domenica 30 settembre 2007

Ken Follet




In occasione dell'uscita dell'ultimo libro di Ken Follet, "Mondo senza fine", il proseguimento de "I pilastri della terra", uno dei libri più belli e affascinanti che abbia mai letto, pubblico alcune notizie sulla vita e sulle opere dello scrittore gallese, tratte da Wikipedia.
Cliccate, invece, sul titolo del post per accedere al suo sito ufficiale.


LA VITA
Nasce a Cardiff nel Galles, dove vive fino a quando la famiglia si trasferisce a Londra dieci anni più tardi. Nel 1967 viene ammesso allo University College di Londra, dove studia filosofia. Si sposa con Mary nel 1968.
Dopo la laurea nell'autunno del
1970 intraprende un corso post-laurea di giornalismo e inizia a lavorare come apprendista reporter a Cardiff nel South Wales Echo. Dopo tre anni passati nella città ritorna a Londra per lavorare nell'Evening Standard. Dopo qualche anno lascia il giornalismo e diventa vicedirettore della Everest Books. Inizia inoltre a scrivere narrativa la sera e nei weekend. Il successo arriva lentamente, ma con la pubblicazione di La cruna dell'ago (Eye of the Needle) nel 1978[1], un romanzo ambientato durante la seconda guerra mondiale, riscuote un enorme successo. Il libro ha vinto l'Edgar Award ed è divenuto un film per il grande schermo, una pellicola eccezionale che vede Kate Nelligan e Donald Sutherland come protagonisti.
Nel
1984 conosce la sua seconda moglie, Barbara Broer, deputato del Parlamento nelle file dei laburisti. La coppia vive tra Londra e Stevenage (Hertfordshire), insieme a una vasta schiera di figli avuti nei matrimoni precedenti. Lo scrittore britannico è un grande amante di Shakespeare, e spesso è possibile incontrarlo alle rappresentazioni tenute dalla Royal Shakespeare Company di Londra. Adora la musica e suona il basso in una band dal nome "Damn Right I Got the Blues".

LE OPERE
Tralasciando Lo scandalo Modigliani e Alta finanza la carriera di Follett passa attraverso quattro fasi distinte.
La prima comprende
La cruna dell'ago e i cinque libri che lo seguono. Sono tutte variazioni del classico thriller di spionaggio. L'ambientazione è geograficamente e cronologicamente diversa, spaziando dalla Prima Guerra Mondiale (L'uomo di Pietroburgo) all'Iran e Afghanistan odierno (Sulle ali delle aquile e Un letto di leoni).
La seconda fase comprende quattro romanzi storici scritti negli ultimi
anni '80 e nei primi anni '90. I pilastri della terra, ambientato nell'Inghilterra medievale, si svolge parallelamente alla costruzione di una cattedrale, affiancando alla storia della chiesa la vita di svariati personaggi. Notte sull'acqua narra le vicende dei viaggiatori che abbandonano l'Inghilterra sull'ultimo volo di linea del Clipper, idrovolante di lusso diretto negli Stati Uniti alla vigilia dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Una fortuna pericolosa è ambientato nella Londra vittoriana, e Un luogo chiamato libertà nelle colonie inglesi nord americane ai tempi della Rivoluzione americana.
Cambiando ancora genere nei tardi
anni '90, con un paio di libri ambientati nel presente e usando le tecnologie avanzate come filo conduttore. Il martello dell'Eden si focalizza sul terremoto come arma di terrore, ed Il terzo gemello sugli aspetti oscuri delle biotecnologie.
Ritornando nuovamente allo spionaggio in
Codice a zero, Follett ambienta il romanzo ai tempi del lancio del primo satellite americano. Le gazze ladre e Il volo del calabrone vengono invece collocati cronologicamente durante la Seconda Guerra Mondiale.
Nel bianco, è un thriller ambientato ai giorni nostri, in cui un gruppo di terroristi cerca di trafugare un virus da un laboratorio.
Il suo ultimo romanzo, uscito in
Italia in anteprima mondiale il 18 settembre 2007 è Mondo senza fine, seguito ideale de I pilastri della terra

