, lunedì 10 marzo, è tornata visitabile, parzialmente, la casa di Augusto al Palatino, i cui affreschi sono stati finalmente restaurati dopo anni di lavori.
Si tratta di uno dei monumenti più vasti e importanti dell’area archeologica del Colle Palatino di Roma e di un avvenimento rilevante per l’archeologia mondiale
Siamo sul Palatino, nella zona più sacra alla Roma delle origini e questa è una reggia del primo imperatore di Roma Ottaviano Augusto, dell'uomo che con Cesare è per la gente la figura emblematica dell'impero romano, al quale è legato il "periodo d'oro" della civiltà romana.
Tutto iniziò nell'anno 36 a.C. quando Augusto, prima ancora di diventare imperatore, cioè prima del 16 gennaio del 27 a.C. , eresse la sua residenza sul colle Palatino; la Casa è formata da una serie di stanze distribuite su due terrazze ed è attigua al Tempio di Apollo.
Non sappiamo se la scelta di erigere la sua residenza sessanta metri sopra il Lupercale, (la grotta dove la lupa allattò Romolo e Remo) sia stata casuale.
Certamente, la domus di Augusto, fondatore dell'Impero, trasformò il Palatino da luogo abitativo a sede ufficiale dell'autorità imperiale.
Il complesso augusteo, che è composto dal Tempio di Apollo Aziaco, dalla Casa dell'Imperatore, dalle biblioteche, dalla casa di Livia (moglie di Augusto), fu dimora per le funzioni private e palazzo imperiale per le funzioni civili, politiche e religiose dato che Augusto era guida e autorità in tutti i settori, con tutti i poteri e le cariche a vita, compresa quella di Pontefice MassimoVenne identificato soltanto negli anni ‘70, durante le campagne di scavo guidate dal professor Gianfilippo Carettoni e da allora lunghi e difficilissimi restauri hanno nascosto agli occhi del pubblico gli splendori pittorici che fanno della casa del primo imperatore il maggior complesso pittorico di secondo stile che si sia recuperato negli ultimi decenni.
Gli ambienti sono decorati con affreschi e stucchi e non solo rappresentano un importante esempio di pittura romana della fine del I secolo a.C., ma anche un'opera di restauro con pochi precedenti.
Gli ultimi due anni di intensi lavori si dono concentrati, con interventi statico-strutturali e di ricomposizione e ripristino della decorazione pittorica, sull’area del peristilio di quella che fu la casa di Augusto prima che venisse acclamato imperatore.
Oltre al suo studio personale, impressionante per la fattura degli affreschi in cui spiccano i toni del giallo, del rosso e del nero che fanno da sfondo a grifi alati, cigni, candelabri, e fiori di loto, i restauri restituiscono anche l’accesso al “cubicolo inferiore” e al “grande oecus”, un ambiente di soggiorno e di ricevimento, oltre ad una serie di ambienti di collegamento.
Le decorazioni, ricche, intensamente colorate di rosso pompeiano e di giallo ocra, costituiscono il maggior complesso pittorico
di secondo stile che sia recuperato negli ultimi decenni: per questo, solo nell'ultimo biennio la Casa di Augusto ha ricevuto finanziamenti mirati a rendere finalmente possibile l'apertura al pubblico almeno di questo primo settore dell'intero complesso augusteo.La visita della dimora augustea permetterà di ammirare, tra l’altro, il giardino con il porticato a colonne.
Nel particolare, in due anni sono stati stanziati 1 milione 790 mila euro, dei quali 250 mila per la Casa di Livia, la cui apertura al pubblico è imminente.
Fondamentali sono stati i finanziamenti provenienti dall’iniziativa del Mibac Maratonarte.
Un'altra spettacolare scoperta, insomma, nel cuore di un'antica Roma che continua a stupire e a regalare esperienze straordinarie.
(www.iltempo.it, www.lastampa.it, IL MESSAGGERO, www.larepubblica.it, ed altre fonti)
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L'ingresso alla Casa di Augusto non è prenotabile e ne è consentito l'accesso soltanto a piccoli gruppi composti da 5 persone.

Un biglietto unico (Intero € 11,00; ridotto € 6,50) permetterà la visita di un percorso unificato che include l'accesso all’Anfiteatro Flavio (il Colosseo), alla mostra "Trionfi romani" allestita al suo interno, alle aree del Palatino e del Foro Romano (tornato PURTROPPO a pagamento da febbraio).
lunedì 10 marzo 2008
Leonida 1 - Λεωνίδας "figlio del leone"
Leonida (Sparta, 505 a.c - 455 a.c) (in greco, Λεωνίδας "figlio del leone") è stato il diciassettesimo re di Sparta. Salì al trono nel 489-488 a.C. Era figlio di Anassandrida II e successe a suo fratello Cleomene I.
