martedì 29 aprile 2008

Gianni Alemanno new mayor of Rome

Rome elects capital's first right-wing mayor in postwar Italy!
Gianni Alemanno took 53.6% of the vote to 46.3 percent for Francesco Rutelli, a former two-time center-left Rome mayor, according to the municipality.

The conservative candidate entered the race as the underdog, but successfully rode the momentum of Berlusconi's triumph in national elections two weeks ago to win the runoff against Rutelli that took place Sunday and Monday.
Since the end of WWII, the Italian capital has been governed mainly by Christian Democrat or leftist administrations.

Hundreds of Alemanno supporters celebrated in Michelangelo's Piazza del Campidoglio, in front of the municipal offices, waving Italian flags and singing the national anthem.

Speaking earlier at his headquarters, Alemanno promised to be a mayor for all Romans.

"This wasn't a victory for a party but for the whole of Rome," he said. "The result shows I received broad support and I will take that into account when governing the city."

Alemanno focused his campaign on demands for improved security, in the wake of a crime wave blamed mainly on foreigners. He pushed for a change after 15 years of center-left administrations led by Rutelli and later by Walter Veltroni, who quit the post earlier this year to challenge Berlusconi in the national vote.

Alemanno, a former agriculture minister in one of Berlusconi's governments, is a leader of the National Alliance — a former neo-fascist party that turned mainstream conservative and is a key Berlusconi ally.

In the first round two weeks ago, Rutelli won 45% of the vote, against 40% for the conservatives. But Alemanno may have jumped ahead thanks to the votes of small centrist and far-right parties whose candidates were eliminated.

(Roma, 28 aprile 2008)

sabato 19 aprile 2008

Vallo di Adriano

Il Vallo di Adriano (in latinoVallum Hadriani), fatto costruire dall'imperatore Adriano (117-138), era una fortificazione in pietra che anticamente segnava il confine tra la provincia romana occupata della Britannia a la Caledonia (ovvero l'attuale Scozia): questa fortificazione divideva l'isola in due parti.

Il vallo di Adriano faceva parte del limes romano (linea di confine, limite: l'equivalente della Grande Muraglia cinese o della più recente Linea Maginot, ovvero una barriera per difendersi all'interno dei confini imperiali).
Il muro rappresentò il confine più settentrionale dell’Impero Romano in Britannia per gran parte del dominio romano su queste terre, era inoltre il confine più pesantemente fortificato dell'intero impero.

Oltre al suo impiego come fortificazione militare, si ritiene che le porte di accesso attraverso il vallo siano servite come dogane per permettere la tassazione delle merci.

Il Vallo di Adriano venne costruito a seguito della visita dell'Imperatore Romano Adriano per prevenire le incursioni delle tribù dei Pitti che calavano da nord.
Adriano stava sperimentando difficoltà militari, non solo in Britannia, ma anche da parte delle popolazioni di vari territori occupati in tutto l'impero.
La costruzione ebbe inizio tra il 122 e il 125 e venne largamente completata nel giro di dieci anni, con soldati di tutte e tre le legioni occupanti che parteciparono ai lavori.

Il muro venne costruito inizialmente con una larghezza di 3 metri, ma le sezioni successive vennero ridotte a 2,5 m; l'altezza è stata stimata a circa 4 o 5 metri.
Lungo il muro erano posizionati 14 forti ausiliari: c'erano 80 fortini adiacenti alle porte, uno ogni miglio romano (1000 passi, 1480m); due torrette erano poste nel tratto che separava ogni coppia di fortini, erano probabilmente utilizzate come punti di osservazione e segnalazione.


Il muro era parte di un sistema difensivo che, da nord a sud comprendeva:

  • un glacis (dal francese pendio, scarpata) e un profondo fossato, armato con file di pali appuntiti
  • il muro
  • una strada militare
  • il Vallum: due grossi argini con un fossato nel mezzo. Il Vallum probabilmente delimitava una zona militare piuttosto che essere inteso come fortificazione principale, anche se le tribù britanniche stanziate a sud erano anch'esse talvolta un problema.

Una significativa porzione del vallo è ancora esistente, in particolare la parte centrale, e per gran parte della sua lunghezza, il percorso del muro può essere seguito a piedi.
Esso costituisce la principale attrazione turistica dell'Inghilterra settentrionale, dove è noto semplicemente come Roman Wall (muraglia romana). Il Vallo di Adriano corre per 120 km da Wallsend, sul fiume Tyne, alla costa del Solway Firth.
Il muro è completamente in territorio inglese, e rimane a sud del confine della Scozia per 15 km ad ovest e per 110 km ad est.

Il Vallo di Adriano è diventato patrimonio dell’umanità dell’UNESCO nel 1987.

(www.wikipedia.it)

mercoledì 2 aprile 2008

"Guai purtroppo a chi avrà amato solo i corpi, le forme, le apparenze! La morte gli toglierà tutto. Cercate di amare le anime, le ritroverete."

"La riduzione dell'universo a un solo essere, la dilatazione d'un solo essere a Dio, ecco l'amore"

"Guai purtroppo a chi avrà amato solo i corpi, le forme, le apparenze! La morte gli toglierà tutto. Cercate di amare le anime, le ritroverete."