(http://it.wikipedia.org/wiki/Ken_Follett)

giovedì 27 settembre 2007

Tomás de Torquemada - La leggenda nera

Tomas de Torquemada (Valladolid 1420 - Avila, 16 settembre 1498) era priore del convento domenicano della Santa Cruz di Segovia e confessore dei Re Cattolici (Isabella di Castiglia e Ferdinando II d'Aragona).
Nell'ottobre 1483 fra Tomas viene nominato dai Re Cattolici, in base all'autonomia nella scelta dei giudici che i sovrani di Spagna avevano ottenuto da
papa Sisto IV (che però non voleva farsi sfuggire il controllo di tale istituzione) Inquisitore Generale per la Castiglia, l'Aragona, il Leon, la Catalogna e Valencia.
Egli riorganizza e centralizza (con le famose Istructiones redatte periodicamente dal 1484 al 1498) l'
Inquisizione spagnola che era in attività dal 1478 e il cui inizio (in Spagna come altrove) era stato tumultuoso, violento, prevaricatorio. Qualche città sembra resistergli, come Saragozza e Barcellona, ma Torquemada persevera.
Successivamente, anche Innocenzo VIII gli conferma la nomina (i sovrani erano infatti autonomi nella scelta dei giudici, ma il Papa si riservava di controfirmare le nomine).
Torquemada, con l'aiuto degli inquisitori a lui sottoposti (era infatti Inquisitore Generale di tutta la Spagna e le colonie), istituisce processi molto rigorosi nei confronti di quegli ebrei convertiti al Cattolicesimo (
marranos) che fossero sospettati di falsa conversione.
Nel 1492 il nuovo pontefice convince Torquemada a ritirarsi nel convento di Avila; ma anche dal convento riesce ad ottenere dai sovrani spagnoli
Isabella I di Castiglia e Ferdinando II di Aragona, di cui era stato il fidato Confessore, di espellere gli ebrei dal regno di Spagna.
Dopo tale espulsione si dedicò, con lo stesso rigore, ai processi nei confronti dei musulmani convertiti al cattolicesimo (
moriscos) che fossero sospetti di falsa conversione.
Come Inquisitore Generale (nominato dal re in nome del papa che doveva tuttavia ratificarlo) era a capo del Consejo Supremo de la Santa Inquisición (detto la Suprema) formato da sette membri. La Suprema aveva autorità su 22 tribunali inquisitoriali: 14 in Spagna, 3 in Portogallo, 3 nell'America spagnola (la cui storia appartiene anch'essa in larga parte alla
leggenda nera tanto dibattuta dagli studiosi moderni), 2 in Italia (Sicilia e Sardegna).
Nei quindici anni della sua gestione del tribunale i processi furono 100.000 (una ventina al giorno) mentre le condanne a morte furono 2.000. Pur essendo poche in percentuale, non lo furono però come numero e va ricordato che l'ultimo ventennio del '400 fu comunque il più denso di condanne di tutta l'inquisizione spagnola
.

(tratto da: http://it.wikipedia.org/wiki/Tom%C3%A1s_de_Torquemada)

venerdì 14 settembre 2007

Padre Giuseppe Puglisi - il video di Ficarra e Picone.

Un ricordo a 14 anni dalla sua morte (era il 15 settembre 1993) per mano della mafia!
Guardate tutto il video di Ficarra e Picone.
Per non dimenticare....

sabato 1 settembre 2007

I falsi profeti - (Matteo, 7, 15-20)

"Attenti ai falsi profeti! Quando vi vengono incontro, all'apparenza sembano pecorelle, ma sotto sotto, essi sono lupi feroci. Li riconoscerete dalle loro azioni.
"Si può forse raccogliere uva dalle spine o fichi da un cespuglio? Se un albero è buono, fa frutti buoni; ma se un albero è cattivo, fa frutti cattivi.
Un albero buono non può fare frutti cattivi, così come un albero cattivo non può fare frutti buoni. Ma un albero che non fa frutti buoni si taglia e si butta nel fuoco.
"Dunque, è dalle loro azioni che riconoscerete i falsi profeti.

(Matteo, 7, 15-20)

venerdì 27 luglio 2007

un breve narrato del viaggio interiore... - di Fr. Fa.