Nel 480a.C. gli efori, la più importante delle magistrature spartane, mandarono Leonida a difendere il passo delle Termopili dall'armata di Serse, re di Persia.
Insieme a Leonida vi erano solo 7000 soldati alleati (6000 alleati greci, 700 tespiesi) e i 300 soldati spartani scelti appositamente per il loro talento in battaglia e perché avevano figli maschi; Serse I comandava invece 300.000 persiani!
Secondo un racconto dell'epoca Leonida portò con sé così pochi uomini perché sapeva che nessuno sarebbe tornato indietro vivo: pare, infatti, che Leonida avesse deciso di morire in battaglia poiché un oracolo (l'oracolo di Delfi) aveva profetizzato che Sparta sarebbe sopravvissuta solo con il sacrificio di uno dei suoi re.
Per gli storici, invece, Leonida ebbe con sé pochi uomini perché gli efori non appoggiavano il piano di difendere il passo delle Termopili e avevano deciso di concentrare i loro sforzi sulla difesa dell'Istmo di Corinto.
Secondo Giulio Cesare, i Re spartani erano allenati fin dall'infanzia alla battaglia e avevano un vero e proprio culto, a suo dire, per pettorali e addominali chelonici (da chélys "testuggine"
Epicuro narra che i regnanti a Sparta erano soliti avere rapporti sessuali intensi e duraturi come saluto alle proprie signore; nello specifico proprio il Re Leonida, racconta Anassimandro, ebbe un epico saluto con la propria consorte.
Infatti, secondo il filosofo, le donne spartane, le uniche a partorire veri uomini, erano solite ammonire così il proprio marito: "torna col tuo scudo o su di esso".
Molti testi storici (tra i quali le Storie di Erodoto) testimoniano il leggendario coraggio dei soldati della Laconia, regione dell'antica grecia che si può collocare attualmente nel Peloponneso, la penisola meridionale della Grecia continentale, per il quale gli spartani già all'epoca erano famosi.
Nel primo giorno di battaglia, quando Serse intimò ai Greci di gettare le armi, si dice che Leonida abbia risposto "Μολών Λαβέ" (venite a prenderle).
Irridendolo, Serse gli preannunciò che presto "il sole sarebbe stato oscurato dai dardi e dai giavellotti persiani"; al che Leonida replicò che sarebbe stato tanto meglio, così "avrebbero combattuto all'ombra".
E narra Plutarco anche che il terzo giorno il re esortò i suoi uomini a fare una colazione abbondante, perché quella notte avrebbero cenato nell' Ade (quindi sarebbero morti).
Gli uomini di Leonida respinsero gli attacchi dei persiani per i primi due giorni, fino a quando il rinnegato Efialte condusse il generale persiano Idarne per un passo montano che sbucava alle spalle dei Greci; a questo punto Leonida divise le sue forze in due gruppi, e rimase nel passo con 300 spartani, 700 tespiesi e 400 tebiani.
Il piccolo gruppo di uomini rimasto con Leonida fu circondato e annientato, eccezion fatta per i tebani che si arresero.
Leonida fu ucciso nel pieno dello scontro.
Fu sepolto con tutti gli onori e con una grande presenza, poco spartana, di persone piangenti e in lutto: gli spartani erano soliti vedere la morte in battaglia come un volere del fato ed erano contrari ad una manifestazione esteriore del lutto.
La statua di un leone fu piazzata nel luogo dove era morto Leonida per commemorare il sacrificio del re e dei suoi uomini. Vi era scolpita questa scritta:
"Viaggiatore, va' a dire a Sparta che noi siamo morti per ubbidire alle sue leggi!"
(www.wikipedia.org)
domenica 2 marzo 2008
costruttore o giardiniere - P. Coelho
costruire o piantare.
I costruttori possono passare anni impegnati nel loro compito, ma presto o tardi concludono quello che stavano facendo.
Allora si fermano, e restano lì, limitati dalle loro stesse pareti.
Quando la costruzione è finita, la vita perde di significato.
Quelli che piantano soffrono con le tempeste e le stagioni, raramente riposano.
