giovedì 30 ottobre 2008

Per me è importante - Tiromancino - Testo

Le incomprensioni sono così strane
sarebbe meglio evitarle sempre
per non rischiare di aver ragione
ché la ragione non sempre serve.
Domani invece devo ripartire
mi aspetta un altro viaggio,
e sembrerà come senza fine
ma guarderò il paesaggio...

Sono lontano e mi torni in mente
t’immagino parlare con la gente...

Il mio pensiero vola verso te
per raggiungere le immagini
scolpite ormai nella coscienza
come indelebili emozioni
che non posso più scordare
e il pensiero andrà a cercare
tutte le volte che ti sentirò distante
tutte le volte che ti vorrei parlare
per dirti ancora
che sei solo tu la cosa
che per me è importante...

Mi piace raccontarti sempre
quello che mi succede,
le mie parole diventano nelle tue mani
forme nuove colorate,
note profonde mai ascoltate
di una musica sempre più dolce
o il suono di una sirena
perduta e lontana.

Mi sembrerà di viaggiare io e te
con la stessa valigia in due
dividendo tutto sempre.
Normalmente....

(Tiromancino - 2002)
(Testo: Federico Zampaglione - Camilla Triolo - Musica:Federico Zampaglione - Andrea Pesce)

giovedì 23 ottobre 2008

ghostbusters!


attenti a questi tre!

mercoledì 15 ottobre 2008

me and giacomo (my work colleague)

Il mio carissimo amico e collega Giacomo, oltre che grande giocatore di volley e noto latin-lover, è anche un grande appassionato di Claudio Baglioni.
Dallo scritto "Cucaio viene dal mare" che il suddetto mi ha fornito ho tratto alcune frasi che pubblico quì sotto:


una storia è già finita quando c'è più paura di perdersi che voglia d'aversi


Cucaio sa che in città si cerca la campagna in campagna si vuole la città dovunque si sogna il mare


Una donna che dorme è una bambina e ha negli occhi chiusi la purezza dell'impossibile.


(frasi tratte da Cucaio viene dal mare, http://www.baglionifansite.com/cucaio_viene_dal_mare.html)

lunedì 6 ottobre 2008

Musica, fraschette e sport!

Le ultime due settimane mi hanno visto partecipe in eventi e luoghi prestigiosi!
Persone importanti sono venute a farmi visita a Roma in occasione del concerto dei Queen del 26 settembre.
Non poteva mancare, sabato 27, una sortita ai castelli con conseguente mangiata e bevuta alle fraschette di Ariccia (vd foto) alla faccia di chi "ce vo' male!"


Ricambiata la visita in Umbria nel week-end successivo per assistere al debutto nel campionato femminile di volley serie C, dell'ARS Perugia, squadra nota ai frequantatori del blog in quanto vi milita la mia formidabile cugina, e della Scai Volley 86, meno nota ai frequantatori del blog, ma altrettanto prestigiosa.

Ovviamente la mia presenza nella giornata del 4 ottobre sulle tribune, favorita dall'orario ad incastro che ci ha consentito un veloce spostamento da Perugia a Gualdo Tadino, ha generato un doppia vittoria per 3-0 (!!!) delle mie squadre del cuore! (e delle mie atlete preferite)
Insomma, tutto merito mio!!!!

Come lo scorso anno inserisco quì il link dal quale si potrà accedere al calendario, ai risultati ed alle classifiche del campionato di volley, serie C Umbria:


http://portal.federvolley.it/portal/page?_pageid=207,1661800&_dad=portal&_schema=PORTAL

lunedì 29 settembre 2008

Queen + Paul Rodgers - Roma 26/09/08

C'ero anche io!
E tante persone speciali...

martedì 2 settembre 2008

martedì 5 agosto 2008

tre pillole di positività

  • Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso



  • Mai dire "mai"; mai dire "sempre"!




  • Una buona decisione non è una scelta tra un bene assoluto ed un male assoluto!

PREZZO GREGGIO



NOTE
: IL GRAFICO VI AGGIORNA IN TEMPO REALE SULLE QUOTAZIONI DEL PETROLIO GREGGIO.
ALL'ORARIO RIPORTATO NEL GRAFICO VANNO AGGIUNTE 6 ORE PER ADEGUARLO ALL'ORA ITALIANA
(ORE 13.00 NEL GRAFICO = ORE 19.00 IN ITALIA)

mercoledì 16 luglio 2008

Brandon Jennings - Virtus Roma - basket - sport - nba - Euroleague -




Brandon Jennings - Virtus Roma - basket - sport - nba - Euroleague -


WELCOME IN ROME!

sabato 12 luglio 2008

Rospo o Principe Azzurro? Bufo, bufonifi e bufotossina





Vi ricordate le bellissime favole che ci raccontavano da bambini?