Un importante anniversario si celebra in questi giorni nei quali l’estate esplode rabbiosamente e già guarda al suo tramonto.
L’anniversario dell’attimo che segna il cambiamento nella vita di molti, la nuova "era" che come tutte le età della storia ha un suo
ante ed un suo post
, l’inizio di una stagione nuova del proprio essere; perché è nella natura delle cose umane, nell’esistenza di ciascuno, l’arrivo del momento in cui improvvisamente tutto cambia, tutto sfugge ad ogni ragione e dove anche il destino che sembrava già scritto trova un’altra penna ed un altro narratore.
Paura, coraggio, gioia, dolore, l’insieme che si trasforma in unità, persone vecchie che si rinnovano, persone nuove che sono vecchie; ciò che sembra vero in realtà non esiste, ciò che avevi dimenticato è il veramente nuovo; rinnovarsi con il vecchio e con il nuovo…..
Ipocrisia e verità, tradimento e fedeltà, mutevoli atteggiamenti e coerenti ripensamenti, e veloci come il vento scorrono gli interminabili momenti; i momenti che scandiscono la lotta, la voglia di penetrare in sé stessi, sfiorare la propria essenza, per poi riemergere leggeri e più consapevoli… e tutto intorno è luce e limpidezza, perché la nuova era guarda all’orizzonte, spezza le catene, guarda agli esseri veri che vivono fuori dalle gabbie e fuori dagli schemi, lontani dai logoramenti delle quotidiane gelosie e dei mutevoli tormenti.
La nuova era cominciò per l’esigenza di chi cercava libertà ma trovò catene, regalando il grande dono a chi veramente era schiavo e non se n’accorgeva.. perché questo è il modo in cui cammina l’universo, parla il linguaggio della contraddizione…e chi ansiosamente ricerca il nuovo finìsce per diventar vecchio e chi, sconfitto, difendeva il vecchio, ora, vero vincitore, respira il profumo del nuovo giorno e della nuova età.
E trecentosessantacinque tramonti trascorsero dall’inizio della nuova "  era"…..


 fr. fa.

venerdì 20 luglio 2007

Il Principato di Sealand

Il Principato di Sealand (in inglese Principality of Sealand significa paese di mare) è una micronazione che sostiene di essere un principato con sovranità indipendente. Non è riconosciuto da alcun membro delle Nazioni Unite.
Nel caso lo fosse, sarebbe di gran lunga la più piccola nazione della Terra. Ha una popolazione che raramente supera le cinque persone ed una superficie di circa 550 metri quadrati.
Si tratta probabilmente della micronazione più famosa del mondo, ed anche se la sua sovranità "nazionale" e legittimità è contestata da molti, cionondimeno è talvolta citata nei dibattiti come interessante caso di come diversi principi della legge internazionale vengono applicati a territori contesi.


Il principato di Sealand altro non è che una piattaforma di cemento di appena 5.600 metri quadrati, più o meno quanto un campo da calcio, costruita dagli inglesi durante la seconda guerra mondiale come postazione antiaerea, a sole 7 miglia dal porto di Harwich, non lontano da Londra, proprio per difendere la capitale da eventuali bombardamenti (vedi mappa a in alto a destra).
Il 2 settembre 1967 la piattaforma è stata occupata da Paddy Roy Bates, ex ufficiale britannico, che la proclamò "stato libero ed indipendente". Il governo inglese provò a riprenderne il possesso, ma una prima volta fu respinto grazie all'uso di un cannone installato sulla piattaforma stessa, e poi si dovette arrendere al tribunale dell'Essex che dichiarò che l'isola artificiale, trovandosi in acque internazionali, era fuori dalla giurisdizione inglese.
Il sogno del "principe" era di creare sulla piattaforma un casinò,

un albergo di lusso, un'emittente televisiva, ma nulla di questo si è realizzato ed oggi Sealand è abitata solo da due persone, membri della "Sealand security".