(Hugo, "I miserabili")

sabato 22 marzo 2008

Happy Easter

mercoledì 19 marzo 2008

Laura Folgori - Il fuggir delle ombre


Cheto il timore…

fluisce fra lo scialacquio splendente delle ombre…

Scuro che fugge…

Traccia fulgente ove il cinico buio…

blandisce inquieto il chiaror della Luna…

Va nella gola il sussurro del vento,

e il lontano vociare della fonte…

assopisce il fuggir dell'oscuro…


-Laura Folgori-


martedì 11 marzo 2008

aperta la casa di Augusto al Palatino





Da ieri, lunedì 10 marzo, è tornata visitabile, parzialmente, la casa di Augusto al Palatino,
i cui affreschi sono stati finalmente restaurati dopo anni di lavori.
Si tratta di uno dei monumenti più vasti e importanti dell’area archeologica
del Colle Palatino di Roma e di un avvenimento rilevante per l’archeologia mondiale

Siamo sul Palatino, nella zona più sacra alla Roma delle origini e questa è una reggia del primo imperatore di Roma Ottaviano Augusto, dell'uomo che con Cesare è per la gente la figura emblematica dell'impero romano, al quale è legato il "periodo d'oro" della civiltà romana.
Tutto iniziò nell'anno 36 a.C. quando Augusto, prima ancora di diventare imperatore, cioè prima del 16 gennaio del 27 a.C. , eresse la sua residenza sul colle Palatino; la Casa è formata da una serie di stanze distribuite su due terrazze ed è attigua al Tempio di Apollo.

Non sappiamo se la scelta di erigere la sua residenza sessanta metri sopra il Lupercale, (la grotta dove la lupa allattò Romolo e Remo) sia stata casuale.
Certamente, la domus di Augusto, fondatore dell'Impero, trasformò il Palatino da luogo abitativo a sede ufficiale dell'autorità imperiale.


Il complesso augusteo, che è composto dal Tempio di Apollo Aziaco, dalla Casa dell'Imperatore, dalle biblioteche, dalla casa di Livia (moglie di Augusto), fu dimora per le funzioni private e palazzo imperiale per le funzioni civili, politiche e religiose dato che Augusto era guida e autorità in tutti i settori, con tutti i poteri e le cariche a vita, compresa quella di Pontefice Massimo

Venne identificato soltanto negli anni ‘70, durante le campagne di scavo guidate dal
professor Gianfilippo Carettoni e da allora lunghi e difficilissimi restauri hanno nascosto agli occhi del pubblico gli splendori pittorici che fanno della casa del primo imperatore il maggior complesso pittorico di secondo stile che si sia recuperato negli ultimi decenni.
Gli ambienti sono decorati con affreschi e stucchi e non solo rappresentano un importante esempio di pittura romana della fine del I secolo a.C., ma anche un'opera di restauro con pochi precedenti.
Gli ultimi due anni di intensi lavori si dono concentrati, con interventi statico-strutturali e di ricomposizione e ripristino della decorazione pittorica, sull’area del peristilio di quella che fu la casa di Augusto prima che venisse acclamato imperatore.


Oltre al suo studio personale, impressionante per la fattura degli affreschi in cui spiccano i toni del giallo, del rosso e del nero che fanno da sfondo a grifi alati, cigni, candelabri, e fiori di loto, i restauri restituiscono anche l’accesso al “cubicolo inferiore” e al “grande oecus”, un ambiente di soggiorno e di ricevimento, oltre ad una serie di ambienti di collegamento.

Le decorazioni, ricche, intensamente colorate di rosso pompeiano e di giallo ocra, costituiscono il maggior complesso pittorico
di secondo stile che sia recuperato negli ultimi decenni: per questo, solo nell'ultimo biennio la Casa di Augusto ha ricevuto finanziamenti mirati a rendere finalmente possibile l'apertura al pubblico almeno di questo primo settore dell'intero complesso augusteo.
La visita della dimora augustea permetterà di ammirare, tra l’altro, il giardino con il porticato a colonne.

Nel particolare, in due anni sono stati stanziati 1 milione 790 mila euro, dei quali 250 mila per la Casa di Livia, la cui
apertura al pubblico è imminente.
Fondamentali sono stati i finanziamenti provenienti dall’iniziativa del Mibac Maratonarte.

Un'altra spettacolare scoperta, insomma, nel cuore di un'antica Roma che continua a stupire e a regalare esperienze straordinarie.


(www.iltempo.it, www.lastampa.it, IL MESSAGGERO, www.larepubblica.it, ed altre fonti)
_______________________________________________

L'ingresso alla Casa di Augusto non è prenotabile e ne è consentito l'accesso soltanto a piccoli gruppi composti da 5 persone.
Un biglietto unico (Intero € 11,00; ridotto € 6,50) permetterà la visita di un percorso unificato che include
l'accesso all’Anfiteatro Flavio (il Colosseo), alla mostra "Trionfi romani" allestita al suo interno, alle aree del Palatino e del Foro Romano (tornato PURTROPPO a pagamento da febbraio).

lunedì 10 marzo 2008

Leonida 1 - Λεωνίδας "figlio del leone"

Leonida (Sparta, 505 a.c - 455 a.c) (in greco, Λεωνίδας "figlio del leone") è stato il diciassettesimo re di Sparta. Salì al trono nel 489-488 a.C. Era figlio di Anassandrida II e successe a suo fratello Cleomene I.

Nel 480a.C. gli efori, la più importante delle magistrature spartane, mandarono Leonida a difendere il passo delle Termopili dall'armata di Serse, re di Persia.
Insieme a Leonida vi erano solo 7000 soldati alleati (6000 alleati greci, 700 tespiesi)
e i 300 soldati spartani scelti appositamente per il loro talento in battaglia e perché avevano figli maschi; Serse I comandava invece 300.000 persiani!

Secondo un racconto dell'epoca Leonida portò con sé così pochi uomini perché sapeva che nessuno sarebbe tornato indietro vivo: pare, infatti, che Leonida avesse deciso di morire in battaglia poiché un oracolo (l'oracolo di Delfi) aveva profetizzato che Sparta sarebbe sopravvissuta solo con il sacrificio di uno dei suoi re.
Per gli storici, invece, Leonida ebbe con sé pochi uomini perché gli
efori non appoggiavano il piano di difendere il passo delle Termopili e avevano deciso di concentrare i loro sforzi sulla difesa dell'Istmo di Corinto.