Da sempre il folklore di questi racconti vuole che la principessa trovi il suo principe azzurro in un rospo, che dopo un bacio assume le sembianze di un fiero, bellissimo e coraggioso nobile (magari biondo e con gli occhi azzurri). Sadicamente proveremo a sfatare questo mito!
Alcune specie di rospo utilizzano una tecnica di difesa molto particolare: secernono un liquido tossico e molto sgradevole al gusto, in grado di allontanare diversi predatori.
Nello specifico, la famiglia dei Bufonidi raccoglie circa 250 tipi di rospi che secernono una particolare tossina: la bufotossina.
Essa comprende un insieme di sostanze prodotte dal rospo, tra cui massicce dosi di adrenalina, epinefrina e serotonina, che per noi esseri umani hanno un forte potere allucinogeno
Il loro effetto è moto simile a quello prodotto dall' anfetamina.Il rospo che produce la maggior quantità di questa sostanza si chiama Bufo

Avrete già capito dove sto andando a parare: a causa del potere allucinogeno della bufotossina la principessa si convince del principe azzurro e della sua esistenza; in realtà, continua ad appassionarsi ad un rospo, che rospo rimane.

lunedì 7 luglio 2008

Antony De Mello - Frasi and aforimi - meditazione e pensiero

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"Mi sento bene perché il mondo va bene". Sbagliato! Il mondo va bene perché io mi sento bene.
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Chiedi a una persona serena: "Perché sei felice?", e lei ti risponderà: "Perché no?".
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Quando ascolti, cerchi solo conferma di ciò che già pensi? O ascolti per scoprire qualcosa di nuovo?
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È sbagliato pensare di poter raggiungere e afferrare la felicità. La felicità non si può conseguire in se stessa perché non è un oggetto ma un cammino.
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La tua felicità non può dipendere dal giudizio della gente.
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Ben presto ti stancherai di un'emozione, mentre la vera gioia non stanca mai.
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Noi siamo circondati da gioia, felicità, amore. Ma la maggior parte della gente non ne ha la più pallida idea.
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Ogni grande idea è partita da una minoranza costituita da una persona.
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La pace è un dono. Non possiamo produrla, possiamo solo disporre i nostri cuori a riceverla.
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L'ultimo approdo della conoscenza è sapere che non sappiamo.
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La verità non si trova mai nei lunghi ragionamenti. Si scopre all'improvviso
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Non guardare alle cose attraverso il filtro dei tuoi concetti: ogni cosa diventerà unica, autentica, e non ti annoierai mai.
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Impara dagli animali, che sanno sempre cosa è bene per loro e non degenerano mai in comportamenti dannosi per sé stessi e i propri simili.
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Se non ti importa di essere ricco e famoso, non avrai paura di nulla, perché sarai più che soddisfatto di non essere nessuno.
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La vita è meravigliosa. Diventa dura a causa delle vostre illusioni, ambizioni e avidità.
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Vuoi essere felice? Accetta il fatto che la vera felicità non ha una causa precisa.
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La ricerca della felicità è talvolta la felicità stessa.
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Non è sempre amore ciò che sembra esserlo.
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venerdì 4 luglio 2008

Natuzza Evolo, la mistica che parla con l'Aldilà




Straordinario e spettacolare è il caso di Fortunata Evolo,
un'abitante, ormai ottantenne, di un paesino calabro, Paravati di Mileto (CZ).
Questa donna, nata il 23 agosto 1924 a Paravati, un paesino di tremila abitanti nella nuova provincia calabrese di Vibo Valentia, soprannominata da sempre "Natuzza", proprio come Padre Pio presenta quelle particolari piaghe sanguinanti su mani, piedi e costato.
Ma Natuzza, in quanto a spettacolarità, batte di gran lunga il Santo Padre Pio: le sue non sono "semplici" stigmate ma, durante il sanguinamento che avviene nei giorni di quaresima, sono in grado di far comparire tracce di una vera e propria scrittura su un panno che vi sia eventualmente posto sopra; inoltre, sulle sue ginocchia appaiono strane immagini e volti umani.