In ogni caso Sealand, pur non essendo riconosciuto da nessuno stato del mondo, batte una propria moneta, emette francobolli e passaporti (circa 160.000 fino ad oggi) e produce anche targhe automobilistiche, come quella mostrata qui sotto. Il tutto ovviamente a pagamento: un kit completo di patente, passaporto e targa costa tra i 9.000 e i 55.000 dollari.

mercoledì 18 luglio 2007

Infinito - Raf

L’ironia del destino vuole che io sia ancora qui a pensare a te
nella mia mente flash ripetuti, attimi vissuti con te.
E’ passato tanto tempo ma tutto é talmente nitido,
così chiaro e limpido che sembra ieri...
Ieri, avrei voluto leggere i tuoi pensieri
scrutarne ogni piccolo particolare ed evitare di sbagliare,
diventare ogni volta l’uomo ideale,
ma quel giorno che mai mi scorderò
mi hai detto: “non so più se ti amo o no ... domani partirò
sarà più facile dimenticare... dimenticare...
... e adesso che farai?” Risposi: “io...non so”
quel tuo sguardo poi lo interpretai come un addio,
senza chiedere perché, da te mi allontanai
ma ignoravo che in fondo non sarebbe mai finita.
Teso, ero a pezzi ma un sorriso in superficie
nascondeva i segni d’ogni cicatrice
nessun dettaglio che nel rivederti potesse svelare
quanto c’ero stato male,
quattro anni scivolati in fretta e tu
mi piaci come sempre... forse anche di più,
mi hai detto: “so che é un controsenso ma
l’amore non é razionalità...non lo si può capire...”
ed ore a parlare, poi abbiam fatto l’amore...
ed é stato come morire... prima di partire.
Potrò mai dimenticare... dimenticare...
L’infinito sai cos’é? ... L’irraggiungibile fine o meta
Che… rincorrerai per tutta la tua vita,
“ma adesso che farai?"... adesso io ... non so... “ infiniti noi"
so solo che non potrà mai finire
mai ovunque tu sarai, ovunque io sarò non smetteremo mai
se questo é amore ... é amore infinito
(Raf, Infinito)

domenica 15 luglio 2007

Giovanni Lindo Ferretti

"Fatevi avanti, monache e monaci,
famiglie in carne e sangue d'amore.
Santi, poeti, eroi, navigatori astrali.
La nuova età di mezzo è già in atto.
Tocca a voi l'onore e l'onere
di traghettarla al poi."

(Giovanni Lindo Ferretti)

martedì 3 luglio 2007

venerdì 15 giugno 2007

tonetto crea un video sulla coppa italia

PER TUTTI I ROMANISTI UNA CHICCA IMPERDIBILE!!!

giovedì 31 maggio 2007

Dal diario di Maria - (undici minuti- P. Coelho)

"Quando incontriamo qualcuno e ci innamoriamo abbiamo l'impressione che tutto l'universo sia d'accordo.
Oggi l'ho visto accadere al tramonto.
Ma se qualcosa va storto, non resta nulla!
Nè gli aironi, nè la musica in lontananza, nè il sapore delle sue labbra.
Come può scomparire tanto rapidamente la bellezza che c'era pochi minuti prima?
La vita scorre molto veloce: ti fa precipitare dal cielo all'inferno in pochi secondi"

(Paulo Coelho, Undici minuti)

domenica 13 maggio 2007

Carpe diem - Orazio (Carm. 1, 11, 8)

Carpe diem (lett. "Cogli l'oggi", normalmente tradotta in "Cogli l'attimo") è una locuzione tratta dai Carmina del poeta latino Orazio (Carm. 1, 11, 8).
Viene di norma citata in questa forma abbreviata, anche se sarebbe opportuno completarla con il seguito del verso oraziano: "quam minimum, credula postero" ("confidando il meno possibile nel domani").
Spesso male interpretata e identificata con un gretto opportunismo o con il più gaudente edonismo
, la "filosofia" oraziana del carpe diem si fonda sulla razionale considerazione che all'uomo non è dato di conoscere il futuro, né tanto meno di determinarlo.

Solo sul presente l'uomo può intervenire e solo sul presente, quindi, deve concentrarsi il suo agire, che, in ogni sua manifestazione, deve sempre cercare di cogliere le occasioni, le opportunità, le gioie che si presentano oggi, senza alcun condizionamento derivante da ipotetiche speranze o ansiosi timori per il futuro.
Si tratta di una «filosofia» che pone in primo piano la libertà dell'uomo nel gestire la propria vita, un invito a essere responsabili del proprio tempo, perché, come dice il Poeta stesso nel verso precedente, "Dum loquimur, fugerit invida aetas" ("Mentre parliamo, il tempo invidioso sarà già passato").


(tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Carpe_diem)



"La vita è quella cosa che ci accade mentre siamo impegnati a fare altri progetti"
(Anthony De Mello)

sabato 5 maggio 2007

Alea iacta est - Svetonio nel suo De vita Caesarum

Alea iacta est è una locuzione latina che viene tradotta in lingua italiana come "Il dado è tratto".
È una frase attribuita da
Svetonio nel suo De vita Caesarum (Divus Iulius) a Giulio Cesare che la proferì dopo aver varcato, nella notte del 10 gennaio del 49 a.c, il fiume Rubicone alla testa di un esercito, violando apertamente così la legge che proibiva l'ingresso armato dentro i confini dell'Italia e dando il via alla prima guerra civile.
La Guerra civile romana del 49a.c., nota anche come Guerra civile di Cesare, è uno degli ultimi conflitti sorti all'interno della Repubblica Romana (Res Publica Romana).
Essa consistette in una serie di scontri politici e militari fra Giulio Cesare, i suoi sostenitori politici, e le sue legini, contro la fazione tradizionalista e conservatorista nel Senato Romano, chiamati anche Optimates, spalleggiata dalle legioni di Pompeo.
Questa guerra civile aprì la strada alla fine della Roma repubblicana, a cui sarà dato il colpo di grazia dall'esito della guerra civile tra Ottaviano e Marco Antonio (terminata con la battaglia di Azio del 31 a.C.).
Gli effetti della guerra civile di Cesare portarono profondi cambiamenti nelle tradizioni politiche della repubblica che da questo punto in poi non furono più recuperati.

Questa frase - divenuta celeberrima specialmente nella versione in italiano - viene presa come motto e si cita quando si prende una decisione dalla quale non si può più recedere.

(tratto da: http://it.wikipedia.org/wiki/Alea_iacta_est)

mercoledì 2 maggio 2007

Memento audere semper






Memento audere semper è una locuzione in lingua latina coniata dallo scrittore e poeta italiano Gabriele D'Annunzio.
Il suo significato è quello di "Ricorda di osare sempre".
Può essere in qualche modo accostato - anche se in questo caso la funzione esortativa ad assumere dei rischi è decisamente più marcata - ad un altro motto latino molto conosciuto: Audaces fortuna iuvat.
Desumendola direttamente dall'acronimo MAS, il poeta intendeva rendere omaggio con tale frase allo strumento bellico denominato Motoscafo anti sommergibile - derivato dalla Motobarca Armata SVAN - in uso nella prima guerra mondiale.


Questo tipo di imbarcazione sarà poi impiegato in maniera massiccia durante la seconda guerra mondiale dalla celeberrima X MAS.
Lo stesso D'Annunzio - la cui residenza del Vittoriale degli italiani a Gardone riviera ospita tuttora un esemplare di MAS - aveva partecipato al battesimo di fuoco di questo mezzo da guerra partecipando a quella che passerà alla storia come la Beffa di Buccheri (impresa compiuta tra la notte del 10 e 11 febbraio 1918, nella quale D’Annunzio si era prestato volontario).
Insieme ad un'altra famosa locuzione - Habere non haberi ("Possedere, non essereposseduto") - quella di Memento audere semper è una delle più conosciute massime dannunziane.
  

(tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Memento_audere_semper)

ASSISI, GRAZIE!