Secondo Giulio Cesare, i Re spartani erano allenati fin dall'infanzia alla battaglia e avevano un vero e proprio culto, a suo dire, per pettorali e addominali chelonici (da chélys "testuggine").
Epicuro narra che i regnanti a Sparta erano soliti avere rapporti sessuali intensi e duraturi come saluto alle proprie signore; nello specifico proprio il Re Leonida, racconta Anassimandro, ebbe un epico saluto con la propria consorte.
Infatti, secondo il filosofo, le donne spartane, le uniche a partorire veri uomini, erano solite ammonire così il proprio marito: "
torna col tuo scudo o su di esso".

Molti testi storici (tra i quali le Storie di Erodoto) testimoniano il leggendario coraggio dei soldati della Laconia, regione dell'antica grecia che si può collocare attualmente nel Peloponneso, la penisola meridionale della Grecia continentale, per il quale gli spartani già all'epoca erano famosi.

Nel primo giorno di battaglia, quando Serse intimò ai Greci di gettare le armi, si dice che Leonida abbia risposto "Μολών Λαβέ" (venite a prenderle).
Irridendolo, Serse gli preannunciò che presto "
il sole sarebbe stato oscurato dai dardi e dai giavellotti persiani"; al che Leonida replicò che sarebbe stato tanto meglio, così "avrebbero combattuto all'ombra".
E narra
Plutarco anche che il terzo giorno il re esortò i suoi uomini a fare una colazione abbondante, perché quella notte avrebbero cenato nell' Ade (quindi sarebbero morti).

Gli uomini di Leonida respinsero gli attacchi dei persiani per i primi due giorni, fino a quando il rinnegato Efialte condusse il generale persiano Idarne per un passo montano che sbucava alle spalle dei Greci; a questo punto Leonida divise le sue forze in due gruppi, e rimase nel passo con 300 spartani, 700 tespiesi e 400 tebiani.

Il piccolo gruppo di uomini rimasto con Leonida fu circondato e annientato, eccezion fatta per i tebani che si arresero.
Leonida fu ucciso nel pieno dello scontro.

Fu sepolto con tutti gli onori e con una grande presenza, poco spartana, di persone piangenti e in lutto: gli spartani erano soliti vedere la morte in battaglia come un volere del fato ed erano contrari ad una manifestazione esteriore del lutto.
La statua di un leone fu piazzata nel luogo dove era morto Leonida per commemorare il sacrificio del re e dei suoi uomini. Vi era scolpita questa scritta:
"
Viaggiatore, va' a dire a Sparta che noi siamo morti per ubbidire alle sue leggi!"

(www.wikipedia.org)


domenica 2 marzo 2008

costruttore o giardiniere - P. Coelho

"Ogni essere umano, nel corso della propria esistenza, può adottare due atteggiamenti:
costruire o piantare.
I costruttori possono passare anni impegnati nel loro compito, ma presto o tardi concludono quello che stavano facendo.
Allora si fermano, e restano lì, limitati dalle loro stesse pareti.
Quando la costruzione è finita, la vita perde di significato.

Quelli che piantano soffrono con le tempeste e le stagioni, raramente riposano.
Ma, al contrario di un edificio, il giardino non cessa mai di crescere.
Esso richiede l'attenzione del giardiniere, ma, nello stesso tempo, gli permette di vivere come in una grande avventura."

Paulo Coelho

sabato 9 febbraio 2008

perchè tu mi oda - Pablo Neruda

Perché tu mi oda
le mie parole
a volte si assottigliano
come le orme dei gabbiani sulle spiagge.

Collana, sonaglio ebbro
per le tue mani dolci come l'uva.

E le vedo lontane le mie parole.
Più che mie esse son tue.
Si arrampicano sul mio vecchio dolore come l'edera.

Si arrampicano così sulle pareti umide.
Sei tu la colpevole di questo gioco sanguinoso.
Esse fuggono dal mio rifugio oscuro.
Tu riempi tutto, tutto.

Prima di te popolarono la solitudine che occupi,
e sono abituate più di te alla mia tristezza.
Ora voglio che dicano ciò che voglio dirti
perché tu oda come voglio che m'oda.

Il vento dell'angoscia ancora le trascina.
Uragani di sogni a volte ancora le abbattono.
Senti altre voci nella mia voce addolorata.
Pianto di vecchie bocche, sangue di vecchie suppliche.
Amami, compagna. Non abbandonarmi. Seguimi.
Seguimi, compagna, in quest'onda di angoscia.

Ma vanno tingendosi del tuo amore le mie parole.
Tu occupi tutto, tutto.

Ne farò di tutte una collana infinita
per le tue mani bianche, dolci come l'uva.

(Paolo Neruda)

domenica 3 febbraio 2008

quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti

Considerate la vostra chiamata, fratelli: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, nè molti potenti, nè molti nobili.

Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perchè nessuno possa vantarsi davanti a Dio.

(dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai corinzi 1, 26-31)