Cresciuta in povertà, il padre è partito per l'Agentina senza tornare più, Natuzza non è andata a scuola perciò è analfabeta.
Quando riceve la prima Comunione, si accorge che la sua bocca si riempie di sangue; lei lo inghiotte, pensa di "aver mangiato" Gesù e di aver fatto peccato, ma ha paura di dirlo al sacerdote e torna a casa contrita.
Verso la fine del 1938, Natuzza va a servizio nella casa dell'avvocato Silvio Colloca a Mileto; un pomeriggio, quando la signora Alba Colloca offre il caffè ad alcuni ospiti, Natuzza le chiede come mai non lo avesse dato anche al sacerdote. «Scusa, quale sacerdote?» «Quello seduto con gli altri due signori» le risponde Natuzza.
La signora torna in salotto, riferisce l'episodio e uno dei due ospiti racconta che suo fratello, morto da anni, era prete. Natuzza comincia a descriverlo alla perfezione. Era lui!

All'età di quindici anni, tornata a casa Colloca dopo aver ricevuto la Cresima, si accorge che la maglietta è bagnata.
La toglie e scopre che si è formata una grande croce di sangue.


Come molti mistici, Natuzza non vanta guarigioni miracolose ma si presenta solo come intermediaria tra gli uomini e Dio, il quale le parla tramite il suo angelo custode. Ogni anno, moltissimi pellegrini si recano al suo paese per ottenere da lei verifica sulla bontà di diagnosi mediche e per chiedere consiglio su dove eventualmente andare a curarsi.
La signora Natuzza, dietro suggerimento del suo angelo, verifica le diagnosi fatte in precedenza dai medici e invia i "pazienti" pellegrini presso diverse città per la terapia.


Un aspetto importante della sua fenomenologia mistica è il contatto perenne che Natuzza ha con il mondo dei morti; raccoglie messaggi da quelle che lei definisce le anime del Purgatorio e del Paradiso e che vanno spontaneamente a trovarla; i messaggi sono ovviamente espressi per i parenti ancora in vita delle anime.
Su sua ispirazione si è costituita nel 1987 un'associazione (poi diventata fondazione, presso cui Natuzza vive attualmente) con l'obiettivo di creare a Paravati un complesso che inglobi un santuario mariano e strutture per
l'assistenza medica e centri per giovani, anziani, disabili, tra cui, già realizzati, il centro anziani "Pasquale Colloca"
e quello per i servizi alla persona "San Francesco di Paola".

sabato 31 maggio 2008

Misura della Terra: : il metodo di Eratostene





Eratostene di Cirene (c. 273-192 a. C.), partendo dal presupposto che la Terra è sferica e non piatta, nel III secolo avanti Cristo, realizzò la prima misurazione della circonferenza terrestre , elaborando un metodo davvero innovativo.

Intorno al 230 a. C., il 21 giugno - il giorno del solstizio d'estate -, aveva potuto constatare che a Siene - l'attuale Assuan, in Egitto - a mezzogiorno gli oggetti non avevano ombra in quanto il Sole era esattamente sulla verticale, cioè allo zenit.
Questo evento si ripeteva ogni anno: in quel momento, un bastoncino piantato verticalmente a terra non avrebbe proiettato nessuna ombra ed il sole era addirittura visibile dal fondo di un pozzo.

Eratostene appurò inoltre che, nello stesso istante, ad Alessandria d'Egitto il Sole formava con la verticale un angolo di 7° 12', che equivale a 1/50 di una circonferenza completa; egli misurò questo angolo con una scafe, uno strumento a forma di semisfera cava graduata, con infisso al centro uno stilo o asticciola.

Tre i presupposti principali del suo metodo:
  1. Eratostene assunse, correttamente, che la distanza del Sole dalla Terra fosse molto grande e che quindi i suoi raggi siano sostanzialmente paralleli quando raggiungono la superficie terrestre;
  2. considerava che la Terra dovesse avere forma sferica;
  3. secondo Eratostene, Alessandria si trovava esattamente a nord di Siene sullo stesso meridiano

Poiché conosceva in modo preciso la distanza fra Siene e Alessandria - 5000 stadi egiziani, circa 890 km -, moltiplicò questa distanza per 50 ottenendo la lunghezza della circonferenza terrestre e quindi del meridiano stesso.
Secondo il suo calcolo la circonferenza del globo doveva quindi essere di 44.500 km.