lunedì 30 aprile 2007

In hoc signo vinces - La battaglia di ponte Milvio

Era la sera del 27 Ottobre 312 d.C.
Il Tevere scorreva sotto i piloni del Ponte Milvio, dividendo gli accampamenti dei due imperatori nemici.
Nell'uno Massenzio, grande e feroce, passava in rivista le schiere (che il giorno dopo avrebbero dovuto combattere la battaglia decisiva) e le incitava alla violenza e all'audacia.
Nell'altro campo, Costantino stava pensoso dinanzi alla tenda; i suoi legionari, sparsi per l'accampamento, preparavano frecce e giavellotti.
Costantino teneva gli occhi fissi al cielo che, diveniva d'oro vivo.
Ecco ad un tratto, in quell'oro, sfavillare una croce e sulla croce, a lettere di fiamma, stava scritto: "In hoc signo vinces" ("Con questo segno vincerai!").
Il giovane imperatore balzò in piedi ed allargò le braccia stupìto.
Quando la croce disparve, egli si coperse il volto con le mani e rievocò tutta la sua fanciullezza trascorsa accanto a sua madre cristiana e ricordò che quasi tutti i suoi legionari erano segretamente cristiani.
Costantino si scosse, diede ordine di suonare a raccolta e quando si vide intorno i suoi prodi, disse loro che il giorno dopo, nella battaglia, accanto all'aquila romana, avrebbe sventolato il vessillo con la croce.
Un mormorio di commossa stupefazione corse tra i legionari e, a poco a poco, si trasformò in un grido di giubilo.
All'alba del giorno seguente i due eserciti erano già difronte, al di qua e al di là del ponte Milvio, ed i vessilli delle schiere di Constantino scintillavano con la croce.
Il santo segno infuse tanta vigoria nei combattenti da trascinarli all' assalto del ponte, respingere d'impeto le schiere di Massenzio e travolgerle in una avanzata fulminea.
E Costantino, sotto il segno della croce, fu vincitore.
Acclamato imperatore, Costantino entrò trionfalmente in Roma dove gli venne eretto un grande arco, che ancor oggi si ammira, vicino al Colosseo.

(tratto da http://www.citrag.it/roma/doc/legend/lg_007.htm)

martedì 24 aprile 2007

Il tau - da Ezechiele a San Francesco

"Nutriva grande venerazione e affetto per il segno del Tau. Lo raccomandava spesso nel parlare e lo scriveva di propria mano sotto le lettere che inviava" (FF 1079)

Il TAU è l'ultima lettera dell'alfabeto ebraico. Esso venne adoperato con valore simbolico sin dall'Antico Testamento, per indicare la salvezza e l'amore di Dio per gli uomini. Se ne parla nel Libro del Profeta Ezechiele, quando Dio manda il suo angelo ad imprimere sulla fronte dei servi di Dio questo seguo di salvezza: "Il Signore disse: passa in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme e segna un TAU sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono". Il TAU è perciò segno di redenzione. E' segno esteriore di quella novità di vita cristiana, interiormente segnata dal sigillo dello Spirito Santo, dato a noi in dono il giorno del Battesimo. Il TAU fu adottato prestissimo dai cristiani.Tale segno lo troviamo già nelle Catacombe di Roma, perché la sua forma ricordava ad essi la Croce, sulla quale Cristo s'immolò per la salvezza del Mondo. S. Francesco d'Assisi, proprio per la somiglianza che il Tau ha con la Croce, ebbe carissimo questo segno, tanto che esso occupò un posto rilevante nella sua vita e nei suoi gesti. In lui il vecchio segno profetico si attualizza, si ricolora, riacquista la sua forza di salvezza, perché San Francesco si sente "un salvato dall'amore e dalla misericordia di Dio". Era una amore che scaturiva da una appassionata venerazione per la croce, per l'umiltà di Cristo e per la missione del Cristo che attraverso la croce ha dato a tutti gli uomini il segno e l'espressione più grande del suo amore. Il TAU era inoltre per il Santo il segno concreto della sua salvezza e la vittoria di Cristo sul male.Il TAU ha alle sue spalle una solida tradizione biblico cristiana. Fu accolto da San Francesco nel suo valore spirituale e il Santo se ne impossessò in maniera così intensa e totale sino a diventare a lui stesso, attraverso le Stimmate della carne, quel TAU vivente che egli aveva così spesso contemplato, disegnato ma soprattutto amato. Il TAU, segno concreto di una devozione cristiana, è soprattutto impegno di vita nella sequela di Cristo. Il Tau perciò deve ricordarci una grande verità cristiana: la nostra vita, salvata e redenta dall'amore di Cristo crocefisso, deve diventare, ogni giorno di più, vita nuova, vita donata per amore. Portando questo segno viviamone la spiritualità, rendiamo ragione della "speranza che é in noi", riconosciamoci seguaci di San Francesco.