domenica 6 gennaio 2008

La povertà della giovinezza - Victor Hugo - I miserabili

La povertà nella giovinezza, quando riesce, ha un lato magnifico: essa rivolge tutta la volontà verso lo sforzo e tutta l’anima verso l’aspirazione, mette immediatamente a nudo la vita materiale rendendola ignobile; di qui sorgono gli inesprimibili slanci verso la vita ideale.
Il giovane ricco ha mille distrazioni brillanti e grossolane; le corse dei cavalli, la caccia, i cani, il tabacco, il gioco, i lauti banchetti e il resto; tutte cose che occupano la parte bassa dell’anima a spese della parte nobile e delicata.
Il giovane povero si arrabatta per guadagnarsi il pane, poi mangia e, una volta finito, non gli resta che il sogno.
Va agli spettacoli che Dio gli offre gratuitamente, contempla il cielo, lo spazio, gli astri, i fiori, i fanciulli, l’umanità i mezzo alla quale egli soffre, la creazione in mezzo alla quale egli è raggiante, scruta così a fondo l’umanità e la creazione da scorgervi nell’una l’anima e nell’altra Dio.
Medita e si sente grande, medita ancora e si sente misericordioso; dall’egoismo dell’uomo che soffre passa alla compassione dell’uomo che pensa.
Sboccia in lui un sentimento mirabile, l’oblio di sé e la pietà per tutti.
Pensando agli innumerevoli godimenti che la natura offre, dona e prodiga agli animi aperti e rifiuta a quelli chiusi, egli, milionario dell’intelligenza, giunge a compiangere i milionari del danaro: ogni odio sparisce dal suo cuore a mano a mano che la sua mente si compenetra di luce.
Forse ch’egli è infelice?
No, la miseria di un giovane non è mai miserabile: qualunque ragazzo, per quanto povero, con buona salute e in forze, con il passo vivace, gli occhi splendenti, il sangue che gli circola caldo nelle vene, i capelli neri, le guance fresche, le labbra rosee, i denti candidi, l’alito puro, desterà sempre l’invidia del vecchio imperatore.
E ogni mattina egli ricomincia a guadagnarsi il pane e mentre le sue mani attendono a questo, la sua spina dorsale ci guadagna in fierezza e la sua mente in idee.
Finito il lavoro, egli ritorna alle estasi ineffabili, alle contemplazioni, ai guadi: vive con i piedi tra i patimenti, gli ostacoli, sul lastrico, trai rovi, e talvolta nel fango, ma con il capo nella luce.
E’ fermo, sereno, mite, calmo, attento, serio, contento di poco, affabile e benedice Iddio di avergli concesso quelle due ricchezze che mancano a molti ricchi: il lavoro che lo rende libero e il pensiero che lo fa degno.
Così era accaduto a Marius, anzi, per non tacere nulla, si era abbandonato un po’ troppo alla contemplazione.
Dopo esser giunto ad assicurarsi pressappoco i mezzi di vita, non aveva proseguito oltre non dispiacendogli la povertà e sottraendo al lavoro per dare alla fantasia: trascorreva cioè talvolta giornate intere a sognare, sprofondato e assorto come un visionario nelle tacite voluttà dell’estasi e del gaudio interiore.
Aveva posto così il problema della sua vita: lavorare il meno possibile materialmente per dedicarsi il più possibile al lavoro impalpabile; in altre parole dedicar poche ore alla vita reale e disperdere il resto all’infinito.
(Victor Hugo; “I miserabili”)

giovedì 3 gennaio 2008

nido del cuculo - mi dovevo fa' i capelli

da morir dal ridere....

mercoledì 2 gennaio 2008

Buon 2008!

Finalmente sono tornato; 15 giorni senza internet a causa di un guasto alla linea che i tecnici di Tele2 si son ben guardati dal riparare durante il periodo festivo.
Ma tutto è bene quel che finisce bene ed il nuovo anno si apre con la bella notizia della linea adsl riparata.

(ma come si faceva quando non c'era internet??? In realtà quando ero piccolo non c'erano nemmeno i cellulari, ma ho capito con il tempo di potere fare assolutamente a meno del telefonino.
Ma internet...come si fa a fare a meno di internet?
Io appena ho bisogno di qualcosa consulto subito internet! Ho un conto corrente on line, ricarico il cellulare on line, acquisto i biglietti degli eventi on line, ecc.; e poi ci sono i miei blog.
Poveri pargoletti rimasti soli soletti per 15 giorni!!!)

Aperta e chiusa la parentesi, faccio a tutti i frequentatori del blog i migliori auguri di buon anno!
Ricordo a tutti che questo è un anno bisestile, dunque bizzarro per definizione; può essere entusiasmante per qualcuno, devastante per altri; della serie "maneggiare con cura!".

Per la cronaca, è stata la notte di Capodanno più bizzarra della mia vita, ma è stata anche una serata molto bella!
Una serata in cui molte persone importanti erano accanto a me; mi sono sentito fortunato!

Saluto con affetto il 2007, un anno che ricorderò come positivo e sereno; per il 2008 spero di continuare così, aggiungendo qualcosa (cosa?? Lo scopriremo solo vivendo....)

mercoledì 12 dicembre 2007

New Jersey, verso fine pena morte

Sarà il primo Stato ad abrogarla

Il New Jersey si prepara ad abolire per primo la pena di morte.
Con uno storico voto dell'Assemblea previsto a favore degli abolizionisti sarà bandita le pena capitale, reintrodotta nel 1976 dalla Corte Suprema.
Nelle scorse ore il Senato statale ha dato il primo via libera al decreto ed ora si attende lo scontato verdetto dell'Assemblea.
Grazie a questa decisione otto detenuti nel braccio della morte avranno salva la vita.

Intanto nel Tennessee è già saltata l'ultima esecuzione in programma nel 2007: un giudice federale ha deciso il rinvio in attesa di un parere della Corte Suprema sulla legalità delle iniezioni letali atteso per l'estate.
Un ulteriore segnale positivo per la battaglia internazionale contro le pene capitali fortemente sostenuta anche dall'Italia.
La prossima settimana alle Nazioni Unite l'Assemblea Generale approverà con largo margine la moratoria della pena di morte alla fine di un dibattito nel corso del quale gli Stati Uniti, a differenza di altre occasioni, hanno tenuto un basso profilo.

La prima spinta verso l'abolizione della pena capitale in New Jersey, dove la camera della morte era stata riaperta nel 1982, è arrivata dal Senato statale, considerato finora il maggiore ostacolo sul cammino degli abolizionisti.
Il governatore Jon Corzine, un democratico contrario alla pena di morte, ha promesso di ratificare il provvedimento che commuterà la pena capitale nel carcere a vita per otto detenuti tra cui Jesse Timmendquas, un pedofilo condannato per l'assassinio di una bambina di sette anni nel 1994.