Oggi sappiamo che sbagliò, ma non di molto: con gli strumenti di precisione a nostra disposizione, sappiamo che la circonferenza della Terra è di 40.009,152 km.

Considerando l'epoca e gli strumenti a disposizione (i matematici e scienziati di allora facevano i loro calcoli disegnando sulla sabbia) il risultato di Eratostene è strabiliante!!!

Quali le ragioni del suo "piccolo" errore di misurazione?

Egli, semplicemente, partiva da due presupposti errati:
  • la Terra non è perfettamente sferica;
  • Alessandria e Assuan non sono esattamente sullo stesso meridiano: le due longitudini divergono di circa 3°.

sabato 10 maggio 2008

L'occhio di Dio - The Eye of God -





Questa foto è stata scattata dalla NASA con il Telescopio Hubble.
E’chiamata “L’OCCHIO DI DIO”

This is a picture taken by NASA with the Hubble telescope.
They are referring to it as the "Eye of God".

martedì 29 aprile 2008

Gianni Alemanno new mayor of Rome

Rome elects capital's first right-wing mayor in postwar Italy!
Gianni Alemanno took 53.6% of the vote to 46.3 percent for Francesco Rutelli, a former two-time center-left Rome mayor, according to the municipality.

The conservative candidate entered the race as the underdog, but successfully rode the momentum of Berlusconi's triumph in national elections two weeks ago to win the runoff against Rutelli that took place Sunday and Monday.
Since the end of WWII, the Italian capital has been governed mainly by Christian Democrat or leftist administrations.

Hundreds of Alemanno supporters celebrated in Michelangelo's Piazza del Campidoglio, in front of the municipal offices, waving Italian flags and singing the national anthem.

Speaking earlier at his headquarters, Alemanno promised to be a mayor for all Romans.

"This wasn't a victory for a party but for the whole of Rome," he said. "The result shows I received broad support and I will take that into account when governing the city."

Alemanno focused his campaign on demands for improved security, in the wake of a crime wave blamed mainly on foreigners. He pushed for a change after 15 years of center-left administrations led by Rutelli and later by Walter Veltroni, who quit the post earlier this year to challenge Berlusconi in the national vote.

Alemanno, a former agriculture minister in one of Berlusconi's governments, is a leader of the National Alliance — a former neo-fascist party that turned mainstream conservative and is a key Berlusconi ally.

In the first round two weeks ago, Rutelli won 45% of the vote, against 40% for the conservatives. But Alemanno may have jumped ahead thanks to the votes of small centrist and far-right parties whose candidates were eliminated.

(Roma, 28 aprile 2008)

sabato 19 aprile 2008

Vallo di Adriano

Il Vallo di Adriano (in latinoVallum Hadriani), fatto costruire dall'imperatore Adriano (117-138), era una fortificazione in pietra che anticamente segnava il confine tra la provincia romana occupata della Britannia a la Caledonia (ovvero l'attuale Scozia): questa fortificazione divideva l'isola in due parti.

Il vallo di Adriano faceva parte del limes romano (linea di confine, limite: l'equivalente della Grande Muraglia cinese o della più recente Linea Maginot, ovvero una barriera per difendersi all'interno dei confini imperiali).
Il muro rappresentò il confine più settentrionale dell’Impero Romano in Britannia per gran parte del dominio romano su queste terre, era inoltre il confine più pesantemente fortificato dell'intero impero.

Oltre al suo impiego come fortificazione militare, si ritiene che le porte di accesso attraverso il vallo siano servite come dogane per permettere la tassazione delle merci.

Il Vallo di Adriano venne costruito a seguito della visita dell'Imperatore Romano Adriano per prevenire le incursioni delle tribù dei Pitti che calavano da nord.
Adriano stava sperimentando difficoltà militari, non solo in Britannia, ma anche da parte delle popolazioni di vari territori occupati in tutto l'impero.
La costruzione ebbe inizio tra il 122 e il 125 e venne largamente completata nel giro di dieci anni, con soldati di tutte e tre le legioni occupanti che parteciparono ai lavori.

Il muro venne costruito inizialmente con una larghezza di 3 metri, ma le sezioni successive vennero ridotte a 2,5 m; l'altezza è stata stimata a circa 4 o 5 metri.
Lungo il muro erano posizionati 14 forti ausiliari: c'erano 80 fortini adiacenti alle porte, uno ogni miglio romano (1000 passi, 1480m); due torrette erano poste nel tratto che separava ogni coppia di fortini, erano probabilmente utilizzate come punti di osservazione e segnalazione.