(tratto da http://www.san-francesco.it/tau.asp)

mercoledì 18 aprile 2007

Dal blog di Giovanna! Henry Scott Holland - La morte non è niente...

Dal bellissimo blog di Giovanna (clikkare sul titolo dell'intervento per accedervi) ho tratto questa bellissima poesia di Henry Scott Holland.......


La morte non è niente,
sono soltanto nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io,
e tu sei sempre tu.
Ciò che eravamo prima l'uno per l'altra,
lo siamo ancora.
Chiamami con il mio vecchio nome,
che ti è tanto familiare,
parlami,
nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato,
non cambiare il tono della tua voce.
Ridi,
come facevi prima, sempre,
ai piccoli scherzi che tanto ci piacevano quando stavamo insieme...
prega
sorridi...
pensami!!
Il mio nome,
sia sempre la parola familiare di prima,
pronuncialo senza traccia di tristezza..
La vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto.
E' la stessa di prima..
C'è una continuità che non si spezza..
Perché dovrei essere fuori dalla tua mente,
solo perché sono fuori dalla tua vista?
Ti sto aspettando,
solo per un attimo,
in un posto vicino,
proprio dietro l'angolo di ogni strada che incontrerai...
Il tuo sorriso...è la mia pace

Henry Scott Holland(1847-1918)

domenica 15 aprile 2007

I VALORI DELLA VITA - Il proff di Filosofia, il vasetto, i sassi, i piselli, la sabbia e la birra.

Il professore di filosofia, in piedi davanti alla sua classe, prese un grosso vasetto di marmellata vuoto e cominciò a riempirlo con dei sassi, di circa 3 cm di diametro.
Una volta fatto chiese agli studenti se il contenitore fosse pieno ed essi risposero di si. Allora il professore tirò fuori una scatola piena di piselli. li versò dentro il vasetto e lo scosse delicatamente. Ovviamente i piselli si infilarono nei vuoti lasciati tra i vari sassi.
Ancora una volta il professore chiese agli studenti se il vasetto fossepieno ed essi, ancora una volta, dissero di si. Allora il professore tirò fuori una scatola piena di sabbia e la versò dentro il vasetto. Ovviamente la sabbia riempì ogni altro spazio vuoto lasciato e coprì tutto. Ancora una volta il professore chiese agli studenti se il vasetto fosse pieno e questa volta essi risposero di si, senza dubbio alcuno. Allora il professore tirò fuori, da sotto la scrivania, 2 lattine di birrae le versò completamente dentro il vasetto, inzuppando la sabbia. Gli studenti risero. "Ora"- disse il professore non appena svanirono le risate
-" Voglio che voi capiate che questo vasetto rappresenta la vostra vita. I sassi sono le cose importanti: la vostra famiglia, i vostri amici, la vostra salute, i vostri figli, le cose per le quali se tutto il resto fosse perso, la vostra vita sarebbe ancora piena. I piselli sono le altre cose per voi importanti: il vostro lavoro, la vostra casa, la vostra auto. La sabbia ètutto il resto...le piccole cose". "Se mettete dentro il vasetto per prima la sabbia"-continuò ilprofessore-"non ci sarebbe spazio per i piselli e per i sassi. Lo stesso vale per la vostra vita. Se dedicate tutto il vostro tempo e le vostre energie alle piccole cose, non avrete spazio per le cose che per voi sonoimportanti. Dedicatevi alle cose che vi rendono felici: giocate con i vostri figli, portate il vostro partner al cinema, uscite con gli amici. Ci sarà sempre tempo per lavorare, pulire la casa, lavare l'auto. Prendetevi cura deisassi per prima, le cose che veramente contano. Fissate le vostre priorità...il resto è solo sabbia".
Una studentessa allora alzò la mano e chiese al professore cosa rappresentasse la birra.
Il professore sorrise: "Sono contento che me l'abbia chiesto. Era giusto per dimostrarvi che non importa quanto piena possa essere la vostra vita, perchè c'è sempre spazio per un paio di birre".