Ma il New Jersey e il Tenessee non sono gli unici stati ad aver iniziato un confronto per cancellare negli Usa la pena capitale.
Il Nebraska, il Montana, il Maryland e il New Mexico hanno messo in agenda leggi per abolire la pena di morte che però sono state bocciate sia pure di stretto margine.
Finora il bando della pena di morte negli Stati Uniti è passato attraverso sentenze o decisioni di un governatore: tra queste la sentenza del 2004, che ha dichiarato incostituzionale la legge dello stato di New York, e le moratorie in Illinois e Maryland.
Al momento negli Usa solo 13 stati non hanno la pena di morte nei loro ordinamento.

(http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo391897.shtml)

sabato 8 dicembre 2007

Inno alla Vergine - Dante - Paradiso XXIII

Vergine madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d'eterno consiglio,

tu se' colei che l'umana natura
nobilitasti sì, che 'l suo fattore,
non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l'amore
per lo cui caldo ne l'eterna pace
così è germinato questo fiore.

Qui se' a noi meridiana face
di caritate, e giuso, intra i mortali,
se' di speranza fontana vivace.

Donna, se' tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia ed a te non ricorre,
sua distanza vuol volare sanz' ali.

La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fiate
liberamente al dimandar precorre.

In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s'aduna
quantunque in cretura è di bontate.

(Dante, Paradiso XXXIII)

mercoledì 21 novembre 2007

Scoperto il lupercale, la grotta dove la lupa allattò Romolo e Remo

ROMA - E' stato trovato quello che può essere identificato come il 'lupercale', la grotta-santuario dove, secondo la leggenda, la lupa allattò Romolo e Remo, i fondatori di Roma.
La scoperta è stata annunciata dal ministro dei Beni e delle Attività Culturali Francesco Rutelli, che ha indicato il sito dove nell'estate scorsa una sonda è penetrata in un foro di una volta sette metri sotto il livello di calpestio scattando alcune foto della struttura sepolta nel colle Palatino.


La cupola nascosta da quasi duemila anni, si trova adiacente le mura della dimora di Augusto, in un avvallamento e in un'area mai esplorata, compresa tra il tempio di Apollo e la chiesa di Sant'Anastasia.

La struttura è a forma di ninfeo e sembra essere una grotta in parte naturale e in parte artificiale, alta circa 9 metri e con un diametro di 7,5. Il pavimento della grotta si trova a oltre 16 metri sotto il livello di calpestio. Al centro della volta ornata da marmi di vari colori compare una grande aquila bianca, il cui significato simbolico deve ancora essere interpretato. Rutelli ha sottolineato l'importanza della scoperta: "L'Italia e Roma non finiscono mai di stupire il mondo con continue scoperte archeologiche ed artistiche ed è incredibile pensare che possa essere stato trovato un luogo mitologico, oggi diventato finalmente reale".
Ci sarà da lavorare, secondo gli archeologi, molto per portare a termine il complesso compito di liberare l'intera grotta dai detriti, sempre se non verranno trovate altre costruzioni.


I primi sondaggi sono stati effettuati un paio di anni fa, come spiega il soprintendente per i beni archeologici di Roma Angelo Bottini. "Allora non sapevamo davanti a cosa ci trovavamo ma - ha detto - studi successivi hanno messo in evidenza la coincidenza delle fonti letterarie antiche con il luogo in cui eravamo. Tra luglio e agosto scorsi abbiamo potuto scattare alcune foto di parte della grotta con il laser scanner grazie a un foro nella volta della cupola causato da un precedente crollo ".
Rutelli ha annunciato che il 10 dicembre prossimo saranno presentati i lavori ultimati presso la casa di Augusto e che tutto il complesso dove dimorava il primo imperatore romano sarà aperto al pubblico per l'inizio del 2008.


"Questa scoperta di enorme importanza scientifica - ha commentato il sindaco di Roma Walter Veltroni - è la dimostrazione di quali tesori la nostra città ancora preservi e quanto sia possibile ancora ottenere da quel lavoro quotidiano fatto di passione, professionalità e impegno, che ha consentito agli archeologi delle sovrintendenze. di portare alla lice e consegnare non solo alla città ma al mondo intero un luogo tra i più sacri della Roma antica".

(http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_44873592.html)

lunedì 5 novembre 2007

Ciao "barone" - Niels Liedholm - di Francesco Fagioli

Ci sono tanti racconti, tanti immagini e tanti personaggi che accendono le fantasie dei piccoli.
Tra questi personaggi c'era un "grande nonno", che ammiravo con l'ingenuità e la dolcezza che solo la sincerità di un bambino sa esprimere.
La passione per una squadra di calcio, si dice, nasce da piccoli quando ci si innamora di quei personaggi impressi negli album della Panini, quando con gli "amichetti" di scuola si gioca e si fantastica immaginando di essere uno di quei "miti".
Avevo appena 5 anni e 8 mesi di vita quando improvvisamente la mia città esplose in una gioia fragorosa e si colorò di giallorosso; la Roma aveva vinto, dopo un'attesa di 41 anni, il suo secondo, sospirato, scudetto!
Uno scudetto che portava l'immagine di tanti campioni che per noi bambini divennero subito personaggi "mitologici"; portava il nome di "Marazico", Bruno Conti, del "bomber", Roberto Pruzzo, del grande Capitano, Agostino di Bartolomei, del "divino", Paulo Roberto Falcao.
E su tutti questi personaggi spiccava la figura di colui che li guidava, li istruiva, sembrava esserne "il grande nonno".
Costui era il "barone", l'allenatore dello scudetto, il grande Niels Liedholm.
Oggi Niels Liedholm ci ha lasciato all'età di 85 anni e la notizia ha impresso nel mio animo un forte sentimento di nostalgia e di gratitudine...
La nostalgia per gli anni in cui la vita sembrava essere solo un gioco, per gli anni in cui i sogni e le emozioni dominavano su qualsiasi forma di calcolo e utilitarismo, per l'età nella quale mi addormentavo con il sorriso e gli occhi lucidi pensando a quei "miti" che sapevano accendere la mia fantasia e regalarmi quelle gioie così semplici e spontanee.
La gratitudine verso colui che ha contribuito ad accendere una passione che non ha mai smesso di emozionarmi anche ora che sono grande; verso colui che, insieme al compianto Presidente Dino Viola, ha saputo rendere grande la Roma e, come dice una canzone, rendere "uno stadio un re!"; verso colui che era "il condottiero" dei miei "miti"e che ha saputo trasformare quella grande squadra in una leggenda!
Questa sera, prima di addormentarmi, ti dedicherò un pensiero, grande mister Niels Liedholm; lo farò attingendo a quei ricordi ed a quelle immagini catturate dagli occhi di quel bambino...