Ma, al contrario di un edificio, il giardino non cessa mai di crescere.
Esso richiede l'attenzione del giardiniere, ma, nello stesso tempo, gli permette di vivere come in una grande avventura."
Paulo Coelho
sabato 9 febbraio 2008
perchè tu mi oda - Pablo Neruda
le mie parole
a volte si assottigliano
come le orme dei gabbiani sulle spiagge.
Collana, sonaglio ebbro
per le tue mani dolci come l'uva.
E le vedo lontane le mie parole.
Più che mie esse son tue.
Si arrampicano sul mio vecchio dolore come l'edera.
Si arrampicano così sulle pareti umide.
Sei tu la colpevole di questo gioco sanguinoso.
Esse fuggono dal mio rifugio oscuro.
Tu riempi tutto, tutto.
Prima di te popolarono la solitudine che occupi,
e sono abituate più di te alla mia tristezza.
Ora voglio che dicano ciò che voglio dirti
perché tu oda come voglio che m'oda.
Il vento dell'angoscia ancora le trascina.
Uragani di sogni a volte ancora le abbattono.
Senti altre voci nella mia voce addolorata.
Pianto di vecchie bocche, sangue di vecchie suppliche.
Amami, compagna. Non abbandonarmi. Seguimi.
Seguimi, compagna, in quest'onda di angoscia.
Ma vanno tingendosi del tuo amore le mie parole.
Tu occupi tutto, tutto.
Ne farò di tutte una collana infinita
per le tue mani bianche, dolci come l'uva.
(Paolo Neruda)
domenica 3 febbraio 2008
quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti
Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perchè nessuno possa vantarsi davanti a Dio.
(dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai corinzi 1, 26-31)
domenica 6 gennaio 2008
La povertà della giovinezza - Victor Hugo - I miserabili
Il giovane povero si arrabatta per guadagnarsi il pane, poi mangia e, una volta finito, non gli resta che il sogno.
Medita e si sente grande, medita ancora e si sente misericordioso; dall’egoismo dell’uomo che soffre passa alla compassione dell’uomo che pensa.
Sboccia in lui un sentimento mirabile, l’oblio di sé e la pietà per tutti.
Pensando agli innumerevoli godimenti che la natura offre, dona e prodiga agli animi aperti e rifiuta a quelli chiusi, egli, milionario dell’intelligenza, giunge a compiangere i milionari del danaro: ogni odio sparisce dal suo cuore a mano a mano che la sua mente si compenetra di luce.
No, la miseria di un giovane non è mai miserabile: qualunque ragazzo, per quanto povero, con buona salute e in forze, con il passo vivace, gli occhi splendenti, il sangue che gli circola caldo nelle vene, i capelli neri, le guance fresche, le labbra rosee, i denti candidi, l’alito puro, desterà sempre l’invidia del vecchio imperatore.
E ogni mattina egli ricomincia a guadagnarsi il pane e mentre le sue mani attendono a questo, la sua spina dorsale ci guadagna in fierezza e la sua mente in idee.
E’ fermo, sereno, mite, calmo, attento, serio, contento di poco, affabile e benedice Iddio di avergli concesso quelle due ricchezze che mancano a molti ricchi: il lavoro che lo rende libero e il pensiero che lo fa degno.
Dopo esser giunto ad assicurarsi pressappoco i mezzi di vita, non aveva proseguito oltre non dispiacendogli la povertà e sottraendo al lavoro per dare alla fantasia: trascorreva cioè talvolta giornate intere a sognare, sprofondato e assorto come un visionario nelle tacite voluttà dell’estasi e del gaudio interiore.
Aveva posto così il problema della sua vita: lavorare il meno possibile materialmente per dedicarsi il più possibile al lavoro impalpabile; in altre parole dedicar poche ore alla vita reale e disperdere il resto all’infinito.
giovedì 3 gennaio 2008
mercoledì 2 gennaio 2008
Buon 2008!
Ma tutto è bene quel che finisce bene ed il nuovo anno si apre con la bella notizia della linea adsl riparata.
(ma come si faceva quando non c'era internet??? In realtà quando ero piccolo non c'erano nemmeno i cellulari, ma ho capito con il tempo di potere fare assolutamente a meno del telefonino.
Ma internet...come si fa a fare a meno di internet?
Io appena ho bisogno di qualcosa consulto subito internet! Ho un conto corrente on line, ricarico il cellulare on line, acquisto i biglietti degli eventi on line, ecc.; e poi ci sono i miei blog.