Il muro era parte di un sistema difensivo che, da nord a sud comprendeva:

  • un glacis (dal francese pendio, scarpata) e un profondo fossato, armato con file di pali appuntiti
  • il muro
  • una strada militare
  • il Vallum: due grossi argini con un fossato nel mezzo. Il Vallum probabilmente delimitava una zona militare piuttosto che essere inteso come fortificazione principale, anche se le tribù britanniche stanziate a sud erano anch'esse talvolta un problema.

Una significativa porzione del vallo è ancora esistente, in particolare la parte centrale, e per gran parte della sua lunghezza, il percorso del muro può essere seguito a piedi.
Esso costituisce la principale attrazione turistica dell'Inghilterra settentrionale, dove è noto semplicemente come Roman Wall (muraglia romana). Il Vallo di Adriano corre per 120 km da Wallsend, sul fiume Tyne, alla costa del Solway Firth.
Il muro è completamente in territorio inglese, e rimane a sud del confine della Scozia per 15 km ad ovest e per 110 km ad est.

Il Vallo di Adriano è diventato patrimonio dell’umanità dell’UNESCO nel 1987.

(www.wikipedia.it)

mercoledì 2 aprile 2008

"Guai purtroppo a chi avrà amato solo i corpi, le forme, le apparenze! La morte gli toglierà tutto. Cercate di amare le anime, le ritroverete."

"La riduzione dell'universo a un solo essere, la dilatazione d'un solo essere a Dio, ecco l'amore"

"Guai purtroppo a chi avrà amato solo i corpi, le forme, le apparenze! La morte gli toglierà tutto. Cercate di amare le anime, le ritroverete."

(Hugo, "I miserabili")

sabato 22 marzo 2008

Happy Easter

mercoledì 19 marzo 2008

Laura Folgori - Il fuggir delle ombre


Cheto il timore…

fluisce fra lo scialacquio splendente delle ombre…

Scuro che fugge…

Traccia fulgente ove il cinico buio…

blandisce inquieto il chiaror della Luna…

Va nella gola il sussurro del vento,

e il lontano vociare della fonte…

assopisce il fuggir dell'oscuro…


-Laura Folgori-


martedì 11 marzo 2008

aperta la casa di Augusto al Palatino





Da ieri, lunedì 10 marzo, è tornata visitabile, parzialmente, la casa di Augusto al Palatino,
i cui affreschi sono stati finalmente restaurati dopo anni di lavori.
Si tratta di uno dei monumenti più vasti e importanti dell’area archeologica
del Colle Palatino di Roma e di un avvenimento rilevante per l’archeologia mondiale

Siamo sul Palatino, nella zona più sacra alla Roma delle origini e questa è una reggia del primo imperatore di Roma Ottaviano Augusto, dell'uomo che con Cesare è per la gente la figura emblematica dell'impero romano, al quale è legato il "periodo d'oro" della civiltà romana.
Tutto iniziò nell'anno 36 a.C. quando Augusto, prima ancora di diventare imperatore, cioè prima del 16 gennaio del 27 a.C. , eresse la sua residenza sul colle Palatino; la Casa è formata da una serie di stanze distribuite su due terrazze ed è attigua al Tempio di Apollo.

Non sappiamo se la scelta di erigere la sua residenza sessanta metri sopra il Lupercale, (la grotta dove la lupa allattò Romolo e Remo) sia stata casuale.
Certamente, la domus di Augusto, fondatore dell'Impero, trasformò il Palatino da luogo abitativo a sede ufficiale dell'autorità imperiale.


Il complesso augusteo, che è composto dal Tempio di Apollo Aziaco, dalla Casa dell'Imperatore, dalle biblioteche, dalla casa di Livia (moglie di Augusto), fu dimora per le funzioni private e palazzo imperiale per le funzioni civili, politiche e religiose dato che Augusto era guida e autorità in tutti i settori, con tutti i poteri e le cariche a vita, compresa quella di Pontefice Massimo

Venne identificato soltanto negli anni ‘70, durante le campagne di scavo guidate dal
professor Gianfilippo Carettoni e da allora lunghi e difficilissimi restauri hanno nascosto agli occhi del pubblico gli splendori pittorici che fanno della casa del primo imperatore il maggior complesso pittorico di secondo stile che si sia recuperato negli ultimi decenni.
Gli ambienti sono decorati con affreschi e stucchi e non solo rappresentano un importante esempio di pittura romana della fine del I secolo a.C., ma anche un'opera di restauro con pochi precedenti.
Gli ultimi due anni di intensi lavori si dono concentrati, con interventi statico-strutturali e di ricomposizione e ripristino della decorazione pittorica, sull’area del peristilio di quella che fu la casa di Augusto prima che venisse acclamato imperatore.