martedì 30 ottobre 2007

lentamente muore - P. Neruda - Muore lentamente chi evita una passione...

LENTAMENTE MUORE

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza,
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna
o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo
di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza
porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

(P. Neruda)

martedì 23 ottobre 2007

Happy birthday to me!!!

Oggi compio 30 ANNI!!!!

AIUTOOOOO.......

giovedì 18 ottobre 2007

Booker Prize 2007: the winner is Anne Enright with " The Gathering"

Il Man Booker Prize, il prestigioso e ambito premio letterario di lingua inglese è stato assegnato quest'anno a Anne Enright, 45 anni.
La scrittrice irlandese si è aggiudicata il riconoscimento, comprensivo di un assegno di 50mila sterline, per il romanzo The Gathering.
Questo è il quarto romanzo di Anne Enright ed è una saga familiare che attraversa tre generazioni «Noi pensiamo che questo romanzo segnerà il nostro tempo e ne sentiremo parlare anche in futuro - ha detto sir Howard Davies, presidente della giuria, annunciando la vincitrice durante una cerimonia a Londra - La conclusione del romanzo è assai brillante e le ultime frasi sono tra le migliori che io abbia mai letto».

Il
Man Booker Prize è assegnato al miglior romanzo dell'anno scritto in inglese da uno scrittore del Commonwealth e della Repubblica d'Irlanda.
La Enright ha vinto sconfiggendo il grande favorito Ian McEwan, già premiato nel 1998, in gara quest'anno con On Chesil Beach e il romanziere neozelandese Lloyd Jones, in finale con Mister Pip.

(tratto da:http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=11245&sez=HOME_SPETTACOLO)

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Anne Enright was named the winner of the £50,000 Man Booker Prize for Fiction for her novel The Gathering, published by Jonathan Cape.
Enright, 45,
is the second Irish woman to win the prize, joining compatriots Iris Murdoch, Roddy Doyle and John Banville who won the prize in 1978, 1993 and 2005 respectively.
Chair of the judges,
Howard Davies, made the announcement, which was broadcast live on the BBC Ten O’ Clock News, at the awards dinner at the Guildhall, London.
Howard Davies said:
’The Gathering is an unflinching look at a grieving family. It’s the bleakness of one woman’s vision, a bleakness rooted in her family, her marriage and the death of her brother.’
Davies said that the winning title was a ‘powerful, uncomfortable and even at times angry book’ but went on to explain that the family epic was a ‘very readable and satisfying novel’.
Anne Enright admitted that ‘when people pick up a book they may want something that will cheer them up, in that case they shouldn’t really pick up my book… my book is the equivalent of a Hollywood weepie.’
Howard Davies confirmed that the judges’ decision had been unanimous.

He divulged that when they had put The Gathering on the longlist they ‘didn’t expect it to emerge as a winner.’ He went on to say, ‘It is a very intense piece of writing which does repay re-reading.’

Anne Enright was born in Dublin where she continues to live and work.
She is the author of three previous novels: The Wig My Father Wore (1995), What Are You Like? (2000) and The Pleasure of Eliza Lynch (2002). Reviewers have called her winning book ‘distinctive’ in its ‘exhilarating bleakness’.

(http://www.themanbookerprize.com/news/stories/1004)

martedì 16 ottobre 2007

ARS PERUGIA

Ho una cugina superspeciale che milita nella serie C UMBRIA di volley...tutti i frequentatori del blog sono tenuti a tifare per lei e a simpatizzare per la società nella quale milita: l'ARS PERUGIA.
E' riportato quì sotto il link per accedere al calendario completo delle partite...
FORZA CARLA, tvb!!!!!!

http://portal.federvolley.it/portal/page?_pageid=207,1661800&_dad=portal&_schema=PORTAL

giovedì 11 ottobre 2007

John Grisham - a "moderate Baptist"





Secondo di cinque fratelli, Grisham è nato nel 1955 a Jonesboro, Arkansas, in una modesta famiglia del sud.
Suo padre ha lavorato come operaio edile e coltivatore del cotone. Dopo essersi spostati spesso, la famiglia si è trasferita nel 1967 nella piccola città di Southaven, Mississippi.

Consigliato dalla madre, il giovane Grisham divenne un avido lettore, influenzato particolarmente dal lavoro di John Steinbeck di cui ammirava la chiarezza.

Mentre studiava alla Mississippi State University, Grisham cominciò a tenere un diario, una pratica che successivamente lo ha aiutato nelle sue attività creative.

Dopo aver conseguito la laurea in legge nel 1981, ha esercitato la professione di avvocato nella piccola città Southaven per quasi un decennio.