Poveri pargoletti rimasti soli soletti per 15 giorni!!!)
Aperta e chiusa la parentesi, faccio a tutti i frequentatori del blog i migliori auguri di buon anno!
Ricordo a tutti che questo è un anno bisestile, dunque bizzarro per definizione; può essere entusiasmante per qualcuno, devastante per altri; della serie "maneggiare con cura!".
Per la cronaca, è stata la notte di Capodanno più bizzarra della mia vita, ma è stata anche una serata molto bella!
Una serata in cui molte persone importanti erano accanto a me; mi sono sentito fortunato!
Saluto con affetto il 2007, un anno che ricorderò come positivo e sereno; per il 2008 spero di continuare così, aggiungendo qualcosa (cosa?? Lo scopriremo solo vivendo....)
mercoledì 12 dicembre 2007
New Jersey, verso fine pena morte
Sarà il primo Stato ad abrogarlaIl New Jersey si prepara ad abolire per primo la pena di morte.
Con uno storico voto dell'Assemblea previsto a favore degli abolizionisti sarà bandita le pena capitale, reintrodotta nel 1976 dalla Corte Suprema.
Nelle scorse ore il Senato statale ha dato il primo via libera al decreto ed ora si attende lo scontato verdetto dell'Assemblea.
Grazie a questa decisione otto detenuti nel braccio della morte avranno salva la vita.
Intanto nel Tennessee è già saltata l'ultima esecuzione in programma nel 2007: un giudice federale ha deciso il rinvio in attesa di un parere della Corte Suprema sulla legalità delle iniezioni letali atteso per l'estate.
Un ulteriore segnale positivo per la battaglia internazionale contro le pene capitali fortemente sostenuta anche dall'Italia.
La prossima settimana alle Nazioni Unite l'Assemblea Generale approverà con largo margine la moratoria della pena di morte alla fine di un dibattito nel corso del quale gli Stati Uniti, a differenza di altre occasioni, hanno tenuto un basso profilo.
La prima spinta verso l'abolizione della pena capitale in New Jersey, dove la camera della morte era stata riaperta nel 1982, è arrivata dal Senato statale, considerato finora il maggiore ostacolo sul cammino degli abolizionisti.
Il governatore Jon Corzine, un democratico contrario alla pena di morte, ha promesso di ratificare il provvedimento che commuterà la pena capitale nel carcere a vita per otto detenuti tra cui Jesse Timmendquas, un pedofilo condannato per l'assassinio di una bambina di sette anni nel 1994.
Il Nebraska, il Montana, il Maryland e il New Mexico hanno messo in agenda leggi per abolire la pena di morte che però sono state bocciate sia pure di stretto margine.
Finora il bando della pena di morte negli Stati Uniti è passato attraverso sentenze o decisioni di un governatore: tra queste la sentenza del 2004, che ha dichiarato incostituzionale la legge dello stato di New York, e le moratorie in Illinois e Maryland.
Al momento negli Usa solo 13 stati non hanno la pena di morte nei loro ordinamento.
(http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo391897.shtml)
sabato 8 dicembre 2007
Inno alla Vergine - Dante - Paradiso XXIII
umile e alta più che creatura,
termine fisso d'eterno consiglio,
tu se' colei che l'umana natura
nobilitasti sì, che 'l suo fattore,
non disdegnò di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si raccese l'amore
per lo cui caldo ne l'eterna pace
così è germinato questo fiore.
Qui se' a noi meridiana face
di caritate, e giuso, intra i mortali,
se' di speranza fontana vivace.
Donna, se' tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia ed a te non ricorre,
sua distanza vuol volare sanz' ali.
La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fiate
liberamente al dimandar precorre.
In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s'aduna
quantunque in cretura è di bontate.
(Dante, Paradiso XXXIII)
mercoledì 21 novembre 2007
Scoperto il lupercale, la grotta dove la lupa allattò Romolo e Remo
La scoperta è stata annunciata dal ministro dei Beni e delle Attività Culturali Francesco Rutelli, che ha indicato il sito dove nell'estate scorsa una sonda è penetrata in un foro di una volta sette metri sotto il livello di calpestio scattando alcune foto della struttura sepolta nel colle Palatino.
La cupola nascosta da quasi duemila anni, si trova adiacente le mura della dimora di Augusto, in un avvallamento e in un'area mai esplorata, compresa tra il tempio di Apollo e la chiesa di Sant'Anastasia.