domenica 8 aprile 2007

Easter Day - Edmund Spencer


Easter Day

Most glorious Lord of life, that on this day,Didst make Thy triumph over death and sin:And having harrow'd hell, didst bring awayCaptivity thence captive, us to win:This joyous day, dear Lord, with joy begin,And grant that we for whom Thou diddest dieBeing with Thy dear blood clean wash'd from sin,May live for ever in felicity.And that Thy love we weighing worthily,May likewise love Thee for the same again:And for Thy sake that all like dear didst buy,With love may one another entertain.So let us love, dear love, like as we ought,Love is the lesson which the Lord us taught.
(Edmund Spenser 1552-1599)



Happy Easter!!!!!

martedì 3 aprile 2007

I SOGNI! AFORISMI SUI SOGNI - Coelho, Drew, Gibran, Poe, Kipling, Morrison

"Nessun cuore ha mai provato sofferenza quando ha inseguito i propri sogni."
Paulo Coelho


"I sogni sono illustrazioni dal libro che la tua anima sta scrivendo su di te."
Alan Drew


"I miracoli sono sogni che diventano luce."
Alan Drew


"Preferisco essere un sognatore fra i più umili con visioni da realizzare, piuttosto che il principe di un popolo senza sogni nè desideri."
Kahlil Gibran


"Chi sogna di giorno conosce molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte."
Edgar Allan Poe


"...Se tu puoi sognare e non abbandonarti ai sogni; se tu puoi pensare e non perderti nei pensieri... Se riesci a occupare il minuto inesorabile dando valore a ogni istante che passa, tua è la terra e tutto ciò che è in essa..."
Rudyard Kipling


"Ognuno di noi ha un paio d'ali, ma solo chi sogna impara a volare."
Jim Morrison

mercoledì 28 marzo 2007

Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici" -

"Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici"
(Giovanni 15, 12-13)

venerdì 23 marzo 2007

lunedì 19 marzo 2007

Uno sguardo nel passato... - By Egregius - “i più grandi errori sono sempre stati commessi con le migliori intenzioni”.


Ci sono giorni e momenti all’interno di quella particolare “maratona” che è la nostra vita, nei quali è necessario tirare un attimo il fiato e voltarsi ad osservare la strada percorsa.
Mi fermo un momento a riflettere , volgo lo sguardo al passato e tiro le somme su ciò che di giusto e sbagliato è stato fatto.
Ripenso ai torti subiti, agli errori commessi…passato, presente e futuro si intrecciano in un unico strettissimo spazio della mia mente.
Tra poco tornerò a correre sapendo che la strada che mi aspetta è il proseguimento, la conseguenza, del percorso che mi ha preceduto.
Tutto evolve, ma nel proseguire il viaggio a volte mi rendo conto appena di come il paesaggio intorno a me stia cambiando… proprio oggi se mi guardo indietro e ripenso ad un anno fa, mi accorgo di come tutto sia mutato radicalmente, di come rapido ed inesorabile sia stato l’incedere del tempo e degli eventi.
Per migliorare la marcia e dare una nuova spinta al ritmo della mia andatura, preferisco concentrare i miei pensieri solo sugli sbagli fatti.
Ho capito che, pur spinto dalle migliori intenzioni e dai più alti sentimenti, ho commesso tanti errori in questi anni; errori che hanno causato molta sofferenza, solo ora me ne rendo conto, a chi più di ogni altro mi è stato vicino.
Senza volerlo, egoismo e possessività hanno condizionato spesso il mio incedere, la mia cecità non sempre mi ha permesso di riconoscere il percorso giusto, imboccare il sentiero corretto.
Disse Oscar Wilde: “i più grandi errori sono sempre stati commessi con le migliori intenzioni”.

Questo è uno di quei giorni nei quali voglio rallentare e tirare un po’ il fiato…mi fermo un attimo per dedicare un pensiero a chi è stato importante…
Si tratta di un giorno particolare nel quale voglio chiedere scusa a chi ho amato per gli errori che ho commesso in questi anni e per il dolore che ne è conseguito…chiedere scusa per non essere stato in grado di capire, aiutare, agire in modo da rendere felice chi in me aveva riposto il suo affetto.

Osservo un’ultima volta la strada alle mie spalle e finalmente sorridente, con il cuore colmo di gratitudine, volgo nuovamente lo sguardo verso l’ignoto percorso che mi aspetta di fronte…arricchito dall’esperienza fatta e felice di ricominciare a correre!