Nel 1983 venne eletto per i Democratici alla Camera dei Rappresentanti del Mississippi, dove resterà fino al 1990 pur continuando la sua professione di avvocato.

Nel suo tempo libero, e come hobby, Grisham cominciò a lavorare al suo primo romanzo, nel quale esplorava cosa sarebbe accaduto se il padre di una ragazza stuprata avesse assassinato i suoi aggressori.
Nel 1987, dopo tre anni di lavoro, la sua opera prima, A Time to Kill (Il momento di uccidere), venne completata; inizialmente rifiutata da diversi editori, venne infine accettata dalla Wynwood Press, che lo pubblicò nel giugno 1988 con una tiratura di sole 5.000 copie.

Appena finito di scrivere Il momento di uccidere, Grisham iniziò subito un nuovo romanzo.

Il cliente fu il settimo romanzo più venduto del 1991.
La rivista statunitense Publishers Weekly dichiarò Grisham: "Lo scrittore maggiormente venduto degli anni novanta", con un totale di 60.742.289 copie.

I suoi romanzi sono definiti legal thriller, riprendono molto dalla sua esperienza di avvocato e sono stati oggetto di numerose versioni cinematografiche
.

Bibliografia
1989 - Il momento di uccidere (A Time to Kill), Mondadori (ISBN 8804506938)
1991 - Il socio (The Firm), Mondadori (ISBN 8804384581)
1992 - Il rapporto Pelican (The Pelican Brief)
1993 - Il cliente (The Client), Mondadori (ISBN 8804400102)
1994 - L'appello (The Chamber), Mondadori (ISBN 8804407220)
1995 - L'uomo della pioggia (The Rainmaker), Mondadori (ISBN 8804423013)
1996 - La giuria (The Runaway Jury), Mondadori (ISBN 8804408634)
1997 - Il partner (The Partner), Mondadori (ISBN 8804454121)
1998 - L'avvocato di strada (The Street Lawyer), Mondadori (ISBN 8804471905)
1999 - Il testamento (The Testament), Mondadori (ISBN 8804484012)
2000 - I confratelli (The Brethren), Mondadori (ISBN 8804498528)
2001 - La casa dipinta (A Painted House), Mondadori (ISBN 8804505281)
2001 - Fuga dal Natale (Skipping Christmas), Mondadori (ISBN 8804536799)
2002 - La convocazione (The Summons), Mondadori (ISBN 8804519886)
2003 - Il re dei torti (The King of Torts), Mondadori (ISBN 8804536500)
2003 - L'allenatore (Bleachers), Mondadori (ISBN 8804546387)
2004 - L'ultimo giurato (The Last Juror), Mondadori (ISBN 8804550228)
2005 - Il broker (The Broker), Mondadori (ISBN 8804539224)
2006 - Innocente. Una storia vera (The Innocent Man), Mondadori (ISBN 8804559942)
(http://it.wikipedia.org/wiki/John_Grisham)
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The second oldest of five siblings was born in Jonesboro, Arkansas, to Southern Baptist parents of modest means. His father worked as a construction worker and a cotton farmer; his mother was a homemaker.[1] After moving frequently, the family settled in 1967 in the town of Southaven in De Soto County, Mississippi, where Grisham graduated from Southaven High School. While there, he played QB for the High School football team. Unlike the main character in his 2003 novel, Bleachers (novel), he wasn't an All-American football player. Encouraged by his mother, the young Grisham was an avid reader, and was especially influenced by the work of John Steinbeck whose clarity he admired.

In 1977, Grisham received a Bachelor of Science degree in accounting from Mississippi State University. While studying at MSU, the author began keeping a journal, a practice that would later assist in his creative endeavors. Grisham tried out for the baseball team at Delta State University but was cut by the coach and former Boston Red Sox Pitcher Dave Ferriss. He earned his J.D. degree from the University of Mississippi School of Law in 1981. During law school, Grisham switched interests from tax law to criminal and general civil litigation. Upon graduation he entered a small-town general law practice for nearly a decade in Southaven, where he focused on criminal law and civil law representing a broad spectrum of clients. As a young attorney, he spent much of his time in court proceedings and preparing for court the following morning.

In 1983, he was elected as a Democrat to the Mississippi House of Representatives, where he served until 1990. During his time as a legislator, he continued his private law practice in Southaven. He has donated over $100,000 to Democratic Party candidates. In September 2007, Grisham appeared with Hillary Rodham Clinton, his choice for U.S. President in 2008, and former Virginia Governor Mark Warner, whom Grisham supports for the U.S. Senate being vacated by Republican John Warner (no relation). Grisham himself had considered challenging former GOP U.S. Senator George Allen, Jr., in the 2006 election in which Allen was narrowly defeated by the Democrat James Webb.[2]

He spent three years on A Time to Kill and finished it in 1987.

Initially rejected by many publishers, the manuscript eventually was bought by Wynwood Press, which gave it a modest 5,000-copy printing and published it in June 1988.

The day after Grisham completed A Time to Kill, he began work on another novel, the story of a young attorney lured to an apparently perfect law firm that was not what it appeared.

That second book, The Firm became the 7th bestselling novel of 1991.
Grisham then went on to produce at least one work a year, most of them widely popular bestsellers.
He has been incredibly successful in that he holds the title for being the sole person to author a number one bestselling novel of the year for seven consecutive years (1994 - 2000).

Beginning with
A Painted House in 2001, the author broadened his focus from law to the more general rural south, all the while continuing to pen his legal thrillers.

Publishers Weekly declared Grisham
"the bestselling novelist of the 90s," selling a total of 60,742,289 copies. He is also one of only a few authors to sell two million copies on a first printing (Tom Clancy is another; J.K. Rowling surpasses them both) .

Grisham's 1992 novel The Pelican Brief sold 11,232,480 copies in the United States alone.