Oltre al suo studio personale, impressionante per la fattura degli affreschi in cui spiccano i toni del giallo, del rosso e del nero che fanno da sfondo a grifi alati, cigni, candelabri, e fiori di loto, i restauri restituiscono anche l’accesso al “cubicolo inferiore” e al “grande oecus”, un ambiente di soggiorno e di ricevimento, oltre ad una serie di ambienti di collegamento.

Le decorazioni, ricche, intensamente colorate di rosso pompeiano e di giallo ocra, costituiscono il maggior complesso pittorico
di secondo stile che sia recuperato negli ultimi decenni: per questo, solo nell'ultimo biennio la Casa di Augusto ha ricevuto finanziamenti mirati a rendere finalmente possibile l'apertura al pubblico almeno di questo primo settore dell'intero complesso augusteo.
La visita della dimora augustea permetterà di ammirare, tra l’altro, il giardino con il porticato a colonne.

Nel particolare, in due anni sono stati stanziati 1 milione 790 mila euro, dei quali 250 mila per la Casa di Livia, la cui
apertura al pubblico è imminente.
Fondamentali sono stati i finanziamenti provenienti dall’iniziativa del Mibac Maratonarte.

Un'altra spettacolare scoperta, insomma, nel cuore di un'antica Roma che continua a stupire e a regalare esperienze straordinarie.


(www.iltempo.it, www.lastampa.it, IL MESSAGGERO, www.larepubblica.it, ed altre fonti)
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L'ingresso alla Casa di Augusto non è prenotabile e ne è consentito l'accesso soltanto a piccoli gruppi composti da 5 persone.
Un biglietto unico (Intero € 11,00; ridotto € 6,50) permetterà la visita di un percorso unificato che include
l'accesso all’Anfiteatro Flavio (il Colosseo), alla mostra "Trionfi romani" allestita al suo interno, alle aree del Palatino e del Foro Romano (tornato PURTROPPO a pagamento da febbraio).

lunedì 10 marzo 2008

Leonida 1 - Λεωνίδας "figlio del leone"

Leonida (Sparta, 505 a.c - 455 a.c) (in greco, Λεωνίδας "figlio del leone") è stato il diciassettesimo re di Sparta. Salì al trono nel 489-488 a.C. Era figlio di Anassandrida II e successe a suo fratello Cleomene I.

Nel 480a.C. gli efori, la più importante delle magistrature spartane, mandarono Leonida a difendere il passo delle Termopili dall'armata di Serse, re di Persia.
Insieme a Leonida vi erano solo 7000 soldati alleati (6000 alleati greci, 700 tespiesi)
e i 300 soldati spartani scelti appositamente per il loro talento in battaglia e perché avevano figli maschi; Serse I comandava invece 300.000 persiani!

Secondo un racconto dell'epoca Leonida portò con sé così pochi uomini perché sapeva che nessuno sarebbe tornato indietro vivo: pare, infatti, che Leonida avesse deciso di morire in battaglia poiché un oracolo (l'oracolo di Delfi) aveva profetizzato che Sparta sarebbe sopravvissuta solo con il sacrificio di uno dei suoi re.
Per gli storici, invece, Leonida ebbe con sé pochi uomini perché gli
efori non appoggiavano il piano di difendere il passo delle Termopili e avevano deciso di concentrare i loro sforzi sulla difesa dell'Istmo di Corinto.

Secondo Giulio Cesare, i Re spartani erano allenati fin dall'infanzia alla battaglia e avevano un vero e proprio culto, a suo dire, per pettorali e addominali chelonici (da chélys "testuggine").
Epicuro narra che i regnanti a Sparta erano soliti avere rapporti sessuali intensi e duraturi come saluto alle proprie signore; nello specifico proprio il Re Leonida, racconta Anassimandro, ebbe un epico saluto con la propria consorte.
Infatti, secondo il filosofo, le donne spartane, le uniche a partorire veri uomini, erano solite ammonire così il proprio marito: "
torna col tuo scudo o su di esso".