La struttura è a forma di ninfeo e sembra essere una grotta in parte naturale e in parte artificiale, alta circa 9 metri e con un diametro di 7,5. Il pavimento della grotta si trova a oltre 16 metri sotto il livello di calpestio. Al centro della volta ornata da marmi di vari colori compare una grande aquila bianca, il cui significato simbolico deve ancora essere interpretato. Rutelli ha sottolineato l'importanza della scoperta: "L'Italia e Roma non finiscono mai di stupire il mondo con continue scoperte archeologiche ed artistiche ed è incredibile pensare che possa essere stato trovato un luogo mitologico, oggi diventato finalmente reale".
Ci sarà da lavorare, secondo gli archeologi, molto per portare a termine il complesso compito di liberare l'intera grotta dai detriti, sempre se non verranno trovate altre costruzioni.
I primi sondaggi sono stati effettuati un paio di anni fa, come spiega il soprintendente per i beni archeologici di Roma Angelo Bottini. "Allora non sapevamo davanti a cosa ci trovavamo ma - ha detto - studi successivi hanno messo in evidenza la coincidenza delle fonti letterarie antiche con il luogo in cui eravamo. Tra luglio e agosto scorsi abbiamo potuto scattare alcune foto di parte della grotta con il laser scanner grazie a un foro nella volta della cupola causato da un precedente crollo ".
Rutelli ha annunciato che il 10 dicembre prossimo saranno presentati i lavori ultimati presso la casa di Augusto e che tutto il complesso dove dimorava il primo imperatore romano sarà aperto al pubblico per l'inizio del 2008.
"Questa scoperta di enorme importanza scientifica - ha commentato il sindaco di Roma Walter Veltroni - è la dimostrazione di quali tesori la nostra città ancora preservi e quanto sia possibile ancora ottenere da quel lavoro quotidiano fatto di passione, professionalità e impegno, che ha consentito agli archeologi delle sovrintendenze. di portare alla lice e consegnare non solo alla città ma al mondo intero un luogo tra i più sacri della Roma antica".
(http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_44873592.html)
lunedì 5 novembre 2007
Ciao "barone" - Niels Liedholm - di Francesco Fagioli
Tra questi personaggi c'era un "grande nonno", che ammiravo con l'ingenuità e la dolcezza che solo la sincerità di un bambino sa esprimere.
La passione per una squadra di calcio, si dice, nasce da piccoli quando ci si innamora di quei personaggi impressi negli album della Panini, quando con gli "amichetti" di scuola si gioca e si fantastica immaginando di essere uno di quei "miti".
Avevo appena 5 anni e 8 mesi di vita quando improvvisamente la mia città esplose in una gioia fragorosa e si colorò di giallorosso; la Roma aveva vinto, dopo un'attesa di 41 anni, il suo secondo, sospirato, scudetto!
Uno scudetto che portava l'immagine di tanti campioni che per noi bambini divennero subito personaggi "mitologici"; portava il nome di "Marazico", Bruno Conti, del "bomber", Roberto Pruzzo, del grande Capitano, Agostino di Bartolomei, del "divino", Paulo Roberto Falcao.
E su tutti questi personaggi spiccava la figura di colui che li guidava, li istruiva, sembrava esserne "il grande nonno".
Costui era il "barone", l'allenatore dello scudetto, il grande Niels Liedholm.
Oggi Niels Liedholm ci ha lasciato all'età di 85 anni e la notizia ha impresso nel mio animo un forte sentimento di nostalgia e di gratitudine...
La nostalgia per gli anni in cui la vita sembrava essere solo un gioco, per gli anni in cui i sogni e le emozioni dominavano su qualsiasi forma di calcolo e utilitarismo, per l'età nella quale mi addormentavo con il sorriso e gli occhi lucidi pensando a quei "miti" che sapevano accendere la mia fantasia e regalarmi quelle gioie così semplici e spontanee.
La gratitudine verso colui che ha contribuito ad accendere una passione che non ha mai smesso di emozionarmi anche ora che sono grande; verso colui che, insieme al compianto Presidente Dino Viola, ha saputo rendere grande la Roma e, come dice una canzone, rendere "uno stadio un re!"; verso colui che era "il condottiero" dei miei "miti"e che ha saputo trasformare quella grande squadra in una leggenda!
Questa sera, prima di addormentarmi, ti dedicherò un pensiero, grande mister Niels Liedholm; lo farò attingendo a quei ricordi ed a quelle immagini catturate dagli occhi di quel bambino...