Grisham is also well known within the literary community for his efforts to support the continuing literary tradition of his native South. Grisham has endowed scholarships and writer's residencies in the University of Mississippi's English Department and Graduate Creative Writing Program, and was the founding publisher of the Oxford American, a 'slick' magazine devoted to literary writing and famous for its annual music issue, copies of which include a compilation CD featuring contemporary and classic Southern musicians in genres ranging from blues and gospel to country-western and alternative rock.

Grisham describes himself as a "moderate Baptist", and he has performed mission service for his church, notably in Brazil. He lives with his wife, Renée, (née Jones) and their two children, Ty and Shea. The family splits their time between their Victorian home on a farm outside Oxford, Mississippi and a farm near Charlottesville, Virginia.

(http://en.wikipedia.org/wiki/John_Grisham)

giovedì 4 ottobre 2007

SAN FRANCESCO D'ASSISI, PATRONO D'ITALIA!

Ricorre oggi la festa di San Francesco d'Assisi, Patrono d'Italia; in onore di uno dei santi più importanti della cristianità, pubblico uno dei suoi scritti più famosi:"IL CANTICO DELLE CREATURE"
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Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so' le laude, la gloria e l'honore
et onne benedictione.
Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.


Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue
creature,
spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si', mi Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si', mi' Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.

Laudato si', mi Signore, per sor'Acqua.
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si', mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si', mi Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fior et herba.

Laudato si', mi Signore, per quelli che perdonano
per lo Tuo amoreet sostengono infrmitate et tribulatione.

Beati quelli ke 'l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati

Laudato s' mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no 'l farrà male.

Laudate et benedicete mi Signore
et rengratiatee serviateli cum grande humilitate.



(S.FRANCESCO D'ASSISI, 1226 D.C)

domenica 30 settembre 2007

Ken Follet




In occasione dell'uscita dell'ultimo libro di Ken Follet, "Mondo senza fine", il proseguimento de "I pilastri della terra", uno dei libri più belli e affascinanti che abbia mai letto, pubblico alcune notizie sulla vita e sulle opere dello scrittore gallese, tratte da Wikipedia.
Cliccate, invece, sul titolo del post per accedere al suo sito ufficiale.


LA VITA
Nasce a Cardiff nel Galles, dove vive fino a quando la famiglia si trasferisce a Londra dieci anni più tardi. Nel 1967 viene ammesso allo University College di Londra, dove studia filosofia. Si sposa con Mary nel 1968.
Dopo la laurea nell'autunno del
1970 intraprende un corso post-laurea di giornalismo e inizia a lavorare come apprendista reporter a Cardiff nel South Wales Echo. Dopo tre anni passati nella città ritorna a Londra per lavorare nell'Evening Standard. Dopo qualche anno lascia il giornalismo e diventa vicedirettore della Everest Books. Inizia inoltre a scrivere narrativa la sera e nei weekend. Il successo arriva lentamente, ma con la pubblicazione di La cruna dell'ago (Eye of the Needle) nel 1978[1], un romanzo ambientato durante la seconda guerra mondiale, riscuote un enorme successo. Il libro ha vinto l'Edgar Award ed è divenuto un film per il grande schermo, una pellicola eccezionale che vede Kate Nelligan e Donald Sutherland come protagonisti.
Nel
1984 conosce la sua seconda moglie, Barbara Broer, deputato del Parlamento nelle file dei laburisti. La coppia vive tra Londra e Stevenage (Hertfordshire), insieme a una vasta schiera di figli avuti nei matrimoni precedenti. Lo scrittore britannico è un grande amante di Shakespeare, e spesso è possibile incontrarlo alle rappresentazioni tenute dalla Royal Shakespeare Company di Londra. Adora la musica e suona il basso in una band dal nome "Damn Right I Got the Blues".

LE OPERE
Tralasciando Lo scandalo Modigliani e Alta finanza la carriera di Follett passa attraverso quattro fasi distinte.
La prima comprende
La cruna dell'ago e i cinque libri che lo seguono. Sono tutte variazioni del classico thriller di spionaggio. L'ambientazione è geograficamente e cronologicamente diversa, spaziando dalla Prima Guerra Mondiale (L'uomo di Pietroburgo) all'Iran e Afghanistan odierno (Sulle ali delle aquile e Un letto di leoni).
La seconda fase comprende quattro romanzi storici scritti negli ultimi
anni '80 e nei primi anni '90. I pilastri della terra, ambientato nell'Inghilterra medievale, si svolge parallelamente alla costruzione di una cattedrale, affiancando alla storia della chiesa la vita di svariati personaggi. Notte sull'acqua narra le vicende dei viaggiatori che abbandonano l'Inghilterra sull'ultimo volo di linea del Clipper, idrovolante di lusso diretto negli Stati Uniti alla vigilia dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Una fortuna pericolosa è ambientato nella Londra vittoriana, e Un luogo chiamato libertà nelle colonie inglesi nord americane ai tempi della Rivoluzione americana.
Cambiando ancora genere nei tardi
anni '90, con un paio di libri ambientati nel presente e usando le tecnologie avanzate come filo conduttore. Il martello dell'Eden si focalizza sul terremoto come arma di terrore, ed Il terzo gemello sugli aspetti oscuri delle biotecnologie.
Ritornando nuovamente allo spionaggio in
Codice a zero, Follett ambienta il romanzo ai tempi del lancio del primo satellite americano. Le gazze ladre e Il volo del calabrone vengono invece collocati cronologicamente durante la Seconda Guerra Mondiale.
Nel bianco, è un thriller ambientato ai giorni nostri, in cui un gruppo di terroristi cerca di trafugare un virus da un laboratorio.
Il suo ultimo romanzo, uscito in
Italia in anteprima mondiale il 18 settembre 2007 è Mondo senza fine, seguito ideale de I pilastri della terra

(http://it.wikipedia.org/wiki/Ken_Follett)