Molti testi storici (tra i quali le Storie di Erodoto) testimoniano il leggendario coraggio dei soldati della Laconia, regione dell'antica grecia che si può collocare attualmente nel Peloponneso, la penisola meridionale della Grecia continentale, per il quale gli spartani già all'epoca erano famosi.

Nel primo giorno di battaglia, quando Serse intimò ai Greci di gettare le armi, si dice che Leonida abbia risposto "Μολών Λαβέ" (venite a prenderle).
Irridendolo, Serse gli preannunciò che presto "
il sole sarebbe stato oscurato dai dardi e dai giavellotti persiani"; al che Leonida replicò che sarebbe stato tanto meglio, così "avrebbero combattuto all'ombra".
E narra
Plutarco anche che il terzo giorno il re esortò i suoi uomini a fare una colazione abbondante, perché quella notte avrebbero cenato nell' Ade (quindi sarebbero morti).

Gli uomini di Leonida respinsero gli attacchi dei persiani per i primi due giorni, fino a quando il rinnegato Efialte condusse il generale persiano Idarne per un passo montano che sbucava alle spalle dei Greci; a questo punto Leonida divise le sue forze in due gruppi, e rimase nel passo con 300 spartani, 700 tespiesi e 400 tebiani.

Il piccolo gruppo di uomini rimasto con Leonida fu circondato e annientato, eccezion fatta per i tebani che si arresero.
Leonida fu ucciso nel pieno dello scontro.

Fu sepolto con tutti gli onori e con una grande presenza, poco spartana, di persone piangenti e in lutto: gli spartani erano soliti vedere la morte in battaglia come un volere del fato ed erano contrari ad una manifestazione esteriore del lutto.
La statua di un leone fu piazzata nel luogo dove era morto Leonida per commemorare il sacrificio del re e dei suoi uomini. Vi era scolpita questa scritta:
"
Viaggiatore, va' a dire a Sparta che noi siamo morti per ubbidire alle sue leggi!"

(www.wikipedia.org)


domenica 2 marzo 2008

costruttore o giardiniere - P. Coelho

"Ogni essere umano, nel corso della propria esistenza, può adottare due atteggiamenti:
costruire o piantare.
I costruttori possono passare anni impegnati nel loro compito, ma presto o tardi concludono quello che stavano facendo.
Allora si fermano, e restano lì, limitati dalle loro stesse pareti.
Quando la costruzione è finita, la vita perde di significato.

Quelli che piantano soffrono con le tempeste e le stagioni, raramente riposano.
Ma, al contrario di un edificio, il giardino non cessa mai di crescere.
Esso richiede l'attenzione del giardiniere, ma, nello stesso tempo, gli permette di vivere come in una grande avventura."

Paulo Coelho

sabato 9 febbraio 2008

perchè tu mi oda - Pablo Neruda

Perché tu mi oda
le mie parole
a volte si assottigliano
come le orme dei gabbiani sulle spiagge.

Collana, sonaglio ebbro
per le tue mani dolci come l'uva.

E le vedo lontane le mie parole.
Più che mie esse son tue.
Si arrampicano sul mio vecchio dolore come l'edera.

Si arrampicano così sulle pareti umide.
Sei tu la colpevole di questo gioco sanguinoso.
Esse fuggono dal mio rifugio oscuro.
Tu riempi tutto, tutto.

Prima di te popolarono la solitudine che occupi,
e sono abituate più di te alla mia tristezza.
Ora voglio che dicano ciò che voglio dirti
perché tu oda come voglio che m'oda.

Il vento dell'angoscia ancora le trascina.
Uragani di sogni a volte ancora le abbattono.
Senti altre voci nella mia voce addolorata.
Pianto di vecchie bocche, sangue di vecchie suppliche.
Amami, compagna. Non abbandonarmi. Seguimi.
Seguimi, compagna, in quest'onda di angoscia.

Ma vanno tingendosi del tuo amore le mie parole.
Tu occupi tutto, tutto.

Ne farò di tutte una collana infinita
per le tue mani bianche, dolci come l'uva.

(Paolo Neruda)

domenica 3 febbraio 2008

quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti

Considerate la vostra chiamata, fratelli: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, nè molti potenti, nè molti nobili.

Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perchè nessuno possa vantarsi davanti a Dio.

(dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai corinzi 1, 26-31)